Sesto Calende chiude la movida, protestano i commercianti

La decisione con ordinanza del sindaco per scongiurare gli assembramenti: stop dei locali all’1.30 e divieto di vendita di cibo e bevande dall’una

Avarie

A Sesto Calende non si può mangiare dopo l’una e trenta di notte per strada in area pubblica o privata ad uso pubblico. I locali non possono vendere alimenti e bevande dopo luna di notte e devono chiudere i battenti all’una e 30.

Misure restrittive prese dall’amministrazione comunale, firmate dal sindaco Giovanni Buzzi e contenute in un’ordinanza, la numero 31, che fa riferimento alla cosiddetta “movida“ – la voglia di tirare tardi bevendo in compagnia – che sembra aver assunto nella zona centrale caratteristiche tali da preoccupare l’amministrazione comunale.

La base del provvedimento consiste nel mancato rispetto delle misure di sicurezza, una situazione che “ha assunto proporzioni particolarmente rilevanti nella fascia oraria serale-notturna“ obbligando alla polizia locale specifici servizi di controllo, nonostante i quali “non è stato possibile far rispettare compiutamente le norme di divieto di assembramento, sul distanziamento sociale e sull’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione individuale anche perché il personale soprattutto nelle ore notturne si riduce notevolmente determinando un limitato contingente disponibile per tali controlli e per il necessario svolgimento anche di tutti gli altri ordinari compiti istituzionali“.

Inoltre, continua sempre l’ordinanza, nelle ultime settimane si sono “verificate frequenti liti e risse causate dall’abuso di sostanze alcoliche con serio pericolo per l’incolumità pubblica“. L’ordinanza che entra in vigore da oggi, 11 luglio e fino a revoca, prevede sanzioni da 400 a 3.000 euro per i trasgressori e la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni.

Una soluzione che ha mandato in fibrillazione i commercianti del posto che in una nota manifestano apertamente il loro disappunto tanto che il presidente del locale Gruppo commercianti, artigiani e terziario avanzato di Sesto Calende Patrick Panza ha pubblicato un video su facebook seguito da comunicato stampa dove non si condivide il metodo adottato dall’amministrazione che ha deciso “senza prima sentire le parti in causa“.

Pur condividendo che il centro di Sesto Calende “è tenuto sotto scacco nelle ore notturne da gruppi di ragazzi fuori controllo“, dicono i commercianti, non è possibile affibbiare questa “responsabilità ai pubblici esercizi: “Le cause di queste non sono da attribuire alle attività di pubblica somministrazione ma a persone che creano problematici assembramenti. Realtà fuori controllo, spesso composte da persone ubriache se non sotto effetto di droghe leggere », dicono i commercianti. “Questo poi è facilmente dimostrabile verificando quanto queste persone abbandonano nella migliore delle ipotesi nei pressi dei cestini. Bottiglie la cui natura non è riconducibile alla vendita effettuata da un bar ma ad acquisti condotti nei market della zona. Il Presidente, perplesso per le modalità attuate per contrastare questo degrado sotto gli occhi di tutti, ritiene che la soluzione intrapresa sia sbagliata e controproducente“.

I commercianti propongono al sindaco di rivedere l’ordinanza: “Chiusura dei locali alle ore 02:00 bloccando la somministrazione all’1:30“.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 luglio 2020
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore