“Come una rana d’inverno” per ricordare il dramma della Shoah
Sabato e lunedì doppio appuntamento con il Centro Arte Danza con uno spettacolo al Teatro Sociale
Il Centro Arte Danza di Olgiate Olona rinnova l’appuntamento con la “Giornata della Memoria” qui al Teatro Sociale di Busto Arsizio proponendo il nuovo spettacolo “Come una rana d’inverno”. L’appuntamento è per sabato 25 gennaio alle 21 (biglietto 10 euro) e per lunedì 27 alle 9 e alle 11 (ingresso libero).
Il titolo è tratto dalla Poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo”. “Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo…Meditate che questo è stato…”. La coreografa Antonella Colombo propone il nuovo spettacolo dal titolo “Come una rana d’inverno”. Lo spettacolo sulla giornata della memoria venne rappresentato per la prima volta nel 2012 e da allora, ogni anno, viene portato in scena sia per il pubblico serale che per le scuole. Oltre 3200 spettatori e almeno 4200 alunni delle scuole elementari, medie e superiori hanno assistito negli anni a questo spettacolo.
L’obiettivo del nuovo spettacolo “Come una rana d’inverno” è di entrare con la mente e lo spirito (grazie alle immagini, ai video, alle musiche e alle parole e alla danza) nel ricordo di ciò che non deve accadere mai più. Nessun color della pelle, nessuna distanza politica o ideologica, nessuna religione differente dalla nostra può portare a tutto quello che è stato. Lo spettacolo è interpretato dai ballerini del Centro Arte Danza che con forti emozioni ed un forte impatto visivo rappresenteranno la tragedia della Shoa.
Nello scenario della Varsavia del 1943, un giovane insegnante ebreo, Yosef, riesce a nascondere e salvare dai campi di sterminio tanti piccoli bambini, segnati ormai dal loro tragico destino. Compie questa impresa grazie all’aiuto di tanti uomini e donne, che mettono a rischio la propria vita e quella dei familiari. Figura di spicco è quella di Ester, una giovane infermiera che aiuterà Yosef nella disperata impresa. Nello scenario di questa storia, vera come tante altre, si raccontano le tragedie di un’epoca storica che vorremmo non si ripresentasse all’umanità. Mai più.
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