Buon compleanno palazzo Verbania

Le mostre e gli eventi di un’annata che ha visto la rinascita di un atteso luogo di cultura. Un filmato evocativo lo celebrerà

Il \"nuovo\" Palazzo Verbania

L’uomo di spalle di Franco Rognoni in blu che scruta il lago, con un segno netto, distintivo, che tocca nel profondo dell’immaginazione.

La posa sorridente di Lady Nanne Schrader dalle tinte eburnee, lucide e carnali del maestro lombardo dei ritratti novecenteschi: Giovanni Boldini, che ha regalato a palazzo Verbania il suo vero, primo, battesimo del fuoco con un grande nome e un pubblico che ha seguito l’idea di portare sul lago un capolavoro. Si parla di riaperture.

Ma Luino ha già vissuto in realtà una vigilia da riapertura, ed è accaduto esattamente un anno fa quando Palazzo Verbania, capolavoro prova di un liberty molto speciale, quasi unico fra gli stili nouveau accolti dal Varesotto per via delle profonde influenze mitteleuropee nate sull’onda degli affari e della grande industria tessile, riaprì i battenti dopo anni di attesa.

E lo fece nelle luci del lago di una giornata di maggio, il 18, alla presenza di una platea pubblica, ma soprattutto composta da cittadini curiosi per ciò che il palazzo nato come punto di ritrovo custodiva e tuttora custodisce: i carteggi dei due grandi della letteratura italiana del secolo passato, Piero Chiara e Vittorio Sereni che nelle carte raccolte consultabili a picco sul lago trovano la giusta collocazione: del resto non erano, Chiara e Sereni, prima di tutto due uomini di lago?

Nel primo dopoguerra, il Kursaal venne trasformato in albergo Verbania.

Le sue terrazze pensili sull’acqua, le stanze segrete, hanno fatto da sfondo alle poesie del grande Sereni e ai romanzi di Chiara, entrando di diritto fra i luoghi della letteratura italiana. Qui Piero Chiara ha ambientato storie entrate nell’immaginario comune, come Il piatto piange. Vittorio Sereni ha scritto la celebre lirica Terrazza, pubblicata fra le pagine di “Frontiera”, per le Edizione di Corrente (Milano, 1941), traendo ispirazione dalle balconate sospese a diversi livelli sulle acque del lago. Prime edizioni, oltre a manoscritti e corrispondenza con i grandi nomi della letteratura del Novecento, si possono ammirare nelle vetrine degli archivi, in un percorso di visita che espone a rotazione il ricco patrimonio delle carte di Vittorio Sereni e di Piero Chiara qui finalmente riunite.

Il restauro e l’adeguamento dell’edificio hanno visto un team di restauratori impegnati a riportare alla luce la decorazione interna risalente al 1905, quando venne inaugurato l’originario caffè ristorante Kursaal, progettato dall’architetto Giuseppe Petrolo in forme liberty d’ispirazione viennese. Sul soffitto centrale sono affiorate corone di fiori di camelia. La sequenza di petali e corolle, sospesi su esili steli, che rivestono le pareti e il plafone all’ingresso, sono interpretabili come foglie e fiori di loto non ancora schiusi: ne è stato ricavato l’attuale logo di Palazzo Verbania.

Tornando all’annata passata, diverse sono le iniziative che hanno animato gli spazi espositivi, ultima delle quali la presentazione del volume I Castelli di Cannero, la rinascita della Vitaliana, pubblicato da Scalpendi Editore, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, il 16 febbraio scorso, data anticipata da un convegno sulla comunicazione delle identità dei luoghi moderato dalla giornalista ed esperta d’arte Chiara Gatti.

Ancora, a ritroso, lo spettacolo di Francesco Pellicini e Andrea Vitali e tre giorni dopo, la vigilia di Natale, la serata di musica d’arte con Adele Cossi. Sempre a dicembre Alfredo Salvi col suo Bisbiglio fiori recisi.

Poi si possono ricordare la presentazione del volume di viaggi di Piero Chiara che con stile giornalistico raccontò il suo mondo, dal lungolago della Gabella, dietro casa, alle trasferte romane o spagnole. Il carteggio Vittorio Sereni-Carlo Betocchi, e la vernice di Le ceramiche dei laghi. Ghirla e Laveno. 1900 – 1955, un appuntamento molto gradito dal pubblico luinese, e non solo.

Per onorare la prima candelina del rinnovato palazzo Verbania domani mattina, domenica 17 maggio sulla pagina Facebook “Ufficio cultura Luino” verrà postato un breve filmato celebrato dell’evento.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Maggio 2020
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