I commercianti tornano al mercato di Luino, «siamo in centinaia»

Soddisfazione a metà: la gente si è vista ma è mancata la solita folla. Tutti aspettano il ritorno dei turisti

Avarie

Alle 11 Rodolfo Calzavara riceve una comunicazione dalla polizia locale di Luino, il messaggio dice: “700“.

Dal suo banco di calzature nel centro di Luino il presidente provinciale Fiva Confcommercio, l’associazione di categoria degli ambulanti, si guarda intorno: «Tutto sommato non è andata malaccio».

Quel numero – 700 – indica la “portata“ del mercato in quel momento che di solito come orari segna l’apice della piazza vale a dire quante persone sono all’interno dell’area mercatale in quel momento: il mercato è sì aperto il tutte le sue categorie merceologiche, ma contingentato.

Vuol dire che non possono entrare tutti, non si può più, come solo l’anno scorso succedeva, farsi trasportare dalla folla da un banco all’altro per via delle tante persone presenti nelle strade.

«Sono state prescritte delle regole imposte dalle ordinanze regionali e statali fatte per contrastare l’emergenza coronavirus», spiega questo storico ambulante sulla piazza da decine di anni grazie all’attività cominciata dai genitori, «quindi è consentito un numero massimo previsto dall’ordinanza comunale».

Si tratta di un numero intorno alle 1400 persone che al massimo possono trovarsi all’interno del mercato in contemporanea nonostante la piazza sia grande; quella di Luino è di di 14 mila metri quadri simile solo a quello di Ventimiglia, anche se questo ha un legame importante con la storia perché nel 2041 saranno 500 anni che gli ambulanti si trovano in riva al lago per offrire le proprie merci. Roba non da poco: di acqua sotto i ponti del fiume Tresa e della Luina ne è passata tanta, c’è stata in mezzo la peste del Manzoni, la Spagnola, la Asiatica e due guerre mondiali oltre ad altre minori, ma il mercato è sempre qui.

«La giornata è bella e la gente viene volentieri a farsi un giro – prosegue Calzavara – L’organizzazione è molto efficiente: ogni persona che entra ha guanti o può igienizzarsi con gel, la coda quasi inesistente. E anche gli operatori non mancano, stamattina erano più di 300 ad aprire di nuovo i banchi».

L’unico appunto riguarda i vari obbligatori d’uscita, ma queste sono le regole, del resto un mese fa qui neppur sei poteva camminare senza un valido motivo.

Ma la domanda di fondo rimane sempre quella: alla fine, i clienti, comprano?


«Certo che comprano, proprio perché quando si entra in un mercato come questo lo si fa con l’intento dell’acquisto. Il mercato è bello per questo: magari uno ha paura di andare in mezzo al bosco da solo, ma altercato circondato da colori, profumi che senti e dalla rilassatezza che si prova stando in giro. E allora ci vai». Come dire: le abitudini non muoiono mai.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 maggio 2020
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