Ospedale unico, il comitato contro: “Vogliono toglierci il diritto di esprimerci”

Il comitato che si batte per il mantenimento dei due presidi di Busto e Gallarate definisce furto di democrazia la richiesta di Regione, avallata dalla giunta di Busto, di derogare al dibattito pubblico

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del Comitato per il diritto alla salute del Varesotto che fa un sunto della discussione sui giornali e nelle sedi istituzionali, relativamente al progetto di nuovo ospedale tra Busto Arsizio e Gallarate, e ne sottolinea le contraddizioni e la mancanza di motivazioni a sostegno di questa scelta.

La recente discussione sui giornali e nelle sedi istituzionali svela come i sostenitori dell’ospedale unico, ora
ribattezzato nuovo ospedale, non siano in grado di:
– fornire un quadro corretto e completo della proposta e di sostenerla con ragionevoli argomentazioni;
– spiegare perché negli ultimi quattro anni non è stato dato alcun seguito alle decisioni formalmente assunte
da Regione Lombardia e dai comuni di Busto Arsizio e Gallarate, oltre che dagli enti sanitari coinvolti.
Come più volte abbiamo denunciato, l’unica conseguenza dei continui annunci – puntualmente smentiti dai
fatti – è stato il demansionamento degli attuali ospedali, le cui ricadute negative sulla qualità del servizio
nessuno, ormai, osa più negare.

È raccapricciante apprendere dalla stampa che una delle principali ragioni per accelerare il procedimento,
portata dal presidente della Commissione Straordinaria Nuovo Ospedale Busto Gallarate dott. Paolo Genoni
nella riunione dell’11 giugno 2021, e cioè il presunto derby tra Busto/Gallarate e Cremona per accaparrarsi i fondi, è stata definita una fake news da fonti qualificate di Regione Lombardia.

Ed è un furto di democrazia la richiesta, inoltrata da Regione Lombardia ai comuni di Busto Arsizio e Gallarate, di derogare al dibattito pubblico, forma di partecipazione di cittadini e cittadine introdotta nel 2018 nel codice degli appalti sui progetti di fattibilità di opere di varia natura, tra cui rientra il nuovo ospedale. Richiesta che la giunta comunale di Busto Arsizio ha prontamente accolto e deciso di portare alla votazione della commissione Commissione Straordinaria Nuovo Ospedale Busto Gallarate del 28 giugno e del Consiglio Comunale del 29 giugno.

Dopo i ripetuti annunci, puntualmente smentiti dai fatti, sull’imminente definizione dell’Accordo di
Programma , che avrebbe dovuto essere siglato entro il 31 gennaio 2020, ben prima che l’epidemia covid-19 fosse accertata in Italia, ora si prendono l’emergenza sanitaria come giustificazione dei ritardi e “i vincoli temporali piuttosto stringenti dettati dalla Commissione europea al fine di poter effettivamente accedere ai finanziamenti derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)” come pretesto per privare cittadine e cittadini del diritto a partecipare a una decisione così importante per il futuro del territorio.

Ma c’è di più. Come abbiamo già avuto modo di rilevare che non ci risulta che i fondi del PNRR siano utilizzabili allo scopo di costruire un nuovo ospedale né nell’ambito della missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, come prospettato nel mese di marzo dalla vicepresidente della giunta regionale Letizia Moratti (vedasi http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=93089), né tantomeno nell’ambito della missione 6 “Salute”.

In quest’ultima sono invece previste risorse per l’assistenza sanitaria territoriale, le case di comunità
(strutture in cui opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta,
medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e potrà ospitare anche assistenti
sociali) e gli ospedali di comunità (strutture sanitarie della rete territoriale a ricovero breve e destinate a
pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata).

Intanto che i governanti regionali e locali reiterano, a scopo elettorale, l’eterna promessa dell’ospedale unico, privando cittadine e cittadini del diritto di esprimersi in merito nelle sedi istituzionali, il territorio rischia di perdere le vere occasioni date dal PNRR per migliorare il servizio sanitario pubblico. Cui prodest?

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Giugno 2021
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