GIOCOnDA “svela” gli open data al festival Glocal

A otto mesi dall’avvio del progetto, i primi risultati sono stati presentati nell’ambito del Festival Glocal, il festival del giornalismo digitale che si è svolto a Varese dal 7 al 10 novembre

progetto gioconda

GIOCOnDa, acronimo di “Gestione integrata e olistica del ciclo di vita degli open data”, è un progetto Interreg dedicato agli Open Data che vede come capofila italiano il Politecnico di Milano e come capofila svizzero il Dipartimento tecnologie innovative della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). Gli altri partner coinvolti sono: Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Provincia di Lecco, EasyGov, Varese Web, Fondazione Bruno Kessler, Università della Svizzera italiana.

A otto mesi dall’avvio del progetto, i primi risultati sono stati presentati nell’ambito del Festival Glocal, il festival del giornalismo digitale che si è svolto a Varese dal 7 al 10 novembre.

Davanti a una platea composta da cittadini, giornalisti e impiegati della pubblica amministrazione sono intervenuti come partner del progetto Daniele Crespi, Digital Innovation manager di ARIA SpA, la società in-house di Regione Lombardia; Giulio Fiamengo, co-founder di EasyGov Solutions SrL; Lorenzo Sommaruga, Professore al Dipartimento di tecnologie innovative della SUPSI; Claudio Russo, docente e ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano; Tomaso Bassani, giornalista di Varesenews.

L’incontro aperto al pubblico, nato come approfondimento sugli open data e i risvolti positivi che il loro utilizzo può avere in molteplici aspetti della società civile, è stato l’occasione per ribadire alcuni aspetti del progetto GIOCOnDa.

“Gli open data servono a far crescere l’efficienza, la trasparenza e l’efficacia della pubblica amministrazione, di enti e di aziende. Opportunità che devono essere colte ma che incontrano ancora molti ostacoli – ha spiegato Claudio Russo, Politecnico di Milano -. Proprio su questo fronte agisce il progetto GIOCOnDa, che ha l’obiettivo di rafforzare la diffusione degli open data, specialmente nell’area transfrontaliera, e di definire una modalità sostenibile di pubblicazione”.

“Due terzi dei comuni italiani non pubblicano open data e quelli che lo fanno, spesso – ha aggiunto Russo -, pubblicano solo quelli che è obbligatorio per legge rendere accessibili. Dalla una ricerca del Politecnico di Milano è risultato che, a settembre 2018, il 76% dei comuni non aveva un’unità di personale dedicata alla pubblicazione”.

“Quando abbiamo creato il portale regionale degli open data siamo partiti da una situazione difficile perché abbiamo Comuni molto piccoli sprovvisti della struttura amministrativa e delle competenze per poter pubblicare – ha raccontato Daniele Crespi di ARIA SpA -. Per questo Regione Lombardia ha agito affinché i Comuni potessero approcciare il tema degli open data in maniera intelligente e sostenibile attraverso una piattaforma a loro disposizione. Questo ha permesso di raccogliere già una quantità rilevante di dataset da parte di molti Enti istituzionali del territorio”.

“Attività come quella portata avanti da Regione Lombardia e che saranno perseguite attraverso il progetto GIOCOnDa sono estremamente importanti in tanti settori – ha spiegato il giornalista di Varesenews Tomaso Bassani -. Nel mio settore, quello del giornalismo, avere una piattaforma che raccoglie e mette a disposizione facilmente basi di dati su temi importanti della pubblica amministrazione ci aiuta a sviluppare inchieste e approfondire temi di primaria importanza pubblica. L’ultimo lavoro realizzato dal nostro giornale ha preso in considerazione l’incidentalità stradale della città di Busto Arsizio, un argomento importante per i cittadini che abbiamo potuto affrontare proprio perché l’amministrazione comunale ha messo disposizione gli open data sul portale regionale”.

Giulio Fiamengo di EasyGov solutions ha invece anticipato i primissimi risultati dell’indagine, svolta nell’ambito di GIOCOnDa, che ha lo scopo di fotografare la consapevolezza e il bisogno di open data presso Comuni e aziende del territorio: “L’attività è appena cominciata – ha spiegato Fiamengo -, siamo arrivati al 3% del campione ma l’obiettivo è quello di estendere la ricerca e comprendere lo stato dei fatti nelle amministrazioni comunali e nelle aziende con lo scopo di incrociare domanda e offerta di open data”. I primi risultati sulla qualità dei dati pubblicati dagli enti lombardi mettono in evidenza gli effetti positivi degli investimenti fatti da Regione Lombardia in termini di sviluppo della piattaforma regionale da un lato e di supporto agli Enti nel processo di pubblicazione delle basi dati più rilevanti, dall’altro. I dati pubblicati sulla piattaforma regionale rispondono a standard che consentono di metterli a confronto fra loro e rispetto a quelli pubblicati su altre piattaforme, sono maggiormente caratterizzati dalla presenza di metadati (si passa dal 73% all’83%) e ontologie (si passa dal 13% al 43%), elementi fondamentali per poterli comprendere e utilizzare in modo corretto.

Lorenzo Sommaruga, professore al Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), ha concluso con una panoramica sugli applicativi resi possibili grazie agli open data: “Porto come esempio quello del portale svizzero degli open data, una piattaforma che offre migliaia di dataset su temi che vanno dall’economia al turismo con risvolti positivi in tanti campi. A questo tema il progetto GIOCOnDa offrirà uno step in più lavorando anche su linked open data (LOD), uno standard in grado di moltiplicare la possibilità di fare analisi, trovare correlazioni e applicativi partendo dai dati”. Infine sono stati mostrati anche alcuni esempi delle potenzialità di interrogazioni SPARQL a portali LOD come dbpedia e wikidata.

Il progetto GIOCOnDa è finanziato per 1.076.458,31 euro e 546.100,00 franco svizzeri nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera. Il Programma è coordinato dall’Autorità di Gestione Regione Lombardia e co-finanziato dall’Unione europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato Italiano, dalla Confederazione elvetica e dalla Repubblica e Cantone Ticino. Il progetto è iniziato ufficialmente l’08/04/2019 e si concluderà il 07/04/2021.

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Pubblicato il 18 Novembre 2019
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