Guccini: “Bello essere ascoltato ancora da tanti giovani”

Una Fondazione Feltrinelli strapiena ha accolto Mauro Pagani e il cantautore di Pavana. A cui è dedicato l’unico inedito di ‘Note di viaggio’, Natale a Pavana

Francesco Guccini in Fondazione Feltrinelli

“Come ricorda spesso Mauro, sono molto vecchio. Eppure, le mie canzoni sono molto ascoltate anche dai giovani”. Francesco Guccini ha presentato al pubblico il suo ultimo album Note di viaggio insieme a Mauro Pagani. Dopo la presentazione alla stampa di venerdì, è il turno dei fan, moltissimi, che si sono radunati a Milano in Fondazione Feltrinelli.

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Un pubblico dall’età media decisamente bassa, come ha notato un emozionato Guccini: “Mi fa ancora un certo effetto vedere così tanta gente, e così tanti giovani. Ancora moltissime persone mi fermano per strada, vogliono venire a casa mia. Li accolgo volentieri e mi concedo alle firme. A volte, purtroppo anche alle foto”. Qui il cantautore ha un sussulto, contro le fotografie e in particolare i selfie: “Non li sopporto. Non sono come un certo personaggio politico, che passa tutto il giorno a farsi le foto”. Il riferimento è chiaro.

Mauro Pagani spiega quindi come è nata Natale a Pavanache qualcuno ha paragonato alle canzoni di Crêuza de mä, il disco di Fabrizio de André che segnò l’inizio della collaborazione tra i due: “Sicuramente c’è molto di mio in questa canzone. E de André ha una parte fondamentale nella mia formazione musicale: dai lui ho imparato le basi della forma-canzone. Prima, con la PFM, suonavamo moltissime note in maniera molto libera e fuori dagli schemi; ‘Faber’ mi ha insegnato tre o quattro cose fondamentali. Per Crêuza de mä – spiega – ho lavorato tantissimo. Ho passato anni ad ascoltare cantanti turchi in giro per il mondo. Il mio rapporto con Fabrizio era praticamente invertito: era lui il mio produttore”. Crêuza de mä è considerato l’album più sperimentale del cantautore genovese ed è raccontato bene in una clip pubblicata da Rolling Stone. “Ma in tutto l’album – aggiunge l’ex musicista della Premiata Forneria Marconi – c’è tutta la mia formazione musicale”.

Guccini, che spiega di aver iniziato a scrivere nel 1958 e di essere stato molto amico con Lucio Dalla, Fabrizio de André e Claudio Lolli – bolognese e suo coetaneo, si commuove a ricordarlo – racconta un aneddoto curioso su Roberto Vecchioni, su richiesta dei fan: “L’anno scorso mi chiese di partecipare all’album che stava realizzando (L’infinito, pubblicato sotto l’etichetta DME, ndr), con una canzone dedicata ad Alex Zanardi. Non ne avevo voglia: ho smesso di cantare e suonare da anni e non ho intenzione di ricominciare, alla soglia degli ottant’anni. Ma un giorno mi telefonò e insistette per salire a casa mia. Lì mi fece vedere il testo e canticchiai una strofa. Lui andò in giro a venderla come collaborazione, ma non era proprio così”, afferma Guccini, con il sorriso sulle labbra.

Francesco Guccini in Fondazione Feltrinelli
Il murales di Tvboy, copertina dell’album

I due, con alle spalle il murales di Tvboy che raffigura Guccini e i cantanti di Note di viaggio su una barca – ricordando i viaggi che devono affrontare i migranti nel Mediterraneo – elogiano gli artisti che hanno cantato i brani di Note di viaggio: si tratta infatti di un disco con alcune delle più famose canzoni di Guccini cantate da Manuel Agnelli, Giuliano SangiorgiBrunori Sas, Nina Zilli, Malika Ayane, Samuele Bersani, Francesco Gabbani, Margherita Vicario, Elisa, Ligabue e Carmen Consoli. “Tutte le registrazioni – confermano i due – sono durate massimo due ore. Erano tutti estremamente preparati, oltre che felici di partecipare al progetto”.

Sorprendente la fila chilometrica alla fine dell’incontro per il firmacopie: più di cento persone in coda per farsi firmare l’album o il libro uscito di recente, Tralummescuro (Giunti): il racconto del suo paese d’origine Pavana – colpito dallo spopolamento come moltissime realtà di provincia italiane – con uno sguardo nostalgico e velato di malinconia.

di caccianiga.marco@yahoo.it
Pubblicato il 19 novembre 2019
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