“Caso Renzi”: la maggioranza in comune sceglie il PD

Sono tredici i consiglieri e tre gli assessori militanti nel Partito Democratico, oltre naturalmente al sindaco. Ecco cosa pensano dell'ultimo terremoto della formazione, e della scelta di Matteo Renzi

consiglio comunale varese

Tempo di scissioni a Roma per il Partito Democratico, dopo la decisione di Matteo Renzi di fondare il suo partito, subito dopo avere contribuito al nuovo governo PD – 5Stelle che si è appena insediato.

Una notizia che non può passare inosservata a Varese, dove la maggioranza in consiglio comunale è di centro sinistra, il sindaco, diversi assessori e molti consiglieri militano nel Partito Democratico, e Renzi è stato più volte nella città giardino.

In particolare, sono tredici i consiglieri e tre gli assessori militanti nel Partito Democratico, oltre naturalmente al sindaco: cosa pensano dell’ultimo terremoto della loro formazione, e della scelta di Matteo Renzi? Abbiamo provato a chiederlo. Ecco le loro risposte.

I CONSIGLIERI

Il capogruppo in consiglio comunale, Luca Conte, è sintetico: «La scelta di Renzi è legittima, ma non la condivido – spiega – Resto convintamente nel Pd».

luca conte

Più argomentata è la risposta del consigliere ed ex segretario cittadino Luca Paris «Resto orgogliosamente nel PD. Un errore enorme la scissione di Renzi e di chi lo seguirà. Questa mossa azzardata rischia di indebolire non solo il partito, ma anche il Governo appena nato di consegnare il nostro Paese al sovranismo e al populismo che lo stesso senatore fiorentino aveva detto di voler sconfiggere. Ora occorre andare avanti nella rigenerazione del PD (la parola d’ordine delle primarie, oggi quanto mai attuale) e, soprattutto, nella rigenerazione dell’Italia che, visto quanto sta accadendo nella politica e nella società, ne ha profondamente bisogno».

Luca Paris

«Pur riconoscendo la piena democrazia e libertà di ognuno non condivido la scelta di Renzi, particolarmente per il momento storico nel quale ci troviamo – commenta Paolo Cipolat, presidente della commissione Ambiente – L’essere al governo con i 5 stelle non mi è cosa gradita ma riconosco anche la necessità di dare una stabilità temporale, che permetta di affrontare in modo serio la finanziaria ed altri incombenti e preoccupanti scenari. Ricompattare il centro-sinistra non lo si fa certamente con la scissione, soprattutto da parte di un esponente PD al quale non molto tempo fa è stata data piena fiducia da parte di milioni di italiani. Avanti comunque con il PD, con cautela riserva».

consiglio comunale varese generiche

Deve ancora valutare la situazione Giampiero Infortuna, che non apprezza prendere una decisione “a caldo”, ma qualche idea di massima già ce l’ha. «Mi pare evidente che sia presto per fare qualsiasi tipo di valutazione politica seria, che non sia condizionata da elementi di emotività. È prima di tutto necessario conoscere le motivazioni contenutistiche che sono alla base di questa scelta, la loro progettualità e l’indirizzo che prenderanno. Detto ciò, nella mia breve esperienza politica non ho mai effettuato scelte sulla base dei singoli e delle loro posizioni di vantaggio, ma sempre in relazione a ciò che essi rappresentavano o che avrebbero potuto rappresentare».

consiglio comunale varese 2011 infortuna pd

Per Alessandro Pepe quella di Renzi: «È un’operazione alla Macron, con una differenza: Renzi non rappresenta la novità. Ha già governato. A mio modesto parere è una scelta miope: sul brevissimo periodo, probabilmente, lo favorisce – perché resta centrale nella scena politica -, ma già alle regionali vedremo se gli effetti di questa scissione porteranno benefici ai progressisti; soprattutto in Umbria ed Emilia Romagna. Secondo me non porterà cambiamenti positivi: gli unici che otterranno qualcosa da questa pazzia sono i sovranisti. Per queste ragioni resto nel Pd: un partito nato per dare una casa a tutti i cittadini che si identificano nei valori progressisti e pensano a un partito che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, sia alternativo alle forze conservatrici e reazionarie».

Consiglio comunale Varese 2016

«Al recente Congresso PD ho sostenuto convintamente Zingaretti e ne sono sempre più contento: non mi sognerei mai di lasciare il PD – commenta Francesco Spatola, presidente della commissione cultura – Con Renzi ieri è stata una pessima giornata, la sua scissione va verso il nulla ed indebolisce il PD, rappresentandolo ingiustamente come luogo non del dialogo ma della confusione politica, e facendogli perdere capacità attrattiva, e si alimenta instabilità anche sul fronte del governo appena nato. In sintesi su Renzi: il narcisismo del potere che travolge tutto. Nessuna vera ragione politica di dissenso presunto intollerabile, e una scommessa sull’aggregazione al centro che contraddice la realtà di un elettorato polarizzato e di una storia del cosiddetto “centro” che tende sempre a destra, e vi si polarizza non appena compare il demagogo di turno, da Berlusconi a Salvini. L’unico centro liberaldemocratico che rimane è già dentro il PD, che peraltro nell’ultimo decennio ha perso milioni di voti a sinistra e ha bisogno di recuperarne lì, il più possibile. Invece Renzi finirà che toglierà voti al PD, e non ne aggiungerà togliendoli a Forza Italia, i cui delusi tendono inevitabilmente a destra. E buttarsi lì, dicendo di tentare questa inutile avventura dopo che il partito, anche per amore di unità, ha recepito la sua nuova e capovolta linea politica sui 5S, è come minimo ingrato e sleale. Io tifo altrimenti, per un PD unito e plurale».

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Per Giacomo Fisco che oltre consigliere comunale è anche consigliere provinciale, «Il Partito Democratico è la mia casa, quella dove sono cresciuto politicamente, dove ho condiviso un percorso con la mia comunità, con i miei amici, e non ho nessuna intenzione di lasciarlo. Credo che la decisone di Renzi di fondare un nuovo partito sia sbagliata, non ne capisco ne significato ne tempistiche: il PD per come è stato pensato ha tutte le strutture per confrontarsi, e la risposta non può essere, ogni volta che vince un segretario, andarsene e abbandonare la casa in cui si è cresciuti. La trovo perciò una scelta sbagliata, come fu sbagliata la scelta di Bersani e D’Alema. Io continuerò a credere che il pd è la casa di tutti, dove ci si confronta e alla fine si fa sintesi. Chi si sottrae a un percorso di questo tipo secondo me sbaglia».

Giacomo Fisco

«Per quanto mi riguarda la scelta di Renzi non avrà nessuna conseguenza – Dice con sicurezza Francesca Ciappina – Rimarrò nel PD e continuerò a lavorare a livello locale come ho sempre fatto nell’interesse del partito. Quanto a Renzi, non l’ho mai idealizzato nè demonizzato: ho apprezzato molte scelte del suo governo soprattutto per i provvedimenti in materia di diritti civili e per la spinta riformista che gli ha dato e che, con le necessarie correzioni, spero continui. Non condivido la tempistica adottata per la scissione ma forse, a ‘sto punto, era inevitabile, l’importante è che continui a sostenere il governo».

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Per Luisa Oprandi ,che già fu candidato sindaco per il centrosinistra, il punto focale è l’impegno preso con i cittadini: «Eletta dai cittadini come PD, resto nel Pd perché i cambiamenti interni al partito non devono improvvisamente modificare le scelte effettuate dai cittadini – spiega – Per questo, le scelte personali in merito, le effettuerò solo a fine consigliatura».

Consiglio comunale Varese 2016

LA GIUNTA

Andrea Civati, che oltre ad esser assessore all’Urbanistica è stato capolista del Partito democratico alle ultime elezioni: «Nel 2010 ero alla prima Leopolda. Certamente non ci sarò alla prossima – spiega – Ho sostenuto Matteo Renzi quando era un giovane sindaco rottamatore, provocatorio e un po’ sprezzante, ma che voleva innovare il PD e la sinistra. Quella proposta dirompente si muoveva dentro il Partito Democratico, l’unico spazio politico democratico che non ha “capi” o “amministratori delegati”: la sua forza è la comunità delle centinaia di migliaia di iscritti e simpatizzanti. Per questo oggi non condivido la sua proposta che divide. Abbiamo costruito il PD per essere l’unica casa dei progressisti italiani, aperta e inclusiva; è questo lo spazio politico dove fare proposte e innovazione e non può certo essere la differenza con il segretario di turno a motivare un’uscita».

Preswntazione giornate fai di primavera

Roberto Molinari, assessore ai servizi sociali e segretario cittadino del PD di Varese dalla sua fondazione al 2012. «Una premessa fondamentale è che ogni volta che qualcuno va via dalla nostra comunità politica, questa è una perdita. L’altra è che non pronuncerò mai parole di astio o insulti per chi se ne va: non l’ho fatto per d’Alema e Bersani nel 2017, non lo farò con Renzi. Detto questo, con tutta la stima che posso avere, io ritengo che oggi Renzi abbia innanzitutto commesso un errore di valutazione della società italiana e delle dinamiche che la muovono, e un errore di valutazione anche per lo spazio politico nuovo che può occupare. ll PD è per sua costituzione una comunità politica che vive nella logica del confronto e della discussione. Spesso ci si domanda se è giusto sopportare delle opinioni diverse, e il dubbio di abbandonare il campo c’è sempre: ma è proprio questa fatica di stare all’interno che permette un risultato di sintesi. Creare un’altra formazione, per di piu leaderistica, penso proprio sia sbagliato. il Pd è la mia casa, e penso che l’incontro tra culture che ha portato alla nascita del Partito Democratico sia la forma piu corretta e onesta da presentare agli elettori: un movimento che riunisce culture diverse è uno strumento che può offrire alla società italiana molte cose».

roberto molinari

«Per mia cultura politica e personale considero fondamentale far parte di una comunità e contribuire dal suo interno a mettere in atto azioni di miglioramento e cambiamento, e il PD è la mia casa – conferma l’assessore all’istruzione e pari opportunità Rossella Dimaggio – Le scissioni portano solo frantumazioni a volte incomprensibili. Certo, la gestione di sistemi complessi e democratici richiede capacità di collaborazione e fatica»

Giunta Varese generiche

E il sindaco Davide Galimberti? Sull’argomento non si esprime, come era prevedibile e come è sua natura: un atteggiamento però (stranamente?) condiviso da uno dei più importanti referenti renziani in provincia, l’onorevole Maria Chiara Gadda, molto presente nella città di Varese.

Jrc generiche

Chissà se prenderanno la stessa decisione, pensando al futuro del “loro” territorio.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 18 settembre 2019
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