Strage di mozioni nell’ultimo consiglio comunale di Varese

Tra provvedimenti bocciati, ritirati o approvati solo a colpi di maggioranza l’attività principale in Consiglio è sembrata l'ostruzionismo

consiglio comunale varese

E’ stata una vera strage di mozioni quella che è stata perpetrata, da maggioranza e opposizioni, nel consiglio comunale di Varese del 3 dicembre.

Tra provvedimenti bocciati, ritirati o approvati solo a colpi di maggioranza quando sulla carta avrebbero potuto tranquillamente passare all’unanimità, l’attività principale della seduta del consiglio comunale di ieri sera è sembrata l’ostruzionismo: una pratica concretizzata equamente  sia dalla maggioranza che dalle opposizioni.

Emblematica è stata la vicenda di una mozione che voleva aumentare le somme destinate dal comune di Varese alle scuole paritarie: presentata dalla “strana coppia” Italia Viva e Forza Italia – cioè una forza al governo e una all’opposizione in questo consiglio – sembrava destinata a una approvazione a larghissima maggioranza.

Ma l’emendamento del consigliere PD Alessandro Pepe e il relativo controemendamento del capogruppo di Forza Italia Simone Longhini hanno portato la discussione a un empasse cosi rigida da far temere una bocciatura secca della mozione, e quindi, in concreto dell’aumento dei contributi comunali alle scuole paritarie: un risultato che evidentemente non voleva nessuno.

La mozione è stata così “salvata” da uno dei firmatari, Giuseppe Pullara di Italia Viva, che ha proposto di ritirarla con l’impegno di trovare un compromesso tra le parti e presentare una mozione più condivisa.

Il motivo del contendere è stata la cifra dei maggiori contributi: in un caso, quella dell’emendamento Longhini, specificata, e nell’altro invece lasciata alla valutazione della Giunta: un particolare su cui nessuna delle due fazioni intendeva indietreggiare.

Al di là dei motivi  – sicuramente esistenti e validissimi –  l’impressione, da fuori, è stata quella di aver assistito in una semplice prova di forza tra partiti già in campagna elettorale, ansiosi di attestarsi, con la firma di una mozione e di un emendamento, un importante bacino elettorale come quello degli utenti delle scuole paritarie.

Se questo è il caso piu emblematico, non sembra tanto diversa la sorte delle altre mozioni discusse: come quella, di per sè quasi pleonastica, proposta dal consigliere di minoranza Luca Boldetti (Lista Orrigoni) che proponeva un rafforzamento dell’educazione ambientale nelle scuole. Davano talmente tutti scontata la loro posizione a favore di questo argomento (Il consigliere leghista Fabio Binelli ha addirittura azzardato “Parlare della raccolta differenziata è come parlare della mamma” per spiegare quanto fosse scontata la posizione di tutti) che la mozione, sorprendentemente, è stata bocciata, poichè “tutto quello di cui si era parlato era già stato fatto”.

E’ passata invece la mozione che chiedeva al sindaco di fare “la voce grossa” sui vaccini ma solo perchè presentata da un consigliere di maggioranza, Enzo Laforgia.

Le opposizioni infatti si sono opposte: in certi casi “nettamente” come in quello del consigliere della Lega (E candidato alle prossime elezioni) Roberto Maroni, che al suo voto ha aggiunto il  significativo avverbio alla semplice espressione “contrario”.  Ma in certi casi, come nel caso della lista Orrigoni, anche con il plateale gesto di abbandonare la seduta, dopo avere partecipato alla discussione.

Per la lista Orrigoni questa era infatti “una mozione inutile e generica”, motivo per cui i tre consiglieri hanno “staccato i computer” allontanandosi definitivamente dalla seduta al momento del voto.

E non è bastata la spiegazione che in realtà il problema del vaccino influenzale è invece purtroppo ancora di stretta attualità «Malgrado io sperassi, con il passare del tempo, di dover ritirare la mozione a causa di una soluzione raggiunta – ha precisato Laforgia – ma purtroppo non è stato così, e la situazione è ancora uguale al momento in cui l’ho presentata».

La protesta della lista Orrigoni riguardava infatti una serie di “mozioni inutili”, secondo quanto hanno spiegato prima del consiglio, di cui quella sui vaccini era solo la prima.

Queste discussioni hanno portato il consiglio comunale a raggiungere la mezzanotte e perciò convinto il presidente del consiglio Stefano Malerba a rimandare gli ultimi due punti all’ordine del giorno, che erano altre due mozioni: una sul sostegno alla popolazione Armena presentata dal consigliere della lega Marco Pinti e una a sostegno del ddl Zan contro l’omotransfobia presentata da Giacomo Fisco.

Ma, vista la piega presa dalla serata, forse è stato meglio cosi: l’esito sarebbe stato scontato, in quel clima da “derby” che si era creato in cui in gioco c’era, più che gli argomenti in se, l’approvazione degli elettori prossimi futuri.

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 04 Dicembre 2020
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  1. Scritto da Felice

    Che pena la politica in questo paese…non evolverà mai dalle semplici ripicche tra bambini capricciosi che non vogliono far giocare gli altri ma essere sempre al centro dell’attenzione.
    Bene comune, impegno condiviso? Parole al vento….

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