Oggi l’oratorio è il collante della società, contro la solitudine

Dopo 9 anni a Masnago, e 23 nel Varesotto, Don Mauro Barlassina lascia il territorio. Un rapporto lungo e intenso che gli ha permesso di conoscere bene la città

Don Mauro Barlassina

Sono le sue ultime notti a Varese. Il bagaglio è già a Paderno Dugnano dove, dal 6 settembre scorso, è il nuovo parroco. Ma la casa non è pronta e  Don Mauro Barlassina ritorna la sera per dormine alla Brunella, vicino a quella comunità pastorale che lascia dopo 9 intensi anni.

«Il mio arrivo nel 2010 è coinciso con la nascita di una nuova comunità pastorale fatta di 9 distinte parrocchie – ricorda Don Mauro  – Ho iniziato il mio lavoro nel pieno di una svolta epocale a cui nessuno era preparato. Nemmeno io. Ho capito solo gradualmente la portata della novità. Con il tempo, grazie al dialogo e al confronto. All’inizio mi sedevo al tavolo delle singole parrocchie usando un registro molto concreto e pratico. Chiaramente fu un errore perché ogni gruppo, anche il più piccolo, aveva una storia da raccontare, un vissuto particolare, un’unicità da difendere. L’iniziale sbigottimento si trasformò in smarrimento e diffidenza.
In questi nove anni, abbiamo iniziato a camminare insieme. L’ultimo riconoscimento è arrivato dalla comunità di Velate, una realtà con una lunga e importante storia alle spalle : hanno compreso e accettato il valore della condivisione, nel rispetto delle singole unicità. Il valore del percorso “insieme”. Questa è una comunità che sta ancora camminando ma ha trovato una nuova energia e partecipazione ».

Un decennio, quello raccontato da Don Mauro, che ha visto un profondo cambiamento sociale e cittadino : « Varese vanta una storia fatta di industria, servizi e  cultura e oggi lavora per innovare. Ma ha un problema di fondo: l’età media elevata. E quando mancano i giovani vengono meno l’energia e l’entusiasmo.  Occorre quindi ritrovare l’anima di questa collettività, da sempre molto operosa e attiva nel volontariato».

Don Mauro Barlassina ha avuto un ruolo di rilievo in Varese quando, dopo la partenza di Monsignor Donnini, ha ricoperto il ruolo di decano. Nel suo saluto dopo quella nomina, parlò alla città, invitandola ad agire e a farsi promotore di iniziative di dialogo e confronto: « Oggi, la chiesa ha un ruolo che va al di là della sua azione ecumenica – racconta l’ex parroco di Masnago – All’interno delle parrocchie ci si ritrova e confronta. In una società che sta perdendo punti di incontro, gli oratori rimangono un collante delle comunità. Oggi i cristiani sono chiamati a tenere vivo e concreto il senso della società, animandola da dentro. Un confronto aperto verso tutti, al di là del credo e delle religioni. Il dialogo che si instaura nelle nostre piccole realtà parrocchiali deve coinvolgere tutti come antidoto contro l’individualismo e soprattutto la solitudine dilagante nelle città che rischiano di fagocitare ogni cosa». 

L’esempio che Don Mauro porta è evidente: le 9 parrocchie domenica scorsa si sono ritrovate nella chiesa dei SS Pietro e Paolo di Masnago per salutare un’ultima volta il parroco in partenza. Insieme, un’unica realtà costruita sulla pluralità di rioni che si riconoscono nell’azione comune: « Oggi l’oratorio è il baluardo della società, capace di far esaltare l’unicità dei singoli nella sintesi comunitaria »

E la ricetta di Don Mauro è valida anche in una città apparentemente chiusa e fredda come quella di Varese: « I varesini sono molto concreti e sanno apprezzare chi li coinvolge in progetti veri e tangibili. Non amano le chiacchiere gratuite. Nel mio difficile inizio posso assicurare di aver trovato la chiave di collaborazione sopratutto nelle idee da realizzare insieme, nel confronto sui temi, nel dialogo costruttivo».

In questi anni, Don Mauro  ha vissuto anche momenti difficili come quando venne eletto membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Molina nel momento più turbolento: « Furono giorni complicati ma capimmo, come Chiesa, che una realtà imprenditoriale così strutturata aveva bisogno di persone qualificate. Oggi sono contento di vedere che si è tornato a lavorare per la missione che la Fondazione ha sempre avuto ed è la difesa dei più deboli e degli anziani».

Don Mauro, con il pensiero, è già a Paderno Dugnano: « Una realtà nuova che non conosco e che presenta peculiarità diverse. Ma ovunque è possibile individuare un comune denominatore: il bisogno di fare comunità, di sentirsi parte di un gruppo. Per questo la oggi la Chiesa, nella sua grande fatica odierna di trovare vocazioni, si affida a chiunque possa testimoniare l’impegno dell’aggregazione sia questi un parroco o una famiglia che abita nella parrocchia e si mette a disposizione».

Varese rimarrà nel cuore di Don Marco: « Provo un sincero sentimento di gratitudine perché in questi anni, come prete e come uomo, ho avuto la possibilità di crescere e capire le dinamiche positive e negative nella vita della gente. Sono grato perché ho molto imparato da tante situazioni di sofferenza che ho incontrato. Mi sono sempre chiesto di quale presenza di Chiesa avesse bisogno la gente. Ho capito che il compito è quello di non escludere nessuno ma coinvolgere nel rispetto di ciascuno. Avere responsabilità di guida non vuol dire imporre, ma ascoltare e decidere insieme».

Dopo 23 anni, Don Mauro Barlassina lascia la provincia di Varese e si sposta nel Milanese: « Sono pronto alla nuova prospettiva».

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 10 settembre 2019
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore