“Aprite le dogane!”, l’urlo dei commercianti di Lavena Ponte Tresa

Stremati da ormai quasi nove mesi di dogane chiuse dal marzo 2020, i commercianti del comune di confine lanciano un appello: "Aprite le dogane!"

Generica 2020

Sono apparsi in questi giorni nella maggior parte delle vetrine di bar, negozi e ristoranti di Lavena Ponte Tresa cartelli simboleggianti due mani che si stringono, l’una coi colori dell’Italia e l’altra rosso crociata, con la scritta “Aprite le dogane!

L’iniziativa, nata dal gruppo dei commercianti del paese, è stata condivisa anche attraverso la pagina Facebook Wonderful Ponte Tresa – Shopping Village: “Sta nascendo un movimento, facciamo sentire la voce delle zone di confine. Invitiamo tutti i commercianti, artigiani e operatori della zona di confine a far sentire la propria voce. Stampa, esponi e condividi sui social! #APRITELEDOGANE “.

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Perché se la crisi economica legata alla pandemia da Covid 19 ha colpito tutti duramente qui, sul confine, sembra essere ancora più drammatica. Paesi che da sempre vivono e si sostentano grazie al continuo e reciproco scambio di beni, persone e servizi fra Italia e Svizzera. Quale valore abbia questo scambio nella vita economica di queste zone lo si capisce bene con una semplice fotografia, appunto, di Lavena Ponte Tresa. Non solo grandi negozi, che pure danno lavoro a decine di persone, ma tanti piccoli negozi ed attività a gestione familiare che contano per oltre il 90% del loro fatturato sulla clientela ticinese o svizzero tedesca. 

Le dogane chiuse qui significano una sola cosa: il rischio totale di fallimento per tanti di loro. Il primo lockdown del 2020, quello primaverile, era terminato per tutt’Italia ai primi di maggio. Ma non qui. Qui si è potuto festeggiare solo a metà giugno, con la riapertura delle dogane e il ritorno, finalmente, dei clienti abituali. Non tre mesi di mancati incassi dunque, ma cinque.

Ora la situazione si ripete. Tecnicamente le attività sono si nuovo aperte da settimane, da quando cioè la Lombardia non è più zona rossa. Ma con i confini chiusi qui non è cambiato nulla. E’ come continuare ad essere in lockdown, con la differenza che “sulla carta” si è aperti e quindi “operativi”.

Il Sindaco Massimo Mastromarino, che è anche Presidente dell’Associazione Italiana Comuni di Frontiera, aveva scritto negli scorsi giorni una lettera al neo eletto Ministro Giorgetti, proprio per richiamare l’attenzione del governo sul tema. Oggi, quello che si augurano i commercianti, è che possa nascere un movimento condiviso non solo da chi ha un’attività a Lavena Ponte Tresa, ma che unisca tutte le realtà di confine della zona. Che in questo caso non vale a nulla il detto “mal comune mezzo gaudio”, mentre invece è sempre attuale quello che sostiene che l’unione fa la forza.

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Per i commercianti che volesse aderire all’iniziativa, cliccando qui è possibile scaricare il pdf da stampare e affiggere.

 

Eleonora Martinelli
martinellieleonora@gmail.com

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Pubblicato il 26 Febbraio 2021
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