“Le associazioni d’arma fuori dalla Caserma Garibaldi”

Il presidente di Assoarma Varese, Vincenzo Agrifoglio, a pochi giorni dal 4 novembre, e dopo l’incontro con il sindaco di Varese, esprime "grande preoccupazione" in vista della nuova destinazione della struttura

Caserma Garibaldi e piazza Repubblica generici

«E’ un 4 novembre amaro per noi» comincia così la conferenza stampa convocata da ANC e Unuci nella loro sede di Varese, attualmente all’interno dell’ex Caserma Garibaldi per comunicare che la loro vita in quella sede ha i giorni contati.

E a dirlo, più precisamente, è il primo Capitano Vincenzo Agrifoglio, presidente di Assoarma Varese, a pochi giorni dalla giornata dell’unità nazionale e delle Forze Armate, con a fianco i presidenti delle 14 associazioni d’arma che hanno una sezione varesina, e dei due gruppi alpini della città: «Noi, insieme a ANC, siamo qui da 33 anni, l’amministrazione militare non trovò problema ad ospitarci – spiega – Abbiamo mantenuto agibili e in buono stato a nostre spese le strutture che stiamo ancora ora occupando, e diamo ospitalità a tutte le associazioni di arma che ce lo chiedono: mai fino ad ora è stata messa in discussione la permanenza in questo stabile di questi piccoli spazi dedicati a queste associazioni».

Ora però, sta per arrivare la “grande ristrutturazione” della Caserma Garibaldi, rimasta “congelata” per anni: e tra gli spazi previsti nel progetto – che prevedono, tra l’altro, la nuova sede della biblioteca civica, diverse sale studio per gli studenti, gli archivi multimediali e l’archivio del moderno proveniente dal Canton Ticino – quelli della loro sede, attualmente quattro locali di circa 200 metri quadri totali, non ci sono.

«Le nostre associazioni hanno una media di 100 anni di storia. la nostra Unuci ha 100 anni e fu una delle prime 4 associazioni d’Italia ad costituirsi. Non c’è nulla di peggio di chi viene cacciato fuori da una sede che ha già manutenuto, da una sede, peraltro, perfetta anche dal punto di vista simbolico: chi meglio di noi può occupare questi spazi, per dar loro continuità?».

«Il signor sindaco con molto garbo e gentilezza ci ha ascoltato, e ci ha ricevuto mostrando grande apertura, almeno formale, alle nostre esigenze – ha continuato Agrifoglio – Ci ha promesso di trovare soluzioni, però noi fatichiamo a trovarne, in Varese, e temiamo quindi una soluzione di ripiego, mentre il progetto esecutivo della Caserma ci esclude da qui».

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I presidenti delle associazioni d’arma riuniti

UNA CASA COMUNE PER LE ASSOCIAZIONI D’ARMA

Quello che poi tutte le associazioni d’arma sperano è che si trovi, alla fine, una “Casa delle associazioni d’arma” che possa contenerle tutte, anche quelle che ora hanno sedi inadeguate o addirittura mancanti.

«Noi siamo ospitati, con gentilezza e lungimiranza, dalla sindaco di Porto Ceresio Jenny Santi, che ci ha trovato e offertto uno spazio – spiega Maurizio Fiori, presidente dell’associazione Bersaglieri di Varese – Ma siamo la sezione di Varese, e sembrerebbe più sensato avere sede in città, considerato anche che una sede fuori città diminuisce di molto le disponibilità degli associati e dei potenziali. E anche la sede provinciale di Varese, dopo avere avuto per tanti anni una sede fisica, ora è “ospitata” a casa del suo attuale presidente».

Naturalmente, la speranza finora era riposta in questi quattro grandi locali già occupati: «Noi ovviamente pensiamo che dovremmo rimanere qui: prima di tutto per la considerazione storica dello stabile, poi perchè ci domandiamo se servano proprio queste quattro stanze in una volumetria come questa, che è esagerata – continua il presidente di Assoarma Varese – Se esigenze superiori dovessero portare all’allontanamento in un altro luogo, però, vorremmo che ile caratteristiche della sede siano analoghe per destinazione storica, dimensione, accessibilità. Non metteteci in un appartamento sfitto qualunque, siamo associazioni che hanno una media di cent’anni di storia».

IL SINDACO: “DOVRANNO ANDARE VIA DA LI. MA SIAMO AL LAVORO PER UNA ALTERNATIVA CHE RIUNISCA TUTTI”

Chieste spiegazioni al sindaco Davide Galimberti, più volte “evocato” nella conferenza stampa, il primo cittadino ha confermato la definitività della decisione: «Il progetto originario prevedeva la destinazione totale della caserma Garibaldi ad aule studio e biblioteche, quindi oggettivamente una volta ristrutturata non ci sarà più posto per le loro sedi, è ovvio però che si troverà una soluzione – ha risposto a proposito – Nell’incontro avuto si è parlato di una soluzione che estenda in un unico luogo tutte le associazioni d’arma, e confermo quindi che il nostro obiettivo è questo. Inoltre, pensiamo di lasciare un segno della storicità del luogo, della presenza storica dell’arma in quella sede. E anche su quello lavoreremo. Quello che non possiamo confermare è la sede in quel luogo, dopo la ristrutturazione».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da carlo196

    Potrebbe essere adatta come sede l’ex Ufficio di Igiene di via Staurenghi solo che bisognerebbe trovare i fondi per la sua ristrutturazione.

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