Un libro per Emilio Portaluppi, il “Jack Dawson” della Valceresio

Il 15 ottobre, nell'anniversario della nascita, esce il nuovo libro di Claudio Bossi dedicato al naufrago del Titanic. La cui storia (forse) ha ispirato la storia del celebre film di James Cameron

Emilio Portaluppi sopravvissuto naufragio Titanic

Un lungo lavoro, per arrivare a raccontare una vita che è anche un po’ «un mistero». Claudio Bossi, da trentacinque anni appassionato di Titanic, ha appena pubblicato il suo nuovo libro, dedicato a Emilio Portaluppi, il naufrago che veniva da Arcisate, in Valceresio, tra Varese e Lugano.

Il libro “Il picasass sopravvissuto al Titanic”, edito da Macchione, uscirà il prossimo 15 ottobre, un omaggio alla data di nascita dell’arcisatese, spiega lo stesso Claudio Bossi. «Tra due anni ricorre il 140esimo della nascita».

Nella figura di Portaluppi s’intrecciano varie storie e chiavi di lettura. C’è il Portaluppi “picasass”, il cavatore figlio della tradizione locale di lavorazione della pietra, emigrato (come migliaia di altri europei) per raggiungere un’altra “capitale” della lavorazione di marmi graniti, la animata città di Barre, in Vermont.
C’è il Portaluppi imbarcato sul Titanic, che raccontava del suo amore per Lady Astor, una ragazza della ricca borghesia americana e moglie di John Jacob Astor: c’è chi vede, dietro quella storia, la base per la vicenda di Jack e Rose nel film “Titanic” di James Cameron”.  E infine c’è il Portaluppi naufrago, sopravvissuto in modo fortunoso e destinato per decenni a raccontare quell’avventura.

Quasi una doppia vita: «Emerge quasi una doppia personalità: uomo galante e socievole negli Usa, un uomo restio quando capitava in Italia» dice Claudio Bossi, che nel libro ha accolto anche le informazioni nate da un (doppio) articolo di VareseNews che nacque dal contatto con i parenti di Portaluppi negli Usa (qui).  «Il rammarico più grosso – ammette però Bossi – resta non essere riuscito a entrare in contatto direttamente con i famigliari, né con la pronipote che ho cercato qui in Valceresio né con quelli negli Usa».

Claudio Bossi
Claudio Bossi, foto BBruno©

(Macchione Editore) Claudio Bossi, scrittore e storico di Oggiona con Santo Stefano, ha inteso amalgamare la lunga storia della vita di Emilio Portaluppi, nato ad Arcisate, americano d’adozione, Una biografia che, come si può leggere nella quarta di copertina, è quasi un romanzo storico. Una storia che va ben oltre le avventure del protagonista e comprende le ampie vicende dell’emigrazione, del lavoro e della società tra Ottocento e Novecento.

Bossi – che abita in provincia di Varese, a Oggiona con Santo Stefano – sembra aver già in testa la prossima ricerca. Obbiettivo: la famiglia Stehli. «Avevano un setificio a Germignaga, erano un po’ “pseudovaresini”: si imbarcarono in prima classe per andare negli Usa a vedere un loro stabilimento. Si salvarono tutti dal naufragio».

Nel frattempo lo scrittore si dedicherà alle presentazioni del libro: si comincia giovedì 17 ottobre ad Arcisate, per proseguire poi il giorno dopo ad Oggiona Santo Stefano, dove lo scrittore è di casa. Si prosegue il 19 a Galliate Lombardo, ed a seguire Gallarate, Varese, Laveno Mombello, Robecco sul Naviglio, Busto Arsizio, Inarzo, Porto Valtravaglia, Canzo, Ispra, Barasso, Viggiù, Como e Malnate. «E ancora Como, che ha sempre un po’ rivendicato la paternità (Arcisate era allora in provincia di Como, ndr) e Alassio, dove veniva in villeggiatura».
In queste occasioni il pubblico presente avrà modo di scoprire, dalla diretta voce dell’autore, se il Jack Dawson che tutti abbiamo conosciuto nel film sia davvero Emilio Portaluppi…

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 settembre 2019
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