“Un prete per chiacchierare”, Don Alberto sbarca su Clubhouse
Il sacerdote di Busto Arsizio ha aperto una "stanza" sul nuovo account disponibile, per ora solo su IOS. Per mezz'ora ogni mattina legge e commenta il Vangelo
È il sacerdote “più figo” del web. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio: sì Don Alberto Ravagnani, 27 anni, è indiscutibilmente gradevole, buca gli schermi (dei cellulari) con il linguaggio del corpo e le sue espressioni, ma lo è prima di tutto perché ha trovato il modo di raggiungere i giovani parlando nientemeno che di religione.
Ha account social ovunque, perché, il ragionamento è semplice, dove ci sono i ragazzi, spesso giovanissimi, ci deve essere lui. Proprio come accadeva un tempo negli oratori. Don Alberto Ravagnani un oratorio ce l’ha, è quello di Busto Arsizio ma ha rotto ogni argine e ogni confine spazio-temporale lanciandosi su youtube, tiktok e instagram. I follower sono migliaia ormai, e anche Fedez si è accorto di lui tanto da invitarlo al suo “Muschio selvaggio”, il podcast con Luis Sal, per una puntata a colpi di “Io ci credo perché”, “Io invece no”…
Ora Don Alberto Ravagnani è sbarcato anche su Clubhouse, il nuovo social network che si sta guadagnando uno spazio nel rutilante mondo delle community. Manco a dirlo Don Alberto su Clubhouse è già seguito da oltre 2.400 persone.
Per chi non lo sapesse Clubhouse si basa sul potere della parola “parlata”, della voce: non ci sono immagini né testo scritto. Vi si accede su invito di un altro iscritto e, almeno per ora, è disponibile solo per iOS, il sistema operativo mobile sviluppato da Apple. Un utente crea una “stanza” virtuale su un argomento, e gli altri possono entrare, ascoltare quello che viene detto e, volendo, intervenire per alzata di mano.
Don Alberto ha creato la stanza «Un prete per chiacchierare» e tutte le mattine dalle 9.05 alle 9.30 recita una preghiera, legge il Vangelo della giornata e lo commenta con chi vuole partecipare. Il proselitismo così ha tutto un altro sapore. I ragazzi lo seguono: sarà quella la “retta via” per raggiungere anche chi non varca più, o non ha mai varcato, la porta della Chiesa?
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