A Villa Toeplitz si torna a far cultura

Presentazione di libri, il primo appuntamento di luglio è con Federico Bianchessi Taccioli, e riapertura del museo che per le prime settimane sarà visitabile solo di sabato e domenica

Le fontane di Villa Toeplitz

A Villa Toeplitz si torna a far cultura: riapre il Museo e partono le presentazione di libri.

Questo il programma

Sabato 4 luglio, ore 18.30
Federico Bianchessi Taccioli, Parole di traverso, ed. Macchione, 2020
Hiroshima venne forse distrutta dall’atomica per un errore di traduzione. E la guerra tra Italia e Etiopia alla fine dell’800, che avrebbe portato alla tragedia di Adua, scoppiò per le divergenti versioni linguistiche di un articolo del trattato di alleanza tra i due paesi. L’interprete del dittatore coreano Kim Jong-un al vertice di Hanoi con Trump sarebbe stata fucilata per avere trasmesso male una frase, causando il fallimento dell’incontro. Spesso le parole si mettono ‘di traverso’, sulle strade della storia come della vita, rendendo difficile la comunicazione tra culture differenti, ma in qualche caso anche offrendo spunti per visioni nuove del mondo. E ne possono derivare conseguenze imprevedibili. E’ il filo conduttore del nuovo libro di Federico Bianchessi Taccioli, giornalista e scrittore milanese varesino: “Parole di traverso”, edito da Macchione. Sedici racconti, diversi tra loro per trame e ambientazioni ma accomunati dal tema di fondo degli incontri e scontri tra lingue, linguaggi, dialetti diversi. Fantasia e realtà si intrecciano, con personaggi storici come Eugenio Montale, James Joyce, Renato Guttuso, Piero Chiara, insieme ad altri del tutto immaginari, come nel misterioso ‘Sarakasi’, di sapore africano.
Il libro sarà presentato in anteprima con la partecipazione dell’ex direttore della Prealpina, Giancarlo Angeleri, della studiosa Serena Contini, autrice della Prefazione al testo, e del direttore del Museo Castiglioni, Marco Castiglioni.

Venerdì 10 luglio, ore 18.30
LE 100 PAROLE DEI MUSEI, di Massimo Negri e Giovanna Marini, Marsilio Editore Collana Elementi
Condition report, interpretazione, museografia, museologia, “chiodo a chiodo”, colophon, lux, prestito, ecomuseo: questi sono solo alcuni dei vocaboli del linguaggio di chi lavora nei musei, per i musei o con i musei. Apparentemente una Torre di Babele dove si mescolano termini tecnici con espressioni gergali, come del resto accade in tutti i mestieri.
Questo libro ne raccoglie centodue. Centodue definizioni che svelano a volte aspetti nascosti del backstage museale oppure definiscono in maniera più precisa operazioni e procedure di cui molti intuiscono l’esistenza, ma a cui non sanno dare un nome. Conoscendo questi termini meglio si comprende cosa sia un museo e come funzioni e, forse, si impara ad amarlo per quello che è: un organismo vivente fatto innanzitutto di persone (chi ci lavora e chi gli dà vita visitandolo) e poi di cose (la collezione che espone).
Dunque: a chi può servire “Le 100 parole dei musei”? Ai visitatori più appassionati che vogliono scoprire anche il “dietro le quinte” del meccanismo museale e la sua lingua, ai docenti e agli studenti delle diverse materie relative al patrimonio culturale, alle differenti branche della storia: dell’arte, della natura, della società, della scienza, cioè tutto quanto una volta organizzato in un museo diventa occasione e strumento di comunicazione, di racconto, di fascinazione. Può servire anche ai professionisti del settore che vogliano raccogliere le idee sul loro lavoro e magari contribuire al miglioramento degli strumenti di comunicazione e operativi interni al museo e tra museo e pubblico.
Su tematiche analoghe, sempre per Marsilio e di Massimo Negri, è uscito nel 2016 “La Grande Rivoluzione dei Musei Europei. Museum Proms”.

Il Museo 

Al Museo continuano le mostre “Magie d’Africa. Religioni, simboli, misteri” e “Donne del nostro mondo – fotografie di Antonio Cereda dai 4 continenti” (fino al 27.settembre), Marco Castiglioni propone quattro incontri con gli autori e presentazioni di libri, alcuni in collaborazione con Musea TraRari TIPI e Banca Generali Private di Varese.

Per le prime settimane sarà visitabile solo di sabato e domenica con i consueti orari: 10:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00. Per la sicurezza dei visitatori, saranno attuate tutte le procedure igieniche previste dalle direttive governative e regionali. Non potranno accedere all’esposizione più di 20 visitatori contemporaneamente, 10 per piano, e non si potrà sostare in più di 5 per ogni sala, naturalmente rispettando le distanze infrapersonali previste. L’uscita sarà differenziata dall’ingresso. Il personale e i volontari che collaborano col Museo Castiglioni vigileranno sul rispetto delle regole. Verrà messo a disposizione dei visitatori il gel disinfettante e verrà rilevata la temperatura corporea all’ingresso che sarà consentito solo se inferiore a 37,5° e muniti di mascherina e guanti. Naturalmente i locali e le superfici saranno costantemente sanificati e vi sarà distinzione tra il bagno a disposizione del pubblico e quello per il personale. Regole, queste, sicuramente spiacevoli ma necessarie per garantire la salute dei visitatori così come quella del personale. La speranza è che il pubblico non si faccia scoraggiare e, anzi, con la sua presenza contribuisca alla ripartenza di un settore, quello museale, ma di tutta la cultura in generale, sicuramente tra i più penalizzati dall’epidemia di Coronvirus.

Oltre ai consueti pannelli, il Museo Castiglioni in ogni sala dispone di un video che racconta quanto esposto. Si tratta di filmati unici e originali girati dai fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni nei loro oltre sessant’anni di ricerche sul campo nel continente africano che, di fatto, fanno parte integrante della collezione. Così come la sala multimediale dove è stato ricostruito un intero attendamento Tuareg, consentirà al pubblico di immergersi in tutta sicurezza in quello che è un vero e proprio piccolo angolo di deserto. La visita al Museo Castiglioni, nella dépendance del Parco Pubblico di Villa Toeplitz, sarà anche un’occasione per il visitatore di godere dello splendido contesto in cui si trova immerso. In particolare potrà ammirare la spettacolare fontana monumentale, coi sui giochi d’acqua, appena ristrutturata e riportata all’antico splendore dall’amministrazione comunale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 giugno 2020
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