Sardine in piazza con i libri: “La cultura è fondamentale”

In molti hanno risposto alla proposta degli organizzatori e sono scesi in piazza portando con se un libro

Generico 2018

“Porta un libro con te in piazza, la cultura ti slega e ti rende libero”, avevano scritto gli organizzatori prima della manifestazione di questa sera e la risposta dei partecipanti non si è fatta attendere.

Quando sono stati invitati a mostrare le opere che avevano con sé, le centinaia di partecipanti hanno sollevato i loro libri, sbirciando incuriositi i titoli scelti da chi si trovava accanto a loro in piazza san Giovanni a Busto.

Ma che significato ha questo gesto? Cosa rappresenta un libro per le sardine bustocche? «Perchè ho portato un libro? Perchè la cultura è fondamentale e dove non c’è cultura c’è ignoranza, e dove c’è ignoranza non c’è potere decisionale e chi non discerne non sa scegliere», afferma la 46enne Paola, di Lonate Pozzolo, mentre tiene in mano ‘I tabù del mondo’ di Massimo Recalcati.

La 58enne Mariangela ha pensato ad un autore recentemente scomparso: «Ho portato con me un libro di Andrea Camilleri perché lui avrebbe appoggiato il movimento delle sardine, sarebbe stato felice di questo entusiasmo e si sarebbe battuto con noi».

«Bella l’idea di scambiarci un libro fra noi – spiega la 43enne Chiara – questo fa della lettura un’occasione di condivisione ed è importante. La cultura è importante; io ho scelto ‘La ragazza con la Leica’di Helena Janeczek perché parla di una storia di passione, quella della fotografa Gerda Taro».

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«I libri sono importantissimi per crescere. Come la scuola, che dovrebbe educare davvero, non come sta facendo negli ultimi anni», sottolinea Daniela di Varese, 69 anni, che ha scelto un’opera di denuncia, il libro ‘Uomini nelle gabbie’ di Viviano Domenici, che affronta il tema del colonialismo perché «E’ importante riflettere sui drammi della nostra società».

«Essere qua significa dare una risposta reale all’odio. Io ho con me uno dei libri che preferisco, ‘Il vecchio e il mare’ di Hemingway, e spero di poterlo donare a qualcuno, è bello pensare di poter condividere una parte di noi», racconta Alessandro, 55enne varesino.

I valori della piazza sono messi nero su bianco su alcuni fogli che un gruppo di giovani distribuisce ai passanti: non violenza, inclusione, antifascismo, solidarietà, rispetto, diritti, accoglienza. Oltre agli ideali condivisi, però, i manifestanti vogliono metterci la faccia e dare il proprio apporto: lo si evince anche nella scelta dei loro libri. Un esempio è ‘Verde brillante’ di Stefano Mancuso e Alessandra Viola, scelto da una giovane 30enne appassionata di ecologia: «Per me è fondamentale come il rispetto del pianeta e delle persone siano strettamente correlati, possiamo imparare molto dalla natura».

Oppure con l’opera di Dostoevskij ‘Il giocatore’, scelto da Alessandra, 33 anni, che racconta di occuparsi per lavoro di gioco d’azzardo e spera che la nostra società inizi ad occuparsi maggiormente di questo serio problema. «Questo libro mi ricorda la sardina che sono stato io da giovane», confida il 77enne Stefano, in piazza con il libro ‘Manifesti della rivolta di maggio’ che guarda alle nuove piazze colorate dalle sardine come un ritorno ai valori che contraddistinsero le lotte del passato: «Finalmente ci riappropriamo degli ideali per i quali ci battemmo decenni fa».

«Provengo da una famiglia partigiana ed è triste pensare che mio zio e i suoi compagni – che caddero come partigiani in nome della libertà – sono dimenticati dalla società attuale, da questa Italia dove prevale l’odio per il diverso e che ha scordato la sua storia. Abbiamo tutti bisogno di ricordare chi ci ha permesso di essere qui oggi, liberi di manifestare», confida con emozione la 38enne Alessandra, mentre stringe fra le mani un libro che racconta proprio le storie dei ribelli della montagna.

Non solo letteratura, ma anche fumetti, copie della Costituzione italiana e Vangelo fra le mani delle sardine bustocche. La carta stampata diventa quindi custode di un legame profondo fra chi sceglie di non affidarsi al parere dominante, ma decide di pensare con la propria testa.

«C’è tanta gente che si vanta di non aver mai letto un libro, invece leggere è fondamentale – chiarisce con orgoglio la 69enne bustocca Cristina, che sfoggia il libro di poesie ‘Il canzoniere dell’amico espatriato’ di Silvio Ramat e conclude -. Noi vogliamo una politica colta, informata e umana».

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Pubblicato il 10 dicembre 2019
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