Continua l’impegno di Emergency per l’emergenza coronavirus
L'associazione sanitaria italiana sta collaborando per aiutare il sistema sanitario nazionale a combattere l'emergenza Covid-19. Pronto a giorni l'ospedale di Bergamo
Tra pochi giorni il nuovo ospedale di Bergamo sarà pronto ad accogliere i primi pazienti affetti da Covid-19.
Una squadra di Emergency composta da medici, infermieri, fisioterapisti e logisti gestirà direttamente la terapia intensiva e sub-intensiva, garantendo cure alle persone che non possono essere ricoverate presso l’ospedale cittadino Papa Giovanni XXIII.
Collaborazione, condivisione e spirito di squadra: «Fin dall’inizio dei lavori – dichiarano i membri di Emergency – abbiamo messo a disposizione del team di lavoro le nostre conoscenze e le nostre esperienze. Abbiamo lavorato insieme alla Direzione sanitaria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, ad AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), alla Protezione Civile, all’Associazione Nazionale Alpini, ai volontari della Confartigianato Bergamo e a tutti i volontari che hanno contribuito. Tutti all’opera senza sosta con un unico obiettivo in testa: curare persone, salvare vite».
Il ‘Progetto accoglienza’ insieme al comune di Milano
Prosegue in queste settimane di emergenza sanitaria – in collaborazione con il Comune di Milano – il “Progetto Accoglienza “, dedicato al monitoraggio delle strutture d’accoglienza, dei dormitori e dei centri per minori stranieri non accompagnati. «Siamo impegnati in 36 strutture, dove effettuiamo sopralluoghi quotidiani per valutare e monitorare le misure di igienizzazione e prevenzione, lo stato di salute dello staff e degli ospiti e fornire una formazione costante degli operatori coinvolti. L’obiettivo è proteggere dal contagio e garantire un corretto isolamento a uomini, donne e bambini fragili, spesso dimenticati o invisibili».
Gli altri progetti in giro per il mondo
L’emergenza sanitaria provocata da Covid-19 ha carattere globale e la salute di tutti deve essere tutelata nello stesso modo, a qualsiasi latitudine. «I nostri progetti all’estero continuano le loro attività, per garantire come sempre le cure necessarie alle vittime della guerra e della povertà. Abbiamo predisposto tutte le misure preventive necessarie per mettere in sicurezza pazienti e personale. Giorno dopo giorno, ci impegniamo affinché tutte le nostre strutture (ospedali, Posti di primo soccorso, Centri sanitari…) rimangano “Covid-free” e pronte ad accogliere chi ha bisogno».
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