La partenza del Giro d’Italia è stata posticipata
La gara più amata era in programma dal 9 maggio con partenza da Budapest ma anche in Ungheria è entrato in vigore uno stato d'emergenza. Fino a inizio aprile non saranno prese decisioni
Dopo aver rinviato i grandi appuntamenti di questa prima parte di stagione (le Strade-Bianche, la Tirreno-Adriatico e soprattutto la Milano-Sanremo), il ciclismo tricolore è costretto anche a far slittare (speriamo) la partenza della gara più amata, il Giro d’Italia.
La corsa rosa sarebbe dovuta scattare da Budapest il prossimo 9 maggio, confermando la recente tradizione della partenza all’estero ad anni alterni. Il Governo ungherese però ha adottato uno stato di emergenza per via del coronavirus, così il comitato organizzatore locale ha dichiarato l’impossibilità di garantire lo start del Giro dalla capitale magiara.
Gli organizzatori della corsa (RCS Sport, ovvero la Gazzetta dello Sport) hanno confermato la volontà di far partire il Giro da Budapest in una data diversa ma, vista la situazione attuale in Italia, non saranno fatte ipotesi almeno sino al prossimo 3 aprile, quando cioè scadranno le disposizioni in vigore in questo momento. Ovviamente l’organizzazione del Giro si confronterà con Governo italiano, enti locali e federazioni nazionali e internazionali prima di prendere decisioni.
Il mondo del ciclismo, nel frattempo, si è adeguato alle chiusure già avvenute in altre discipline. Il Giro d’Istria di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi è stato cancellato mentre la Parigi-Nizza che si stava disputando a porte chiuse (senza cerimonie di partenza né tifosi al traguardo) ha accorciato di un giorno la sua durata così da consentire al più presto la fine delle attività.
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