Tariffa puntuale di bacino, si parte davvero

L'assemblea dei sindaci ha votato l'approvazione del progetto di Coinger: quindici voti contro dieci. Anche chi non è d'accordo potrà sperimentare fino al 2023

Coinger

Il passo è fatto: la “tariffa puntuale corrispettiva di bacino” è stata approvata dall’assemblea dei sindaci di Coinger. Ma non all’unanimità. Non un “salto” indolore, non un passaggio avvenuto tra strette di mano: i dieci comuni che da tempo battagliano perché la proposta venga modificata e soprattutto perché la gestione finanziaria venga lasciato in capo alle singole amministrazioni, hanno votato contro, ma sono stati battuti dal voto della maggioranza.

E così quella della tariffa puntuale di bacino è da ieri, giovedì 20 novembre, la strada imboccata dalla società che gestisce i rifiuti di oltre 105 mila abitanti della provincia di Varese.

Il periodo di transizione sarà guidato da Fabrizio Taricco, amministratore unico di Coinger e Giorgio Ginelli riconfermato ieri presidente della società. Era questo uno dei punti cruciali all’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci: l’elezione del presidente dopo che alcuni soci aveva sollevato la legittimità del ruolo di Ginelli, che non ricopre più la carica di sindaco di Jerago con Orago.

«Secondo la loro interpretazione dello statuto il mio mandato era scaduto – spiega Ginelli – Ho deciso quindi di dare le dimissioni e di permettere ad altri di candidarsi alla carica di presidente Coinger. È stato proposto il nome del sindaco di Albizzate Mirko Zorzo, ma la votazione si è conclusa con la mia riconferma: quindici comuni hanno scelto me, dieci Zorzo».

I dieci che hanno votato per Zorzo sono, ovviamente, tutti quelli che compongono il blocco dei “dissidenti”: Albizzate, Azzate, Bodio Lomnago, Buguggiate, Brunello, Gazzada Schianno, Carnago, Cavaria con Premezzo, Mornago, Oggiona con Santo Stefano.

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Dopo la riconferma di Ginelli l’altro passaggio cruciale dell’assemblea riguardava la nuova proposta di Coinger. 

«Abbiamo proposto di rivedere il cronoprogramma – ha spiegato Fabrizio Taricco -. Partiamo a metà del 2020 con la misurazione puntuale di tutte le frazioni (umido, secco, vetro, plastica e carta, misurazione fatta per numero di sacchi, non a peso ndr). Ci saranno due anni e mezzo di tempo per testare la tariffa puntuale di bacino; i comuni che lo vorranno potranno gestire direttamente il piano finanziario fino al 2023, ma dopo quella data dovranno scegliere, se entrare o restare fuori. In quell’arco di tempo avranno anche modo di aggiustare le voci del loro bilancio comunale».

Questo pare l’ultimo gesto di “buona volontà” di Coinger.

«I Comuni che decidessero di sperimentare la tariffa puntuale di bacino, dovranno nel frattempo partecipare agli investimenti che il progetto richiede. Abbiamo dato tempo ai soci di riflettere e portare la proposta nei rispettivi consigli comunali entro i primi di gennaio. Dopo quella data chi non aderirà, dovrà comunicarci se vuole uscire dalla società».

Insomma da una parte c’è la disponibilità a lasciare il tempo per testare costi e benefici del progetto, dall’altra però non c’è più l’intenzione di aspettare.

«Gli investimenti che i comuni hanno fatto per il 2019 sono già stati restituiti – spiegano ancora Taricco e Ginelli – Ora possiamo ripartire e pensare di sviluppare il progetto in via definitiva. Entro gennaio i comuni dovranno dire se sono disponibili a sperimentare perché ci occorre sapere quanti sacchetti acquistare, quanti contenitori, quanti microchip e dobbiamo attivarci per fare un bando».

Cosa accadrà invece se i dieci comuni decidessero di andarsene da Coinger? «La società diventerà più piccola, tutto qui – ha chiuso Ginelli – Siamo nati nel 1965 e il nostro aspetto è cambiato più volte. Lo abbiamo già detto: questa non è una caserma, chi vuole se ne può andare in qualunque momento».

Nel frattempo il sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi ha deciso di abbandonare il comitato ristretto di cui faceva parte e che aveva contribuito a redigere il progetto di Coinger: «Ha scelto di andarsene visto che aveva espresso parere negativo sul progetto e aveva ricevuto mandato dalla sua giunta di prendere in considerazione l’uscita dalla società – spiega Ginelli- . Abbiamo visto situazioni davvero strane in questi mesi di trattative, cambi di posizioni e di idee legati più a scelte politiche che di sostanza. Pazienza, adesso per quanto ci riguarda si parte».

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Pubblicato il 22 novembre 2019
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