“Maristella ha diritto a quel farmaco, lo dice l’articolo 32 della costituzione”

Il sindaco Riccardo Del Torchio ha ricevuto una malata di orticaria cronica che dopo il primo ciclo di cura con Omalizumab non può ottenere più la rimborsabilità da parte di Regione Lombardia

Generico 2018

Il sindaco di Besozzo, Riccardo Del Torchio, cita l’arte 32 della costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Davanti a sè ha Maristella, una malata di orticaria cronica spontanea, che da tempo insieme all’associazione Arco sta combattendo una battaglia per ottenere dalla Regione Lombardia il rimborso del farmaco Omalizumab (è il nome del principio attivo) per il secondo ciclo di cure. Il farmaco è prodotto da Novartis e costa 547 euro a fiala, per una cura mensile servono due fiale. Attualmente, la Regione  rimborsa solo il primo ciclo di infusioni, perché si attiene alle disposizioni di Aifa (Agenzia italiana del farmaco) secondo cui non esistono evidenze scientifiche che l’Omalizumab sia efficace anche in un secondo ciclo di cure. Questa posizione viene contestata dai malati e dai loro medici curanti, molti dei quali dei veri e propri luminari in materia.

Maristella che risiede a Malgesso aveva chiesto un incontro al sindaco del suo paese che però ha declinato l’invito. «Non mi ha nemmeno risposto – dice la donna – e così ho chiesto un incontro al mio ex sindaco, in quanto prima abitavo a Besozzo. Non c’è alcuna strumentalizzazione politica in questa mia richiesta, volevo solo sensibilizzare i cittadini del mio paese su un tema che è il diritto alla cura e alla salute che nel caso dei malati di orticaria cronica vengono negati».

La vicenda relativa Omalizumab ha dei contorni pilateschi che creano una iniquità evidente di accesso alle cure tra le diverse regioni. Da una parte Regione Lombardia dice che c’è un decreto di Aifa che non puo’ essere superato senza che si inneschi un intervento della Corte dei conti e dall’altra c’è Aifa che non interviene su quelle amministrazioni regionali che rimborsano anche il secondo ciclo di cure, come per esempio la Campania. Qual è il vero potere di un decreto dell’agenzia sulle decisioni in tema di farmaci? Può bloccare una Regione oppure può essere superato senza problemi, come stanno facendo alcune regioni in tema di somministrazione oltre il primo ciclo di cure con Omalizumab?

L’unica certezza è che se la Regione non fa passare la rimborsabilità del farmaco oltre il primo ciclo di cure, come è già avvenuto in Lombardia, i pazienti rimarranno con il loro dolore e la loro urgenza dettate dall’assenza di cure alternative valide. Resta aperta una sola strada: pagarsi il farmaco di tasca propria con un prezzo proibitivo. L’ Omalizumab è infatti l’unico farmaco in grado di bloccare gli effetti devastanti di una malattia fortemente invalidante con tassi di recidiva che sfiorano il 60%.
«Dopo che siamo stati ricevuti da Aifa con i nostri medici e tre volte dall’assessore regionale Gallera – ha detto Elena Radaelli, presidente di Arco collegata in via telefonica con il sindaco di Besozzo – il problema si è spostato sulla negoziazione del prezzo».

Grazie a una primo decreto risalente al luglio 2015, che ha esteso l’utilizzo dell’Omalizumab ai malati cronici spontanei, il prezzo da 547 euro è passato a 386 euro. Dal 2015  al 2018 il prezzo si è dunque stabilizzato su quella cifra.

Dopo gli incontri dell’associazione con Aifa sono ricominciate le negoziazioni: la prima, quella del 17 di novembre, ha avuto esito negativo, della seconda avvenuta il 18 dicembre, non si sa ancora nulla. «Non dimentichiamo che Omalizumab è un farmaco che è già da dieci anni sul mercato – ha concluso Radaelli – non è protetto da brevetto ed è già stato ampiamente ammortizzato dalla casa farmaceutica che lo produce, quindi i margini per rivederne il prezzo ci sono eccome».

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

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Pubblicato il 23 Dicembre 2019
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