A che punto siamo con il progetto della palestra di Samarate

In consiglio le opposizioni chiedono alla giunta di fare il punto su quanti soldi serviranno per la palestra di via Borsi, ma la maggioranza rinvia

consiglio comunale samarate coronavirus

«Ieri sera si è consumato uno degli episodi più bui della vita politica samaratese»: questo il duro commento delle liste di centrosinistra di Samarate (Samarate Città Viva e Progetto Democratico) dopo la seduta di consiglio comunale di lunedì 25 gennaio, tenutasi online.

«Complice la situazione dovuta alla pandemia, che non permette di effettuare le sedute dei consigli comunali con la presenza fisica degli eletti e della cittadinanza, la maggioranza, con la connivenza grave ed incomprensibile del Presidente del Consiglio, ha attuato un sopruso nei confronti delle minoranze che mai si era visto, nemmeno ai tempi delle più aspre lotte tra i partiti della Prima Repubblica», continuano.

La proposta del centrosinistra

I gruppi avevano presentato un atto di indirizzo affinché si potesse discutere di quali implicazioni e conseguenze potrebbero accadere nei prossimi anni alle finanze comunali in relazione alla volontà di realizzare la nuova palestra di via Borsi, che prevede un impegno finanziario di circa 3.5 milioni euro, di cui 1.250.000 euro (circa il 35%) a carico dei samaratesi. La consigliera Rossella Iorio (Progetto Democratico) ha chiesto alla giunta e al sindaco di presentare al consiglio comunale «un piano organico e dettagliato che chiarisca le linee guida delle scelte che essi intendono operare per gestire e far fronte a tutte le criticità espresse nelle premesse, nei rilievi e nelle considerazioni sopra riportate». Una verifica di sostenibilità, dunque, sul piano del bilancio comunale dei prossimi anni, per«capire quali siano stati i ragionamenti sulla tenuta del bilancio nei prossimi anni, considerando tutta una serie di impegni che il comune si sta prendendo e aggiungendo questo tipo di investimento non trascurabile».

Iorio ha precisato fin da subito che non si trattava di una richiesta di fattibilità dell’opera, bensì di «richiesta di una sorta di analisi relativa alla sostenibilità del comune, non alla fattibilità dell’opera».

Dalle file della maggioranza, l’onorevole Leonardo Tarantino ha accusato le opposizioni di pessimismo al punto da «non vedere il bicchiere mezzo pieno e di mancanza di entusiasmo rispetto all’opera», ricordando poi che nel 2010 non erano solo le liste del centrodestra a sostenere il progetto. L’ex sindaco ha poi motivato le visioni completamente diverse tra maggioranza e opposizione: «Al grande successo di avere ottenuto il finanziamento dopo averne cercati altri, invece di gioire non si guarda al bicchiere mezzo pieno. Si crea un quadro pessimista senza vedere il bicchiere mezzo pieno. L’impostazione generale rimane non condivisibile».

Le opposizioni chiedono un piano economico per la palestra:”Non è il tempo della posa della prima pietra”

“Perché non portarla in commissione?”

Il sindaco, Enrico Puricelli, ha chiesto perché non portarla in commissione anziché in consiglio comunale. «L’idea di portarla in consiglio comunale non dovrebbe impoverire la discussione, ma alzarne il livello», ha risposto la consigliera dem.

«La nostra richiesta non va a discutere il progetto palestra, bensì una situazione economica che si viene a verificare perché con il progetto si investe una quantità di soldi che il comune deve investire nei prossimi anni. Non è un argomento che riguarda la commissione e basta, ma tutti i consiglieri comunali per come sarà sviluppato il piano del bilancio del comune nei prossimi anni», ha preso la parola Giovanni Borsani (Scv). Anche Tiziano Zocchi ha chiesto una rappresentazione della sostenibilità, «per rispondere alle problematiche che abbiamo elencato. Chiediamo che ci sia un’informazione puntuale al livello di dignità che merita un’opera di questo tipo».

Dopo gli scambi di opinione, Tarantino ha proposto degli emendamenti: una cassazione di tutte le premesse, giudicate «pessimistiche», e «presentare un piano di interventi, linee guida e priorità da portare nelle commissioni». Negativa la pronta risposta di Iorio: «Una modifica che snatura la richiesta delle minoranza, penso non sia accettabile che venga proposta una modifica così pesante a un testo da noi proposto. Chiedete di cancellare le premesse e la proposta è totalmente diversa da quello che stiamo chiedendo».

Le due liste considerano l’emendamento «un fatto politicamente gravissimo, che stravolgeva il senso del documento presentato». La proposta è poi stata ritirata dal centrosinistra, poiché «la maggioranza ha insistito per procedere con l’emendamento».

“Delusi e amareggiati”

«Era capzioso o strumentale chiedere con quali scelte e strategie il sindaco e la giunta avrebbero affrontato queste situazioni? Dove sta la programmazione e la visione di chi dovrà amministrare Samarate ancora per tre anni? Perché la maggioranza non ha voluto che venisse presentato e discusso in consiglio comunale un piano delle proprie scelte per far fronte alle criticità sopra riportate? Forse perché abbiamo ragione a ritenere che il quadro sopra esposto configuri una situazione che nei prossimi anni possa dimostrarsi insostenibile per il Bilancio del nostro comune? Troppo comodo mettere la prima pietra di una nuova opera, per quanto possa essere utile, e chiudere gli occhi su tutto il resto», commentano a margine della seduta consigliare.

E concludono così: «Noi non sappiamo in quale altro modo dirlo: ieri sera il Consiglio Comunale ha subito un grave sfregio, e d’ora in poi, avendo rotto una barriera mai superata prima, questa maggioranza potrebbe permettersi qualsiasi cosa. Comunque, lo sappia fin d’ora questa Maggioranza arrogante e prevaricante, noi di Progetto Democratico e Samarate Città Viva vigileremo sempre sul rispetto della Democrazia e dei diritti di tutti a Samarate».

 

 

 

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com

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Pubblicato il 26 Gennaio 2021
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