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Il Sì e il No al referendum secondo Alfieri e Di Maio al dibattito di Politics Hub

Ieri sera al Museo del Tessile di Busto Arsizio con “Scegli da che parte stare” i giovani di Politics Hub hanno aiutato i cittadini a farsi un’idea sul sì o sul no

Nella serata di venerdì 18 settembre al Museo del Tessile di Busto Arsizio si è tenuto il dibattito “Scegli da che parte stare” organizzato dai giovani di Politics Hub sul Referendum Costituzionale. I parlamentari Alessandro Alfieri (Partito Democratico) e Marco Di Maio (Italia Viva) hanno esposto le loro opinioni sul perché votare sì oppure no tramite le otto domande del moderatore Riccardo Canossa. 

«Cercate da soli la vostra strada, cambiatela tutte le volte che volete, seguite i vostri sogni. Abbiate sempre il coraggio di cambiare voi stessi, le vostre idee, il vostro approccio, il vostro punto di vista, perché è l’unico modo per cambiare le cose che non vanno e per migliorare la vostra vita e quella di tanti altri. Pensate a quale impronta volete lasciare, a quale differenza volete fare» ha così aperto la serata Nicolò Brazzelli, citando una frase di Sergio Marchionne. E ha continuato: «La nostra città è stata un grande centro industriale e manifatturiero, non per niente ci troviamo in un luogo simbolo per Busto Arsizio che all’epoca in cui era il cotonificio bustese, industria leader nel suo settore, dava lavoro a tantissime persone. Sono esempi come questo che ci ricordano l’importanza del lavoro che oggi viene a mancare rappresentando un problema drammatico soprattutto per noi giovani che non possiamo diventare autonomi e non possiamo contribuire al bene della comunità. È per questo che il lavoro deve tornare ad essere una possibilità concreta nella vita di tutti noi». 

I ringraziamenti sono andati alle autorità, ai due parlamentari «che si sono dimostrati disponibili e interessati all’iniziativa proposta dai giovani» poi alla stampa, alle forze dell’ordine, alla parrocchia Sacro Cuore che hanno aiutato la realizzazione della serata e in particolare a due attività commerciali che hanno sostenuto l’iniziativa: la gelateria 16 gusti e l’Officina dell’hamburger.

Domenica 20 e lunedì 21 saremo chiamati alle urne per votare sì oppure no al taglio dei parlamentari e a fare chiarezza sulle ragioni del voto ci ha pensato Riccardo Canossa tirando le fila del botta e risposta tra Alessandro Alfieri per il Sì e Marco Di Maio per il No. Il dibattito è stato scandito da otto domande a ciascuno (massimo tre minuti a risposta) e dal diritto di replica (di un minuto e mezzo) per un massimo di tre volte a testa.

politics hub busto arsizio

«Il primo punto che si era posto il Movimento 5 stelle era il taglio dei parlamentari quindi ora si fa e si fa per rendere il sistema più semplice e più veloce. Il taglio aiuta a rendere una democrazia più efficiente» ha sostenuto il segretario della 3a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) Alessandro Alfieri. 

«Quando si parla di parlamento e democrazia si parla di rappresentanti dei cittadini che li hanno scelti. Si parla di un risparmio di 500 milioni di euro a legislatura, ma in verità corrisponde allo 0,007% del bilancio dello Stato a cui corrisponde a sua volta un vero taglio dei rappresentanti che andrebbe ad aggravare diversi problemi» ha ribattuto Marco Di Maio capogruppo alla Commissione Affari Costituzionali. E ha aggiunto: «Il nostro non è un no a qualsiasi cambiamento; è un no ad un taglio che viene trattato come un taglio in salumeria. È svilente, dunque, parlare di risparmio su un taglio alla democrazia». E parlando del nostro sistema bicamerale: «Verrano penalizzati i territori più piccoli e quelli con meno forze rispetto ad altre città. Se questa riforma avesse concentrato i parlamentari nella stessa camera avremmo visto sicuramente un altro scenario» ha affermato sempre il parlamentare Di Maio. 

«I contrari ritengono che la riforma sia un atto di mero populismo, frutto di un moto anti-casta e che sia volta al consenso politico più che ad una reale necessità tecnica. Il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha affermato che il fronte del No è quello delle establishment» ha fatto presente il moderatore Canossa:

«Il referendum è uno strumento di democrazia diretta attraverso cui la gente si esprime chiaramente, pur rispettando il partito vicino decide con la propria testa. Nel No troviamo coloro che vogliono conservare la poltrona e persone come il collega (Marco Di Maio) che fanno dei ragionamenti più complessivi mettendo in evidenza alcuni dubbi – ha risposto il parlamentare del PD Alessandro Alfieri -. I dubbi li ho anche io, ma le motivazioni che mi portano sul Sì sono maggiori rispetto a quelle orientate sul No. È normale poi che qualcuno sia tentato a giocare con gli istinti più bassi e profondi degli italiani, ma si tratta di attuare scorciatoie che non affrontano i problemi. Penso che le preoccupazioni valgano la candela. Nel 2016 volevamo cambiare il Paese, ma la riforma è stata bloccata e abbiamo pagato un prezzo enorme. Ora abbiamo la possibilità di cambiare le cose, di aprire una stagione di riforme, difficile ma realizzabile». 

politics hub busto arsizio

«È come se stessimo costruendo una casa partendo dal tetto. Mentre dobbiamo modificare il nostro edificio istituzionale, costituzionale dalle fondamenta perché non reggono più il peso del futuro e delle sfide che abbiamo di fronte. Fa molto ridere che il ministro degli esteri che è il capo della diplomazia italiana, Luigi Di Maio, parli degli altri come se fossero le establishment. La diplomazia è una cosa importante, rappresenta le establishment e non è una parolaccia, rappresenta una cosa assolutamente nobile. Usciamo dal dibattito della poltroncina tagliata; parliamo di costituzione, di valori che riguardano i cittadini e di democrazia di rappresentanza». 

Si è trattato di un dibattito lungo e nel rispetto delle idee di ciascuno che sicuramente ha fatto chiarezza nelle idee sia dei giovani che degli adulti presenti nel cortile quadrato del Tessile.

I parlamentari si sono complimentati con i ragazzi presenti e con i membri dell’associazione Politics Hub per l’impegno mostrato nell’avvicinarsi e nel far avvicinare i giovani alla politica: «Bravi. Era da tempo che non vedevo una platea così vasta di giovani interessati ad un dibattito politico» ha affermato Alessandro Alfieri. 

di francescacisotto511@gmail.com
Pubblicato il 19 Settembre 2020
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