“La montagna si sbriciola, occorre più sicurezza sulla line ferroviaria di Luino“

Gianfranco Cipriano attivista luinese Cinquestelle lancia l’allarme: ora i sindaci facciano sentire la loro voce

Generica 2020

La frana di Maccagno che domenica ha travolto una strada (nella foto) e su cui in questi giorni stanno operando i tecnici di Provincia e Regione ha riacceso i riflettori su un tema sentito da queste parti, che è quello del dissesto idrogeologico.

Di oggi la presa di posizione di Gianfranco Cipriano, attivista del movimento Cinquestelle luinese che in una lettera aperta lancia l’allarme.

«Colgo l’occasione per sottolineare la constatazione del Sindaco di Maccagno Passera, per ribadire ciò che da anni il nostro gruppo politico Luino 5 Stelle, in particolar modo per voce di Giorgio Bosoni, sta urlando al fronte del Nord-Verbano, cercando di richiamare l’attenzione delle amministrazioni locali. L’appello accorato ed energico vuole risvegliare l’attenzione quanto meno degli amministratori delle nostre valli».

Cipriano invoca attenzione in particolare dei sindaci dei comuni sui quali passa la line ferroviaria Luino-Gallarate-Milano: Luino, Maccagno, Tronzano, Porto Valtravaglia, Brezzo di Bedero, Castelveccana e Laveno Mombello affinché «non al più presto, ma domani mattina, organizzino un incontro per bloccare il piano Alp-Transit finché chi di dovere non metta a disposizione denaro sufficiente perché si operi al consolidamento dei versanti a rischio».

Cipriano punta il dito sulla fragilità della montagna sotto le quali passa la linea ferroviaria Luino-Gallarate e che con l’avvento di Altpransit vede l’incremento dei lunghi treni merci. Una linea già interessata in passato da smottamenti e da materiale finito sui convogli, come avvenuto nel dicembre 2018. Il punto, secondo Cipriano riguarda le sostanze anche pericolose trasportate dai treni merci che rappresentano in caso di incidente ferroviario un rischio potenziale per la popolazione.

«Nel 2014, quando ancora nessun amministratore parlava e pochi conoscevano cosa fosse realmente Alp Transit, diffondemmo un volantino con alcuni dati che ad oggi sono realtà: treni merci lunghi oltre 1 chilometro e alti 4 metri che trasportano oltre 300 tipi di merci diverse anche molto pericolose, come cloro, ammoniaca, idrocarburi ed altre ancora. A questo punto il rumore e i disagi subiti dalla popolazione sono secondari rispetto al rischio dell’incidente ferroviario.
Ci preme ricordare che al Municipio di Gambarogno sono stati riconosciuti milioni di franchi in quanto l’amministrazione, già dal 2015, metteva le mani avanti rifiutandosi di firmare qualsiasi accordo se prima non fosse stato consolidato il versante interessato al passaggio della linea, e abbiamo più volte rimproverato la “vecchia” giunta Pellicini di non aver attuato con responsabilità adeguata azioni a tutela e interesse della cittadinanza».

«Ad oggi auspichiamo che con vigore venga riposizionata nei confronti di AlpTransit una deadline che metta al sicuro abitanti e territorio. La proposta, che siamo abituati a formulare dopo ogni osservazione, è quella di mettere Alp Transit con le spalle al muro addossando loro preventivamente ogni responsabilità in caso di incidente che possa coinvolgere persone e/o ambiente, generato da eventuali future frane che vadano a coinvolgere il traffico ferroviario», conclude l’attivista pentastellato.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Febbraio 2021
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