“Non ci sono cartelle pazze inviate dal comune, solo contribuenti non in regola”

L'amministrazione vuole far chiarezza sugli accertamenti della Tari inviati nelle ultime settimane: "Se tutti pagassero e dichiarassero il giusto potremmo anche diminuire le tasse"

Nuovi parcheggi davanti al comune di Busto

Articoli e dichiarazioni di politici, post su Facebook e il passaparola tra i cittadini. Negli ultimi giorni il tema delle “cartelle pazze” inviate dal comune ai cittadini è salito agli onori delle cronache. Proprio per questo l’amministrazione ha voluto fare chiarezza sul lavoro che Palazzo Gilardoni sta facendo in questi mesi sui conti della Tari. E così il sindaco Emanuele Antonelli, l’assessore al bilancio Paola Magugliani e la dirigente del settore Risorse Finanziarie Maria Teresa Marino si sono seduti al tavolo per snocciolare i dati e togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa.

«Un paese di 84mila abitanti non è lo stesso con 500 abitanti –ha esordito il sindaco Emanuele Antonelli, stanco delle lamentele–. Dobbiamo valutare cosa è stato fatto, ma non mi piace che queste lamentele arrivino dalla maggioranza. Mi riferisco soprattutto a Speroni (Francesco Speroni, segretario cittadino della Lega, ndr) che abita ancora a Busto ma si lamenta tramite i “giornalini”. Quelli che parlano dovrebbero studiare perchè noi qui stiamo facendo un lavoro pazzesco». 

«È fisiologico fare degli errori quando si vuole mettere in ordine –ha ammesso l’assessore Paola Magugliani–. Il controllo dei numeri ci permette di portare al comune una quantità di risorse che danno a loro volta la possibilità di fare opere ed investimenti in città. Se tutti pagassero le tasse potremmo anche diminuirle. L’anno scorso, per esempio, pensavamo di aumentare la TARI al 5%, ma grazie ad un lavoro attento siamo riusciti a bloccare il tutto».

Secondo i dati diffusi dall’amministrazione quindi nel mese di dicembre 2019 sono stati emessi 3478 avvisi di accertamento: di questi, 2873 sono per omessa denuncia e 605 per infedele dichiarazione delle metrature dichiarate. Per quanto riguarda i 2873 avvisi sono state presentate 141 istanze in autotutela, di cui 57 che comportano come conseguenza l’annullamento dell’avviso iniziale, 81 hanno portato alla rettifica dell’avviso e 3 sono state rigettate. Quindi, le istanze presentate corrispondono al 4,9% degli avvisi emessi; gli avvisi annullati rappresentato l’1,98% e i rettificati il 2,82%.  Relativamente invece ai 605 avvisi di accertamento per infedele dichiarazione delle metrature, le istanze presentate corrispondono al 18,8% degli avvisi emessi, gli avvisi annullati il 5,45% e i rettificati il 7,77%.

I principali motivi che hanno portato all’emissione degli avvisi di accertamento per omessa denuncia sono: immobili con due ingressi, collocati in due diverse vie; immobili in ristrutturazione e altri soggetti iscritti a ruolo della TARI senza identificativi catastali. Mentre i motivi di quelli per infedele dichiarazione delle superfici sono: unità abitativa dichiarata da più contribuenti, non tutti identificati catastalmente; locali inagibili (ad esempio i sottotetti); altezza minima di 1,5 metri non indicata in planimetria; locale tecnico non indicato in planimetria e planimetria catastale illeggibile.  Motivi che risultano essere responsabilità del contribuente che è tenuto ad avvisare l’amministrazione di tali situazioni.

Inoltre a partire dal mese di dicembre sono state registrate 3.648 ingiunzioni di pagamento di TARSU e TARI, ovvero contribuenti che non hanno pagato la tassa rifiuti durante gli anni 2013-2014; 35 di queste sono state dovute ad un errore di battitura del codice fiscale quindi i pagamenti erano stati effettuati correttamente dai contribuenti, ma non agganciati ad essi. In merito all’indirizzo degli uffici a cui rivolgersi «l’ufficio tributi rimane in via Fratelli d’Italia; i locali di viale Duca D’Aosta sono provvisori, destinati ad una ristrutturazione» ha chiarito l’assessore Paola Magugliani.

Antonelli ha quindi invitato i polemici a recarsi negli uffici comunali per controllare l’operato: «Non occorre rivolgersi alla Svizzera per avere il rimborso sulla TARI -ha chiosato-. Lo fa anche Busto Arsizio dando un rimborso fino a 5 anni indietro».

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Pubblicato il 01 febbraio 2020
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