Angei “Io, il primo dirigente giovane della Lega all’opposizione”

Stefano Angei domenica 29 pomeriggio “passerà il testimone”, durante l’assemblea provinciale dei giovani della Lega. Abbiamo fatto con lui quattro chiacchiere per conoscere il bilancio del suo mandato

Stefano Angei

Per tre anni è stato il primo coordinatore cittadino della Lega giovani Varese («E l’ultimo dei Giovani Padani» precisa) ed è stato il primo coordinatore dei giovani della lega varesina a lavorare all’opposizione: («E’ tutto un altro lavoro» spiega «Ma all’opposizione ci si possono permettere molte più cose che al governo»).

Stefano Angei domenica 29 pomeriggio “passerà il testimone”, durante l’assemblea provinciale dei giovani della Lega, che si terrà a Castiglione Olona, al castello di Monteruzzo e rinnoverà molte delle cariche: in quell’occasione verrà nominato un nuovo responsabile provinciale, e i nuovi responsabili di Varese, Tradate, Laghi e Busto Arsizio.

Qual è il bilancio dei tuoi tre anni di responsabilità nel gruppo giovani della Lega di Varese?
«Ottimo: perchè siamo riusciti a far crescere il gruppo e abbiamo sperimentato l’opposizione, un’esperienza nuova per il gruppo che penso abbiamo portato avanti in maniera efficace. Ricordo per esempio la camminata in centro con l’allora presidente Maroni per bloccare l’aumento della Cosap, la tassa sul suolo pubblico di cui l’amministrazione, che si era insediata da poco, aveva previsto l’aumento., noi ci siamo schierati dall parte dei commerciante. Poi cose più piccole, ma molto importanti per i cittadini come la sicurezza stradale e la riqualificazione urbana: abbiamo combattuto molto e l’ex Enel è stata riqualificata. Poi abbiamo cercato di combattere il degrado, ma non avevamo molto margine decisionale e quindi abbiamo ottenuto meno. Ci siamo contraddistinti anche in alcune goliardate, come quando abbiamo “esibito” la doppia faccia di Zanzi in consiglio comunale, con una maschera che diceva, da una parte, “Viva Cecchi” e dall’altra “Abbasso Cecchi”. Tutte cose fatte con spirito giovane ma con senso di responsabilità»

Ma com’è, esattamente la “Politica Giovanile”? Come si fa?
«In realtà è come la politica senior, ma con un’attenzione particolare agli interessi dei giovani: e tra gli interessi dei giovani c’è andare in città frequentare i locali, fare acquisti nella nostra città. In ogni caso, la politica giovanile va fatta con passione e spirito giovane, ma con la stessa serietà dei senior. Per me è stata un’occasione di formazione grandissima: ho chiesto molti consigli e mi sono fatto spiegare molte cose da chi le viveva, ed è stato quindi un grande arricchimento per me. Poi, come giovani potevamo permetterci di fare uscite magari poco istituzionali: stesse cose ma con il linguaggio della gente.

Ora, da poco piu di un anno, sei assistente del vicepresidente della Regione Francesca Brianza. Come vedi il tuo futuro a Milano?
«Per me questa è innanzitutto un’esperienza lavorativa in un’istituzione pubblica, anche se mi permette di fare esperienze a livello politico e di questo devo ringraziare Francesca Brianza, che mi ha accolto come collaboratore alla vicepresidenza del consiglio. Però, almeno a breve, io non vedo il mio futuro a Milano: innanzitutto, perchè ho ancora davanti a me due anni di università (studia Giurisprudenza all’Insubria, ndr). Poi, perchè questa è dal punto di vista lavorativo un’esperienza interessante e da proseguire, ma dal punto di vista politico io mi vedo su Varese».

Vediamo, allora: come vedi il tuo futuro a Varese?
«Sulla parte futura c’è molto da lavorare, in vista delle elezioni amministrative. L’attuale giunta è stata incapace di amministrare la città, ha avuto continui litigi, non ha una visione a lungo termine. Sembra che faccia moltissimo, ma risultati concreti non ce ne sono: penso al piano stazioni, alla riqualificazione di piazza Repubblica, del teatro. Ad oggi, quasi a fine mandato, non c’è ancora nulla. Poi, dopo l’ abbandono dell’assessore Cecchi, a distanza di oltre tre mesi la delega alla cultura è ancora in mano al sindaco: questo è un elemento che indica la debolezza che Galimberti ha, e soprattutto è una gravissima situazione che paga il territorio».

E la politica nazionale, come la vedi?
«Galimberti paga lo scotto della scelta che ha fatto Renzi: bisogna vedere cosa succederà in consiglio comunale. Alfieri e Astuti si sono dichiarati subito favorevoli al pd, ma è l’onorevole Gadda, ora di Italia Viva, la persona piu vicina a Galimberti a livello nazionale. Quindi sarà interessante vedere gli sviluppi. Il nostro compito, come Lega, è di trovare una sintesi dalla situazione attuale».

La Lega é cambiata molto in questi anni, però..
«La Lega è stato il primo grande amore di Varese, è in tutti i grandi amori c’è un momento di riflessione: ma noi siamo pronti a ripartire facendo sintesi tra passato e futuro, cioè tra la nostra tradizione a livello locale e quello che siamo diventati adesso come Lega nazionale. E, secondo me, la sintesi è che il “prima gli italiani” di oggi significa “prima i varesini, prima i lombardi, prima gli italiani”, cioè l’attenzione al territorio che la Lega ha».

A quale Lega fai riferimento, quando ne parli? A quella di Varese o quella di Salvini?
«La Lega ha avuto la fortuna di nascere a Varese. Da questa esperienza sono venute fuori persone molto grandi: da Bossi, a Maroni, ad Attilio Fontana, che è davvero un signore anche professionalmente. Anche Giancarlo Giorgetti è di Cazzago Brabbia. Sono tutte persone che non solo hanno fatto grande la Lega di Varese, ma sono state anche chiamate, per le loro capacità, a livello nazionale. Abbiamo avuto dei veri giganti della politica: non penso che esistano zone cosi dense di politici importanti come Varese, e questi devono essere un faro, che illumina anche il presente. Insomma, la sintesi, è: non dimentichiamoci di quello che siamo stati, ma adeguiamo la nostra politica ai tempi di oggi, che sono cambiati dall’inizio. ed è quello che sta facendo Salvini».

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 26 Settembre 2019
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