La Valceresio maledetta di Liliana Segre a “La Grande Storia”
Domenica 8 dicembre alle 21.20 su Rai 3 andrà in onda un servizio dedicato a Liliana Segre girato anche in Valceresio, tra Saltrio e Viggiù
I sentieri dei “passatori” che attraversano la Valceresio fino al confine con la Svizzera saranno tra i luoghi al centro di un servizio dedicato a Liliana Segre per la trasmissione della Rai “La Grande Storia” in onda domenica 8 dicembre alle 21.20 su Rai 3.
Parte del servizio è stato registrato il mese scorso in Valceresio tra Viggiù e Saltrio, lungo i sentieri che Liliana Segre percorse insieme al padre e a due anziani cugini cercando inutilmente di espatriare in Svizzera per sfuggire alla persecuzione razziale. L’8 dicembre 1943 furono però respinti dalle autorità del paese elvetico e il giorno dopo, Liliana Segre venne arrestata proprio a Viggiù, all’età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a San Vittore a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni, in attesa di partire per il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.
Ad accompagnare la troupe della Rai c’era Antea Franceschin, guida ambientale escursionistica cresciuta a Besano, che quei boschi e quei percorsi li conosce metro per metro e li fa conoscere attraverso le escursioni guidate che organizza con la sua attività Controvento Trekking.
«Ho accompagnato gli operatori e la giornalista della Rai sui nostri sentieri, alla ricerca dei luoghi che anche Liliana Segre probabilmente percorse durante la sua fuga verso la Svizzera, fino alla “ramina”, la rete di confine che passatori e contrabbandieri bucavano per passare al di là – racconta Antea – Sarà interessante rivedere in Tv i nostri luoghi e conoscere la storia di Liliana Segre bambina in fuga per la libertà. La giornalista mi ha detto che dopo questo servizio ci sarà anche una versione lunga del documentario che andrà in onda il 27 gennaio per la Giornata della Memoria».
TAG ARTICOLO
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Giorgio Stucchi su Scuole Materne di Gallarate, scontro sulle rette e sulla “clausola aperta”
Mia23s su Esplosioni e fiamme in una fonderia a Lonate Pozzolo
Alberto Gelosia su Il tour per la legge sulla “Remigrazione” passa anche a Gallarate: interviene l’Anpi
Felice su In Svizzera si voterà per decidere se nel Paese debba esserci un tetto massimo di dieci milioni di abitanti
Felice su Superati i 3 milioni di presenze: turismo in crescita nel Varesotto e Varese Welcome lancia nuove idee
Felice su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336










Scusate ma non capisco proprio il titolo, mi sembra offensivo nei confronti di chi in Valceresio ci è nato e cresciuto. La Valceresio per me è casa mia e non un posto maledetto!!!
“Maledetta” per le tristi e drammatiche vicende che sono avvenute nel passato.
Ma possibile che bisogna anche fare la analisi sintattica e semantica di un titolo al fine di farlo comprendere……
Un po’ forte, certo, ma per Liliana Segre è il luogo di momenti drammatici, con un tragico finale.