Chi è Luis Scola, “el General” della pallacanestro dei due mondi

Argentino di Buenos Aires, arrivato giovanissimo in Spagna, divenne grande con il Baskonia prima di volare in NBA per dieci stagioni. Protagonista della "generacion dorada" della sua Nazionale, prima di firmare a Varese ha giocato un anno a Milano

Primo allenamento a Varese per Luis Scola

Luis Scola è un giocatore della Pallacanestro Varese dall’estate 2020, ma prima di mettere piede a Masnago ha collezionato una carriera da “eroe dei due mondi”, almeno sul pianeta basket. Argentino alto 2,06, nato a Buenos Aires il 30 aprile del 1980, el General (questo il suo soprannome) ha quasi sempre occupato la posizione di ala forte ma può giocare anche pivot, ruolo che ricoprirà con la maglia della Openjobmetis, o almeno questa è l’intenzione.

Dopo gli esordi in patria al Ferro Carril Oeste, Scola sbarcò in Europa – e più precisamente in Spagna – nel 1998 grazie al Saski Baskonia – allora noto come Tau Vitoria – che dopo averlo notato e ingaggiato lo “parcheggiò” per due stagioni al Gijon, squadra con cui ottenne la promozione dalla Segunda alla Liga ACB.

Passato definitivamente al Baskonia/Vitoria, Scola fu tra i protagonisti del primo, storico titolo spagnolo vinto dalla formazione rossoblu nel 2002, anno in cui conquistò anche la Coppa del Re. Un trofeo sollevato dal lungo argentino (votato miglior esordiente in Liga ACB nel 2000) anche nel 2004 e nel 2006.

In quegli anni, il lungo divenne anche uno dei cardini della nazionale argentina, la albiceleste, che nel frattempo era divenuta una delle formazioni più forti del panorama mondiale (la cosiddetta Generacion Dorada) tanto da infliggere – a Indianapolis, mondiali 2002 – la prima sconfitta agli USA nell’era del Dream Team. Era, quella, la squadra diretta da Ruben Magnano che nel 2004 arrivò a conquistare la medaglia d’oro olimpica: in campo, accanto a Scola, c’erano i vari Ginobili, Delfino, Sconochini, Prigioni, Sanchez, Wolkowyski, Montecchia e via discorrendo. In finale i sudamericani batterono l’Italia di Recalcati, Pozzecco e Galanda tra gli altri. Di quel gruppo fecero parte anche due ex varesini (come Magnano): Daniel Farabello – che però non andò ai Giochi di Atene – e Gaby Fernandez il quale invece era nei 12 campioni olimpici. Con la maglia dell’Argentina, Scola ha vinto due medaglie olimpiche (l’oro di Atene e il bronzo di Pechino) su quattro partecipazioni, due argenti Mondiali (2002 e 2019), nove podi (con due ori) ai Campionati Americani e altro ancora.

Terminata l’esperienza spagnola, fatta anche di tanta Eurolega, per Scola scattò nel 2007 la carriera in NBA: l’argentino negli USA ha giocato soprattutto con gli Houston Rockets, cinque stagioni e tre partecipazioni ai playoff, con tanto di massimo di punti in una partita fissato a quota 44. Nella stagione 2010-11 ottenne la sua miglior media punti, 18,3, e comunque ha terminato in doppia cifra le prime sei annate negli States. Dopo aver giocato in Texas, Scola ha vestito le divise di Phoenix, Indiana (due anni), Toronto e Brooklyn.

Nella stagione 2017-18, Scola ha preferito spostarsi nel ricco – ma poco competitivo – campionato cinese per giocare due stagioni, prima con lo  Shanxi Zhongyu e poi con gli Shangai Sharks. Scelte che parvero quelle di un giocatore a fine carriera, ma i Mondiali 2019 disputati proprio in Cina hanno mostrato una realtà ben diversa: con i gradi di capitano, Scola ha trascinato l’Argentina – non certo la squadra stellare del 2004 – sino alla finale per il titolo, poi persa contro la Spagna.
Le prestazioni ai mondiali hanno così riacceso i riflettori europei sul General, che in autunno ha accettato di venire in Italia per disputare Serie A ed Eurolega con l’Olimpia Milano. Quest’estate la decisione: stop con le coppe, a 40 anni compiuti e concentrazione per arrivare integro e in perfetta forma alle Olimpiadi di Tokyo. A quel punto la scelta di restare in Italia e la clamorosa mossa della Pallacanestro Varese che lo ha ingaggiato per una stagione, con opzione per quella successiva.

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di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 07 luglio 2020
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