A Robbio positivo oltre il 10% dei cittadini analizzati

Lo racconta il sindaco Roberto Francese arrivato in paese in occasione della prima giornata di test sierologico

Cocquio, parte lo screenig sierologico

«In molti hanno pagato tre test di tasca propria per consentire a tutti di poterlo fare. Ci hanno aiutato le aziende e le Rsa della zona. Anche io di tasca mia ci ho messo dei soldi per capire cosa stesse succedendo nella nostra comunità».

C’era anche Roberto Francese, 35 anni, sindaco di Robbio nel Pavese (nella foto assieme al sindaco Danilo Centrella) questa mattina alla “prima“ di Cocquio, dove da qui ai prossimi tre giorni verranno presi i campioni di 1000 persone per sottoporli a test sierologici e verificare quale sia l’incidenza del coronavirus fra residenti e chi lavora nelle vicinanze.

Robbio è stato il primo comune lombardo ad aver attivato questo test.

«Avevamo una cinquantina di casi di persone con chiari sintomi di Covid che venivano ignorate dalle autorità sanitarie, non veniva fatto loro il tampone né cure domiciliari», ha spiegato il sindaco.

«Ci siamo mossi in autonomia, abbiamo fatto prima test a campioni limitati, poi siamo partiti».

Cocquio, parte lo screenig sierologico

E che risultato avete avuto? «Siamo un comune di 6000 residenti: almeno il 10 per cento delle persone che abbiamo testato, e sono state 2500, è risultato positivo».

«Purtroppo siamo partiti tardi, ora molti risultano portatori di covid ma non più infettivi, il punto è che nel frattempo sono andati in giro e hanno probabilmente infettato altre persone. Per arrivare questo obiettivo ci hanno sostenuto tante aziende locali e tanti cittadini», ha concluso il sindaco (nella foto).

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Pubblicato il 14 Aprile 2020
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Commenti

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  1. Scritto da Renzo Stagni

    Ciao VareseNews , perchè non viene fatto uno screening a livello regionale ?
    Teoricamente permetterebbe di accelerare anche i tempi della ripartenza economica. Cordiali saluti Renzo Stagni

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