Bagarre dopo la commissione congiunta sul Palaghiaccio, salta la riunione capigruppo

La principale conseguenza della riunione "saltata" è che non verranno ascoltate le associazioni legate al palaghiaccio nel prossimo consiglio comunale, decisione che andava presa proprio durante quell'incontro

Curling al palaghiaccio di Varese

E’ saltata la riunione dei Capigruppo in consiglio comunale ieri sera, 25 marzo: una questione che ha fatto salire la pressione politica tra i consiglieri comunali di Varese alle stelle. Ma cosa è successo veramente?

La commissione congiunta lavori pubblici/Sport, che si è svolta nella serata del 24 marzo e che era riservata alle audizioni delle società sportive che hanno bisogno del Palaghiaccio per continuare le loro attività si era conclusa in modo interlocutorio.

Mentre quasi tutta la maggioranza aveva considerato molto utile lo strumento dell’audizione in commissione, altri invece attendevano la riunione dei Capigruppo prevista per la serata del 25 marzo per decidere definitivamente se ammettere o no in audizione anche nel prossimo consiglio comunale le associazioni.

A sperarlo e chiederlo, in realtà, erano soprattutto le minoranze, Lega innanzitutto, con il sostegno di Varese 2.0, che in commissione aveva appoggiato le parole di Fabio Binelli che considerava solo come “propedeutica all’audizione in consiglio comunale” la riunione delle due commissioni.

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Ieri però una dura nota del consigliere della Lega Fabio Binelli, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Varese ha “denunciato” che: «Siamo di fronte all’ennesima scorrettezza del presidente del Consiglio comunale Stefano Malerba, che continua a dimostrarsi non all’altezza del suo compito istituzionale. Solo che questa volta non si tratta di una mancanza di rispetto nei confronti solo dei consiglieri dell’opposizione, ma di tutta la cittadinanza e in particolare delle associazioni che operano all’interno del Palaghiaccio. Analizzando infatti la richiesta di queste associazioni che chiedevano un’audizione in Consiglio comunale, la conferenza dei capigruppo aveva stabilito di ascoltarle prima in una commissione congiunta Sport e Lavori Pubblici, da tenersi il 24 marzo (ovvero ieri) per poi valutare l’eventuale inserimento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, in una riunione dei capigruppo da tenersi il 25 marzo ovvero oggi. Malerba invece ha già diramato la convocazione del prossimo consiglio due giorni fa, senza attendere la riunione dei capigruppo e senza inserire all’ordine del giorno l’audizione delle associazioni».

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Provocando una reazione altrettanto dura da parte del citato presidente del Consiglio Comunale, che ha mandato il giorno dopo, a poche ore dalla riunione un messaggio ai capigruppo di questo tenore: «Viste le affermazioni del consigliere Binelli a mezzo stampa, credo sia a questo punto inutile e superfluo vederci questa sera».

Il risultato? Riunione capigruppo saltata – o meglio, iniziata e subito finita alla presenza di qualche consigliere, prevalentemente di minoranza, e del presidente del consiglio – e dialogo con le associazioni sportive rimandato.

Come prosegue Malerba nella lettera inviata ai capigruppo, una decisione presa:«Nell’interesse proprio di atleti e società, e per evitare che una vicenda cosi delicata possa diventare teatro di inutili e sterili scontri politici, l’amministrazione si rende disponibile ad un confronto ampio, continuo e costruttivo, nelle sedi più opportune, evitando, passaggi inutili alla soluzione del problema in consiglio comunale viste le dichiarazioni rilasciate dal consigliere Binelli, atte solo ad un dibattito politico e non alla soluzione reale del problema».

Una decisione presa quindi autonomamente dal presidente e non dalla riunione dei capigruppo, come delle erronee voci in circolazione, come due capigruppo della minoranza, Valerio Vigoni per la Lista Orrigoni e Elena Baratelli per Varese 2.0, hanno voluto precisare.

In particolare, a rendere pubblico ciò che è successo è stata Elena Baratelli dalla sua pagina Facebook: «Risponde al vero che la convocazione del consiglio comunale andava fatta per rispetto dei tempi tecnici entro il 23 marzo (e come è successo via email, che ha provocato la nota di Binelli, ndr) ed è altrettanto vero che ci eravamo impegnati ad aggiornare dopo l’ordine del giorno nel caso fosse stata confermata dalle associazioni del Ghiaccio la richiesta di audizione in CC. Non è vero invece che la riunione dei capigruppo ha bocciato la richiesta di audizione .Il presidente del Consiglio Malerba ha deciso, pochi minuti prima dell’orario di inizio riunione, di annullare la stessa mandando una mail che alcuni di noi non hanno ricevuto o letto dati i tempi molto stretti. Quindi alla riunione eravamo presenti Simone Longhini, Fabio Binelli, Giuseppe Pullara ed io, oltre a Malerba e al dott Tramontana . La decisione di non procedere alla audizione e’ responsabilità esclusiva di Malerba che, nonostante le insistenze di alcuni dei presenti ( in particolare Longhini ed io) che chiedevano a viva voce che si desse seguito a quanto promesso, ha mantenuto un atteggiamento di chiusura e confermato la propria posizione che il regolamento comunale gli consente».

«La riunione dei capigruppo ieri sera è stata annullata per decisione autonoma del presidente Malerba, l’audizione in consiglio delle associazioni sportive non è stato ammesso non dalla capigruppo ma dal presidente – ha sottolineato anche Valerio Vigoni – Tra l’altro il presidente, inizialmente rappresentante della minoranza in consiglio ma non eletto dalla minoranza e poi confluito nella maggioranza, nelle votazioni si è quasi sempre allineato alla maggioranza piuttosto che astenersi come prevederebbe una vera situazione “super partes”».

Ma per quale motivo Stefano Malerba ha preso questa decisione? «La convocazione del consiglio comunale con i punti all’ordine del giorno doveva essere inviata entro il 23 marzo e tutti i capigruppo lo sapevano, quello era un atto dovuto – spiega il presidente del consiglio comunale – Immagino perciò che Binelli o sia in malafede o si sia perso la mail precedente, che spiegava come si sarebbero svolte le decisioni. Considerato il livello di scontro politico sterile a cui è arrivato, ho voluto evitare alle associazioni una serata penosa che non avrebbe risolto assolutamente niente. Quello che le associazioni meritano è una soluzione, cosi facciamo loro solo del male».

La questione del Palaghiaccio, che sta diventando sempre più politica, sembra destinata a non finire qui.

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 26 Marzo 2021
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