I volontari liberano i boschi di Arcisate dai rifiuti
Più di 15 le persone che nella mattina di sabato 27 febbraio hanno raccolto i rifiuti abbandonati a bordo della strada, poi smaltiti dagli addetti comunali
Una bella mattina di sole diventa un’occasione per prendersi cura del proprio territorio. Sabato 27 febbraio un gruppo di volontari si è ritrovato nei boschi di Arcisate per ripulire dai rifiuti abbandonati la zona del Dovese.
Tutto è partito da un post di Stephanie Vergine, un’abitante di Arcisate, pubblicato sul gruppo Facebook del paese. Le immagini del degrado non hanno lasciato indifferenti gli altri concittadini, che hanno risposto con entusiasmo all’idea di organizzare una spedizione per ripulire dai rifiuti l’area di bosco a bordo della strada. Anche il sindaco di Arcisate Gianluca Cavalluzzi è stato coinvolto nell’iniziativa, e sabato mattina si è unito ai volontari insieme a sua figlia Emma. In totale, più di 15 persone di Arcisate e dei comuni vicini hanno dato una mano a raccogliere i rifiuti abbandonati.
Ad aver risposto all’iniziativa è stato anche Marco Mondini, di Enduro Varese e Moto club Visab, che da tempo promuove azioni di pulizia dei boschi nella zona di Varese insieme ad altri appassionati di enduro e motociclismo. «Abbiamo trovato – racconta Marco – bottiglie di vetro, strumenti da lavoro danneggiati, oggetti elettronici e alcune bombole di gas abbandonate. In totale siamo riusciti a mettere da parte un buon numero di sacchi pieni di rifiuti, mentre gli addetti del Comune si sono fatti carico del loro smaltimento».
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Non mi fraintendete. Sebbene pulisca periodicamente alcuni pezzi di ciclabile e stia sempre con l’occhio vigile verso gli zozzoni, mi sembra che alle istituzioni di questo paese manchi un vero piano di azione condivisa per far calare drasticamente questo odioso fenomeno di abbandono dei rifiuti che ci rende la vergogna d’Europa.
Le amministrazioni comunali la maggior parte se ne fregano e strizzano gli occhi in modo sornione di fronte a questo manipolo di cittadini che si rimboccano le mani e puliscono interi tratti di strade, boschi e sentieri, quando invece dovrebbero essere loro, i nostri amministratori grazie alle tasse che paghiamo, ad essere in prima linea per pulire.
Su questo i comuni dovrebbero fare un mea-culpa e svegliarsi dal sonno decennale che ha contraddistinto la cura e la salvaguardia del territorio. Solitamente molto attivi e in prima linea quando c’è da costruire un supermercato ma poi sfuggenti e carichi delle solite litanie del “non ci sono soldi” per poi spenderli in piazze e rotonde da centinaia di migliaia di euro.
Ed i cittadini dovrebbero incominciare a lamentarsi e ad invocare il diritto di vivere non in una discarica a cielo aperto perchè tale è oramai l’Italia intera.
Il confronto con l’estero è oramai impietoso…la Svizzera sembra una cartolina ma anche la Francia e la Germania non scherzano…non c’è una carta per terra…mentre da noi nei boschi ci trovi dall’amianto alle lavatrici senza contare i soliti sacchetti di spazzatura buttati al passaggio di auto e di camion.