I cambiamenti climatici mettono in ginocchio agricoltura e allevamento

L'allarme è contenuto nell'ultimo Rapporto Coldiretti su “Sos Clima per l’agricoltura italiana” presentato a Bologna

Fiori presidente Coldiretti Varese

Negli ultimi venti anni è sparita quasi una pianta da frutto su quattro, fra mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti con un gravissimo danno produttivo ed ambientale per il ruolo che svolgono nella mitigazione del clima anche ripulendo l’aria dall’anidride carbonica e dalle sostanze inquinanti come le polveri PM10.

E in stalla non va meglio, dato che ben due milioni di mucche, maiali, pecore e capre sono scomparsi dalle fattorie italiane negli ultimi dieci anni anche per effetto del surriscaldamento che ha inaridito i pascoli, ridotto la disponibilità di foraggio, tagliato la produzione di latte nelle stalle colpite dal moltiplicarsi dei colpi di calore estivi e aumentato i costi per garantire il benessere degli animali in condizioni climatiche più difficili.

Dati preoccupanti, che emergono dal Rapporto Coldiretti su “Sos Clima per l’agricoltura italiana” diffuso oggi al Villaggio contadino di Bologna con l’Arca di Noe’ della fattoria italiana con animali, piante e cibi a rischio di estinzione e decine di migliaia di agricoltori, giovani e studenti con il presidente Ettore Prandini nel giorno del terzo sciopero mondiale per il clima.

Il territorio della provincia prealpina (oggi presente a Bologna con una delegazione numerosa, giunta con diversi pullman dai maggiori centri del Varesotto e guidata dal presidente provinciale di Coldiretti Fernando Fiori con il direttore Giovanni Luigi Cremonesi) ha toccato con mano anche negli ultimi mesi gli effetti di un “clima pazzo” che, nell’anno in corso, ha portato effetti disastrosi sull’agricoltura del comprensorio: un anno iniziato all’insegna di incendi che hanno devastato centinaia di ettari di bosco e proseguito con fasi alterne di pioggia, siccità e fenomeni estremi, come bombe d’acqua e grandinate, che hanno prodotto effetti negativi sull’andamento dell’annata agraria: emblematico è il caso della produzione di miele, con una stagione che si conferma disastrosa, senza termini di paragone con anni recenti, e che ha visto pressochè annullata la produzione di una delle varietà più caratteristiche per il territorio, quella del miele d’acacia.

Con gli animali sono scomparsi anche i pascoli e i prati e il risultato è che negli ultimi 25 anni è andato perso oltre ¼ della superficie agricola (-28%), secondo un’analisi Coldiretti su dati Ispra, e, con esso, la capacità di assorbire le emissioni inquinanti. Basti dire che a causa del consumo di suolo agricolo (problema molto marcato nel Varesotto, dove l’urbanizzazione sottrae ampie porzioni di ettarato un tempo “agricolo”) si perde ogni anno in Italia la possibilità di assorbire quasi 300mila tonnellate di carbonio. L’addio ai terreni causa poi l’infiltrazione di milioni di metri cubi di acqua di pioggia che ora, scorrendo in superficie, non sono più disponibili per la ricarica delle falde aggravando la pericolosità idraulica dei nostri territori.

Ma con la chiusura delle stalle cala anche la produzione di letame e liquami indispensabili per fertilizzare i terreni e alla base dell’agricoltura biologica con l’Italia che – riferisce Coldiretti Varese – detiene la leadership europea in termini di numero di aziende.

Pullman da tutto il territorio della provincia prealpina raggiungeranno in questi giorni Bologna dove, per tutti, l’appuntamento con il Villaggio Coldiretti si rinnova fino a domenica sera in piazza dell’Otto Agosto fino al Parco della Montagnola: oltre cinque ettari di tensostrutture, intrattenimenti, spettacoli e tanto altro per vivere un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori, a tavola con gli agrichef, in sella ad asini e cavalli, nella stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, o nelle fattorie didattiche e negli agriasili dove i bambini possono imparare a impastare il pane o a fare l’orto. In mostra le piante e gli animali della fattoria italiana messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni che saranno mostrati per la prima volta.

Presenti nella città felsinea anche i produttori agricoli varesini con le loro specialità, come Enrico Montonati con i suoi mirtilli coltivati a Vergiate, oltre ad un’ampia pattuglia di Agrichef che, partite nei giorni scorsi dalla nostra provincia, si alterneranno ai fornelli dell’evento bolognese: si tratta di Katia CarraroDaniela Galvalisi e Arianna Bassotto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Settembre 2019
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore