La processionaria è tornata

Più insidiosa di quanto si pensi, il contatto coi nostri animali può essere devastante. Ecco cosa fare se ci si imbatte in una "fila indiana"

Una lunga fila che scende dal muro di una casa a Varese e arriva in strada. Eccola qua la processionaria: è tornata a infestare giardini e piante. Un pericolo che non va sottovalutato, come si sente ripetere ogni anno.

In questa stagione uno dei pericoli più insidiosi per i nostri animali è rappresentato dalla processionaria, Thaumetopoeia Pityocampa, una larva di farfalla notturna che esce dai nidi per interrarsi e terminare la metamorfosi, procedendo in fila indiana e formando quelle lunghe catene a cui deve il proprio nome.

La larva, lunga tra i 3 e i 4 cm, ha il corpo ricoperto di peli altamente urticanti, che a contatto con la pelle e con le mucose provoca danni molto seri, fino alla necrosi delle parti colpite. Sono particolarmente a rischio i cani e i cavalli, che potrebbero ingerirla. I danni alla bocca e alla gola sono devastanti, come la perdita della lingua e con esiti spesso fatali.

Se ci si imbatte nella processionaria è essenziale evitare ogni contatto, e se malauguratamente il contatto avviene la cosa è da considerarsi una emergenza veterinaria. Ci si deve recare immediatamente dal veterinario. Si possono però limitare i danni iniziando a intervenire sul posto. Basta portare con sé in passeggiata, in questo periodo, un barattolo contenente del semplice bicarbonato di sodio e una bottiglietta d’acqua. Il bicarbonato, una sostanza alcalina, contrasta chimicamente l’acido urticante della larva, mentre l’acqua serve a facilitare la reazione e a ripulire la zona colpita. La manovra da eseguire, in tre fasi, è assai semplice: Non appena ci si accorge dell’accaduto si risciacqua abbondantemente con acqua la zona colpita; Si applica poi una forte manciata di bicarbonato, se necessario direttamente in bocca all’animale; Si risciacqua di nuovo abbondantemente. Infine ci si reca dal veterinario con la massima urgenza.

Attenzione, la processionaria è ugualmente pericolosa per gli umani, quindi ci si terrà ben alla larga, evitando di toccarla o di smuovere i nidi sui rami dal caratteristico aspetto di zucchero filato. In quel caso si rischierebbe di ingerire o addirittura di inalare i peli pericolosi. Riassumendo, per una passeggiata serena e in sicurezza, occhi aperti, con bicarbonato – basta una busta o un barattolino da tenere in tasca – e acqua a portata di mano.

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Pubblicato il 01 aprile 2020
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