Piovono disdette. Fiori (Coldiretti): “Anche il made in Varese paga il calo dell’export, serve rilancio”
In Italia tre imprese agroalimentari su quattro che esportano hanno registrato una diminuzione delle vendite all’estero a causa della pandemia
In Italia tre imprese agroalimentari su quattro che esportano hanno registrato una diminuzione delle vendite all’estero per effetto di una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo a causa della pandemia.
Un conto salatissimo, che si riflette anche nell’ambito agricolo e zootecnico, particolarmente per il segmento di filiera agroalimentare delle specialità alimentari più richieste oltreconfine, dai formaggi, ai salumi, all’ortofrutta: va ricordato, ad esempio, che con il latte munto in provincia di Varese si ottengono alcuni dei formaggi dop più apprezzati all’estero, come il Grana Padano e il Gorgonzola.
Inizialmente, secondo Coldiretti, hanno pesato la disinformazione e la concorrenza sleale anche di Paesi alleati, culminata con l’assurda richiesta di certificati “virus free” sui prodotti agroalimentari Made in Italy, a cui si è poi aggiunta la drammatica crisi globale della ristorazione che vede la cucina italiana protagonista in tutto il mondo.
Il risultato – evidenzia Coldiretti Varese – è un conto molto elevato per il nostro agroalimentare, dal vino all’ortofrutta, dai formaggi ai salumi. Nel primo trimestre dell’anno, il valore delle esportazioni lombarde verso l’estero ha registrato un’evidente contrazione congiunturale pari al -8,6% (dati Unioncamere) con un livello di poco sotto i 30 miliardi di euro: di fatto, un balzo indietro di un triennio, dato che occorre tornare al 2017 per trovare un valore inferiore.
Si tratta dei primi dati disponibili sul commercio con l’estero che comprendono gli effetti economici della pandemia Covid-19. “Per fronteggiare gli effetti della pandemia sull’export – commenta Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese – va sostenuto a livello nazionale un piano straordinario di internazionalizzazione con la creazione di nuovi canali e una massiccia campagna di comunicazione per le produzioni 100% Made in Italy».
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