L’Anello sull’Olona, un progetto che ha messo radici ai Mulini

A 10 anni dalla costruzione della diga, Legambiente Varese ha “adottato” l’area facendola crescere e dandole un futuro

mulini di gurone

Sono passati 10 anni dall’inaugurazione della diga sull’Olona, in zona Mulini di Gurone. Un intervento che ha cambiato profondamente il territorio malnatese e che ha dato la possibilità di dar vita a nuovi progetti e seguirne lo sviluppo per dare un nuovo futuro alla località, racchiusa da un anello, che conta circa una decina di famiglie.

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Legambiente, che fu un duro oppositore negli anni novanta, una volta costruita la diga ha di fatto “adottato” i Mulini e fatto partire il progetto “L’Anello sul fiume”, finanziato da Fondazione Cariplo a favore delle comunità resilienti e che, sulla carta, è terminato nel 2018.

La realtà dei fatti, invece, dice che il Cigno Verde non ha abbandonato il progetto e che invece ha tutta la volontà di farlo crescere nel futuro con altre iniziative che possano migliorare ulteriormente la comunità. «La costruzione della diga – spiega Valentina Minazzi, presidente di Legambiente Varese – ha cambio il territorio, per rispondere a un’esigenza di rischio idrogeologico. Di fatti la diga è entrata in funzione due volte nel 2014 a parte qualche episodio di riempimento parziale. I cambiamenti climatici rendono le cose più difficili da valutare. Ora possiamo dire che fare la diga era inevitabile e siamo ben contenti che alla fine a seguito della costruzione questo territorio è diventato un parco naturale».

«L’idea del nostro progetto – prosegue la presidente del Cigno Verde varesino – era cambiare il rapporto degli abitanti dei Mulini, ma anche di Gurone e di Bizzozero: non vedere la diga come una cosa negativa ma come una risorsa. Sono tante le attività che abbiamo svolto in questi anni tra alternanza scuola-lavoro, collaborazioni con scuole, comunità per minori, cooperative sociali ma anche grandi aziende. In pratica da 10 anni ci siamo trasferiti ai Mulini e non li abbiamo più abbandonati».

Negli anni anche gli edifici dei Mulini sono stati sistemati, diventando punti di ritrovo fondamentali. «Abbiamo cominciato a sistemare una casa, abbiamo costruito il Forno di CasaMatta, ma vogliamo cresca ancora e diventi un luogo di aggregazione facendolo diventare una foresteria tramite un finanziamento di Fondazione del Varesotto e Fondazione Cariplo. L’idea verrà sviluppata nei prossimi mesi attraverso anche il crowdfunding».

Grazie anche ai lavori paralleli nel tratto dalla Folla di Malnate al Ponte di Vedano, anche il turismo si sta accorgendo della realtà e la realizzazione della ciclabile di fondovalle darà ulteriore luce ai Mulini di Gurone. «Adesso c’è una riscoperta di questo luogo – conclude Valentina Minazzi – e vogliamo implementare anche la visione di turismo green tra podisti, camminatori e ciclisti. Il nostro lavoro non è finito. L’obiettivo sarà quello di arrivare alla realizzazione di un punto fisso per diventare le sentinelle del fiume e portare la nostra azione quotidianamente».

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Pubblicato il 07 dicembre 2019
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