La Svizzera si prepara al Coronavirus: “Non immaginabile il blocco dei frontalieri”

Al momento nel Canton Ticino non si prevedono sospensioni di attività pubbliche o limitazioni ai frontalieri: "Solo in ambito sanitario sono 3.800"

Avarie

«Il Consiglio di Stato del Canton Ticino si è riunito questa mattina e in questa situazione è essenziale distinguere tra aspetti razionali ed emotivi -ha spiegato il Presidente Christian Vitta nel corso di una conferenza stampa-. Il coronavirus è arrivato in Europa e si sta diffondendo in Lombardia e come Cantone siamo pronti a far fronte ai primi casi che dovessero presentarsi. Il contatto con l’autorità federale è costante e anche quello con le autorità italiane».

Misure definite «adeguate e proporzionate» che al momento sulla base dei consigli di un team di 20 esperti non prevedono «limitazioni ad eventi ed esercizi pubblici» e neanche ai frontalieri. In questo senso Vitta ha spiegato come «il tema delle frontiere è un tema federale» ma che «non è immaginabile un blocco di questa situazione» anche perchè nel solo Canton Ticino «sono 3.800 i frontalieri della sanità e di questi 120 sono medici e 530 infermieri». In ogni caso facendo riferimento alle aziende che stanno invitando i lavoratori italiani a non recarsi nel Cantone «da parte nostra salutiamo positivamente aziende che in maniera proattiva prendono azioni per prevenire».

Vitta ha puntualizzato come «la prima misura sono le regole di base igieniche per i casi di influenza e per il resto non siamo impreparati, siamo pronti con gli scenari da attuare in funzione dell’evoluzione della situazione. Chiediamo quindi di avere fiducia nell’operato delle istituzioni e degli specialisti».

Giorgio Merlani, il medico cantonale, ha spiegato il piano elvetico per fronteggiare il virus. «Ora passando da un singolo caso ricollegabile alla Cina a singoli e casi locali fondamentale diventa l’esame di laboratorio e tra domani e dopodomani dovremmo avere pronto un test diagnostico per il Canton Ticino, senza dover inviare i campioni a Ginevra». «Ricordo che ad oggi non c’è nessun caso confermato in Svizzera e nel Canton Ticino -ha precisato Merlani-. È inevitabile che un caso arriverà nelle prossime settimane o giorni e prima o poi arriverà. Allo stato attuale ci sono casi sospetti perchè il livello di sospetto è stato elevato per non perdere eventuali casi. Se un caso positivo dovesse apparire sarete informati immediatamente, nessuno ha interesse a nasconderlo». Complessivamente le persone sottoposte a test in Svizzera sono 300 e di queste 4 sono in Canton Ticino

In questo senso «le persone un po’ allarmate hanno iniziato a contattare uffici e personale medico in maniera non proporzionata e quindi visto il sovraccarico della struttura sanitaria abbiamo chiesto il rafforzamento della hotline 0584630000» ma «non sovraccaricate le linee».

Coronavirus, le notizie aggiornate di lunedì 24 febbraio

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 febbraio 2020
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