Dai dentisti varesini il materiale destinato al personale in “prima linea”
Oltre 50 studi hanno donato dispositivi di protezione come mascherine, guanti, occhiali e calzari. Ciatti: "In molte strutture c'è carenza di materiale". Appello ai veterinari: "Seguiteci su questa strada"
Sono già oltre 50 gli studi dentistici del Varesotto che hanno risposto all’appello del Mooss, l’associazione dei Medici Odontoiatrici e Operatori Sanitari impegnata nella lotta al coronavirus. Un grande risultato, visto il poco tempo in cui l’iniziativa è stata imbastita, ma anche una responsabilità a fare sempre meglio. Lo scopo è quello di raccogliere i cosiddetti dpi – dispositivi di protezione individuale – attualmente a disposizione dei dentisti (che, salvo emergenze, in questi giorni non stanno lavorando) e di donarli a tutte quelle figure impegnate sul campo contro il Covid-19.
Nel corso della settimana, quindi, Mooss Varese ha raccolto guanti, occhiali protettivi, camici, mascherine di vario genere, calzari e tanti altri oggetti e li ha destinati a strutture di prima linea, rimaste ormai senza questo genere di forniture. «La situazione è sempre più grave – racconta Alberto Ciatti, varesino, uno dei fondatori dell’iniziativa insieme al saronnese Tommaso Mascarello – Tra ieri (mercoledì 18) e oggi siamo riusciti a rifornire sia la guardia medica di Varese sia quella di Gazzada Schianno così come l’ospedale di Saronno al quale abbiamo consegnato 200 camici e una fornitura di tute particolari, che un nostro volontario è andato a recuperare nel Centro Italia. Ma serve un grande sforzo da parte di tutti perché, come detto, diverse situazioni sono allo stremo e hanno poco materiale su cui fare conto». Ciatti snocciola qualche dato: «Quando l’ATS Insubria ha dato la nostra mail diretta ai medici di base, ci sono arrivati 170 messaggi nel giro di due ore: con i dpi a nostra disposizione non possiamo far fronte subito a tutte le richieste. Abbiamo quindi organizzato un questionario così da fare una sorta di triage per gestire e ottimizzare le nostre donazioni».
Mooss Varese, attraverso la propria pagina Facebook, ha messo a disposizione degli operatori sanitari anche alcuni tutorial realizzati da un formatore che spiega come usare e come smaltire questi dispositivi, problematiche su cui talvolta si rischia di sorvolare e che invece sono basilari per evitare la diffusione del virus. «Gli operatori devono essere protetti il più possibile, sia per salvaguardare la loro salute, sia perché altrimenti rischiano di essere portatori di contagio, se le loro protezioni non vengono gestite in maniera adeguata».
Ciatti spiega anche quale potrebbe essere un’evoluzione nella gestione delle emergenze. «A nostro avviso, ATS dovrebbe dare vita a un pool con un numero ridotto di medici, 4 o 5, per svolgere l’assistenza a domicilio dei casi conclamati di Covid-19 e di quelli che con ogni probabilità hanno contratto il virus. I medici di base dovrebbero proseguire a fare supporto telefonico mentre questa task force sarebbe quella deputata a entrare nelle case. In questo modo le nostre donazioni potrebbero essere più mirate e più efficaci e inoltre ci sarebbe la possibilità di formare al meglio questo personale».
Se il mondo dell’odontoiatria sta rispondendo bene all’appello, Ciatti è pronto ad aprire un nuovo “fronte”, quello dei veterinari. «Chiedo anche a loro di iniziare questo tipo di raccolta dei dpi: in questo periodo, al di là di un numero di interventi indifferibili, anche il lavoro dei veterinari è più blando e loro hanno in magazzino una serie di protezioni che sono molto utili negli ospedali e nei vari presidi sul territorio».
Per ulteriori informazioni sono a disposizione l’indirizzo e-mail donazioni.mooss@gmail.com oltre alla pagina Facebook di Moos Varese (QUI).
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