Da Cassinetta a Chongqing, la nuova vita di Lorenzo

Ha lasciato il suo piccolo paese in provincia di Varese dopo aver vinto una borsa di studio per un corso di lingue in Cina. Ora ha conseguito un master e vive con la sua ragazza in una delle città più popolose del mondo

Da Cassinetta di Biandronno a Chongqing, una città della Cina centro-meridionale. La città-metropoli più popolata del mondo, si dice. Insomma Lorenzo Buttarello non ha scelto la strada dritta e tranquilla di provincia, ma quella più ardita e sconosciuta dall’altra parte del mondo.

Lorenzo ha deciso di creare un ponte tra due mondi, di unire la sua “parte italiana” con quella “cinese” e da lì partire per inventarsi una vita. Il cinese è la sua seconda lingua se non quasi la prima ormai: nel suo discorso alla cerimonia di laurea (nel video che riportiamo qui) ha raccontato alcune cose di sé, a partire dal suo arrivo all’università di Chongqing.

«Il primo approccio con la realtà del posto è stato certamente complicato, soprattutto per la mia padronanza della lingua all’epoca decisamente non sufficiente – racconta Lorenzo- . Ma l’integrazione in questa città è avvenuta quasi immediatamente dato che i cittadini di Chongqing sono molto cordiali e amichevoli, disponibili ad aiutare qualcuno in difficoltà. Come racconto nel discorso che ho fatto alla cerimonia di laurea, il primo giorno che sono arrivato ero praticamente perso, per una incomprensione con il tassista sono finito nel campus sbagliato dell’università, a mezz’ora di distanza da dove avrei dovuto essere. Sono arrivato ad agosto e qui le temperature sono altissime, possono superare anche i 40 gradi. Tre studenti cinesi a cui ho chiesto aiuto con il mio cinese malconcio non solo mi hanno accompagnato dove dovevo andare, ma hanno anche portato la mia pesante valigia».

Ma come è arrivato Lorenzo Buttarello all’università di Chongqing?

«Nel 2014, anno della mia laurea, ho contemporaneamente partecipato al bando e vinto la borsa di studio dell’Istituto Confucio per un corso di lingue annuale in Cina, spinto dalla necessità di migliorare la mia padronanza della lingua. La scelta iniziale della città è stata in realtà casuale, poiché l’Istituto Confucio di Milano è convenzionato con l’Università Normale di Dalian, ma nel 2014 l’Università di Chongqing ha messo a disposizione alcuni posti e la mia docente di cinese e relatrice Silvia Pozzi mi ha consigliato di accettare questa offerta, conoscendo la realtà in rapida espansione e il consolidamento della presenza italiana nella città.
Dopo il primo anno a Chongqing, me ne sono subito innamorato per innumerevoli motivi: l’accoglienza degli abitanti, la bellezza della città, la cucina locale. Inoltre ho conosciuto la ragazza  con cui ora convivo; forse i momenti più difficili restano le incomprensioni nella relazione con la mia fidanzata, che è Chongqingese. A volte può capitare, appartenendo a due culture comunque differenti, che ci si scontri, vuoi per un modo di fare o di dire reputato aggressivo dall’altro, vuoi per vedute leggermente diverse. Ma è tutto un motore di crescita».

Ed è così che Lorenzo ha deciso di stabilirsi a Chongqing.

«Per tutti questi motivi ho scelto di fermarmi qui, inizialmente lavorando per due anni per due diversi Centri di formazione e insegnamento della lingua italiana. Nel 2017 ho deciso di ho deciso di estendere le mie prospettive iscrivendomi a un Master in Business Administration presso l’Università di Chongqing, che ho terminato recentemente.
Sin dall’inizio del percorso accademico in Italia, sono sempre stato molto interessato agli scambi culturali e alle relazioni fra Italia e Cina, perciò vorrei rimanere a Chongqing e iniziare un nuovo percorso professionale che possa permettermi di sviluppare questa mia passione, anche perché sono convinto che in un’epoca come questa sia fondamentale mantenere viva e positiva la collaborazione fra i nostri Paesi, sia sul piano accademico che sul piano degli scambi commerciali o turistici».

di roberta.bertolini@varesenews.it
Pubblicato il 03 luglio 2020
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