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Mercato immobiliare: “Dopo il lockdown, nuove opportunità per ripartire”

Lo stop di tre mesi ha pesato sul settore ma nonostante l'incertezza i vertici di Fimaa puntano sulle possibilità per la ripartenza

Generico 2018

I dati sono i dati. E quando si parla di mercato immobiliare è da lì che bisogna iniziare. Quelli emersi dal convegno organizzato dalla Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti di affari) Confcommercio sono inequivocabili: nel 2019 per il solo comparto residenziale il numero delle compravendite aveva raggiunto quota 600mila. Un traguardo notevole se si pensa che il minimo storico lo si era toccato nel 2013 con 390mila transazioni. Per quanto riguarda Varese il 2019 chiudeva a quota 1016 compravendite contro le 546 del 2013, Busto Arsizio si attestava a 1179 contro le 647 di 6 anni prima, Saronno a 503 a fronte delle 316 realizzate nell’anno più nero per le immobiliari. Una crescita progressiva nei maggiori comuni della provincia, in linea con il recupero della fiducia da parte di banche e mercati.

«Ci sono voluti ben 6 anni per permettere al mercato di recuperare in maniera lenta e sofferta 200mila compravendite che il lockdown dei mesi scorsi potrebbe praticamente azzerare. Seicentomila compravendite all’anno corrispondono a circa 50mila transazioni al mese: è dunque presumibile che a fine anno ne mancheranno tra le 150mila e le  180mila». Santino Taverna, presidente nazionale e provinciale della Fimaa, non nasconde la sua preoccupazione per una ripresa al rallentatore che potrebbe amplificare ulteriormente quel risultato negativo. Ma al tempo stesso è consapevole del fatto che i vertici di un’associazione di categoria, che conta tra le sue fila ben 12mila imprese, hanno il dovere di indicare una via da percorrere, formulare una visione che vada oltre la contingenza. In questo Taverna e Dino Vanetti, vicepresidente di Fimaa, hanno abituato bene i loro associati fin dai tempi più bui della crisi del 2008. Basti ricordare il piano di specializzazione professionale per gli agenti immobiliari del territorio culminato con un accordo con l’università dell’Insubria.

Nonostante i dati di oggi mostrino che il lockdown ha fatto danni al mercato immobiliare, nella sua relazione Taverna ha provato a guardare cosa c’è di buono all’orizzonte. Le previsioni per il 2021 indicano «un recupero medio del mercato immobiliare dell’8% con un ruolo trainante del residenziale (+9%)». Così come sembrano ottimistiche le proiezioni sui valori immobiliari che prevedono «rimbalzi positivi in tutti i paesi europei».

I vertici di Fimaa però hanno fatto un passo in più perché oltre alle stime, le previsioni e le statistiche hanno previsto una “strategia” per l’immediato futuro, partendo da una realtà che la pandemia ha sdoganato ufficialmente: lo smartworking. «A causa del lavoro agile gli spazi destinati agli uffici nelle grandi città – ha spiegato Taverna – potrebbero subire una riduzione dal 20 al 30 per cento. Per il comparto immobiliare si prospettano probabili e numerosi cambi di destinazione urbanistica e in questo quadro le amministrazioni comunali giocheranno un ruolo fondamentale se renderanno questi cambi non onerosi. Di contro il rischio che questi immobili rimangano vuoti è molto alto. Diamo alle persone questa opportunità».

Positivo il giudizio sull’Ecobonus: «Le banche, soprattutto quelle grandi si stanno già muovendo e ci puo’ stare che trattengano una percentuale anche del 10 per cento. Le agevolazioni del 110 per cento sono un’importante opportunità perché possono assecondare i processi di rigenerazione urbana. Bisogna fare attenzione però che non si inseriscano ulteriori balzelli».

In una fase così incerta c’è un altro aspetto positivo che riguarda l’identikit di chi oggi compra casa. «Non esiste più il turista immobiliare» dice il vicepresidente di Fimaa. «Possiamo parlare di un cliente che sa cosa vuole, determinato a comprare – conclude Vanetti -. I prezzi bassi stimolano i fondi a investire nel mercato immobiliare. Al contempo anche i piccoli investitori, i pensionati che dispongono di 50mila euro, cercano il bilocale  da comprare. Puo’ essere facilmente affittato a canone agevolato con Tasi e Tari al 50 %. Un investimento che rende fino all’8%, quanto basta per fidelizzare la clientela».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2020
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