Paolo, sei volte campione italiano di trial
Paolo Patrizi, il mountain biker saronnese sei volte campione italiano FCI di Trial ci ha raccontato la sua passione per uno sport tutt’altro che noioso
Classe 1989, saronnese di adozione, Paolo Patrizi è il mountain biker saronnese sei volte campione italiano FCI di Trial. Inizia ad utilizzare la bici da trial a 15 anni, quasi per gioco: «In prima superiore mio padre mi lanciò una sfida: “se esci senza debiti, ti compro una bicicletta da trial”; da lì in realtà me ne sono appassionato e non l’ho più lasciata», racconta. Dopo soli quattro anni conquista il primo titolo italiano nella categoria agonisti. Poi ancora nel 2009, 2010, 2011, 2012 e l’ultimo titolo nel 2015.
È stato di fondamentale importanza nello sviluppo della passione per il trial il padre, Marco Patrizi, delegato tecnico della Federazione Ciclistica Italiana e in passato atleta di moto da trial. «Ad ogni semaforo o stop cercavo di emulare mio padre in bicicletta, tentando di tenere l’equilibrio senza toccare terra o provando a saltare piccoli ostacoli», ricorda Paolo.
La strada che lo ha portato a conquistare il primato nazionale per ben sei volte è stata però tutt’altro che facile. Impegno, passione e tanta costanza per uno sport molto scenografico e spettacolare, ma che ti fa vedere i primi risultati solo dopo anni di duro lavoro. Il trial è infatti uno sport molto particolare, in quanto l’atleta utilizza una bicicletta senza sella e con dei freni molto potenti, che deve condurre lungo un percorso pieno di ostacoli di diverso tipo cercando di non poggiare i piedi a terra.
Dopo anni passati sul campo da gara oggi Paolo è insegnante di mountain bike di primo livello, ma soprattutto gira l’Italia con il suo team di atleti freestyle per far conoscere al pubblico questo tipo di sport.

«A chi consiglierei il biketrial? Ai ragazzini che sanno di essere diversi e che sono stufi dei soliti sport. I primi miglioramenti si vedono dopo due tre anni di intenso lavoro e tante ore sulla bicicletta – commenta Patrizi -, ma è uno sport che ti cambia tantissimo, perché è in grado di insegnarti la costanza e la tenacia, a non mollare dopo il primo fallimento».
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