Lavoro e impresa hanno bisogno dei corpi intermedi

La ricerca sul mercato del lavoro realizzata dalla Cisl dei laghi al centro di un dibattito tra le parti sociali. Mauro Colombo: «Bisogna interrogarsi sul cambiamento per interpretarlo in modo corretto»

Generico 2018

La ricerca sul mercato de lavoro, realizzata dalla Cisl dei laghi e presentata nella conferenza organizzativa che si è tenuta alle Ville Ponti di Varese, è stata oggetto di un dibattito a cui hanno partecipato i segretari provinciali di Cgil,Cisl e Uil e i direttori di Confartigianato imprese Varese e Confapi.

La ricerca fotografa in modo chiaro cosa è avvenuto nel mercato del lavoro della provincia di Varese dopo gli anni della crisi: il sistema manifatturiero ha tenuto, sono entrate più donne, almeno 15mila, l’occupazione si è sviluppata soprattutto nel terziario, in particolare nei settori turismo e ristorazione, ed è caratterizzata da una forte precarietà.

La domanda di partenza del moderatore, il giornalista Matteo Inzaghi, direttore di Rete55, cioè quanti danni ha fatto il vento della disintermediazione che ha soffiato negli ultimi anni in Italia, riporta al centro una questione che potrebbe essere così tradotta: in questo risultato di sostanziale tenuta del sistema c’è un merito dei sindacati e delle associazioni datoriali, oppure si sarebbe raggiunto anche senza il loro intervento?

«La disintermediazione è stata cavalcata da tutta la politica – ha detto Antonio Massafra  segretario della Uil provinciale – . I politici, sia di destra che di sinistra, calano le soluzioni dall’alto illudendo gli italiani che siano loro a tutelare il bene del Paese. Un errore clamoroso se parliamo di mercato del lavoro, perché in questo modo non lo si governa e se non lo governi sei destinato a subirlo con conseguenze drammatiche per i lavoratori e le loro famiglie».

La politica, quella di Matteo Renzi in particolare, quando era ancora a capo del Pd e del governo, non teneva conto di una storia che in molti territori aveva dato dei buoni risultati in tema di contrattazione del lavoro. «In provincia di Varese – ha confermato Umberto Colombo segretario provinciale della Cgil – le relazioni sindacali tra le parti sociali sono state sempre virtuose, garantendo una tenuta dell’occupazione nei momenti più critici con accordi spesso innovativi. L’azione unitaria del sindacato e il confronto continuo con le associazioni datoriali ha prodotto quel segno più nell’occupazione evidenziato dalla ricerca. Nei territori dove ha prevalso la disintermediazione quel segno è negativo».

La storia ha un precedente famoso, quello della premier inglese Margaret Thatcher, che ingaggiò un braccio di ferro drammatico con i minatori britannici e con il loro sindacato, protagonisti di uno degli scioperi più lunghi della storia. «Non siamo così lontani da quelle vicende – ha detto Francesco Diomiaiuta reggente “in pectore” della Cisl dei laghi – l’intermediazione non è saltata grazie al lavoro positivo svolto dal sindacato e dalla parte datoriale, ma occorre ricostruire e la ricostruzione temo che sarà lunga».

Nella ricostruzione di cui parla Diomiaiuta i tempi dipendono dalla perdita di rappresentanza subita dalle organizzazioni. È fuori di dubbio che le parole di una certa politica, soprattutto quelle dei nuovi leader che vorrebbero un rapporto diretto, cioè uno a uno, con gli elettori, saltando chiunque altro possa mediare quella relazione, hanno fatto breccia nell’immaginario collettivo e quindi anche nei lavoratori e negli imprenditori. «Bisogna sempre interrogarsi sulle mutazioni – ha sottolineato Mauro Colombo, direttore di Confartigianato imprese Varese – Ha ragione il segretario della Cgil quando dice che a Varese abbiamo un’esperienza eccezionale nelle relazioni sindacali da portare ad esempio anche fuori dal nostro territorio. In questo momento la mutazione è però in atto e ci dice che le aziende sono sempre più precarie e con esse anche il lavoro, come conferma lo studio della Cisl dei laghi. Confartigianato si è interrogata e a sua volta e ha realizzato due ricerche in collaborazione con The european house Ambrosetti proprio sul tema del cambiamento per interpretarlo in modo corretto».

La ricerca della Cisl dei laghi è una sorta di confine spazio-temporale: il lavoro prima e dopo la grande crisi. Spesso abbiamo sentito ripetere che nulla sarà come prima, ma la lezione imparata durante la tempesta potrebbe tornare utile in futuro alle stesse parti sociali. «Il ruolo dei corpi intermedi durante la crisi iniziata nel 2008 – ha concluso Piero Baggi, direttore di Confapi Varese – ha dato delle risposte concrete. Il metodo lombardo ancora una volta ha funzionato. Dopo il confronto, spesso duro e complicato, si arriva sempre a un momento di sintesi che, almeno nel nostro caso, si lega alla tutela di un bene comune: l’impresa e con essa il lavoro».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2019
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