Carlsberg Italia, dieci anni di politiche sostenibili: “Orgoglioso delle scelte”

L'azienda birraria ha presentato il consueto bilancio di sostenibilità nato nel 2011. Oltre a impianti più efficienti incidono (in positivo) anche le politiche interne. Soddisfatto il direttore Jessen

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Il dieci e lo zero. Se dovessimo ridurre a due soli numeri il bilancio di sostenibilità presentato quest’oggi – mercoledì 7 luglio – da Carlsberg Italia, sceglieremmo questi: il dieci perché è dal 2011 che l’azienda birraria rende pubblico questo documento redatto nell’ottica di trasmettere al pubblico le scelte e i risultati che riguardano la sostenibilità ambientale, lo zero perché è il valore a cui tendono una serie di indicatori contenuti nel bilancio.

Il birrificio di proprietà danese, che ha la sua più conosciuta sede produttiva a Induno Olona (quello che qui, tutti, chiamano “Poretti” dal nome del fondatore), si dichiara soddisfatto degli obiettivi ambientali centrati anche in un anno per molti versi complicato come il 2020 ed è altrettanto contento dei risultati del piano decennale. Negli ultimi due lustri Carlsberg Italia spiega di avere risparmiato 77 milioni di chilogrammi di anidride carbonica grazie alla tecnologia di spillatura DraughtMaster, l’innovativo sistema brevettato che ormai copre il 97% della distribuzione in fusto del gruppo.

Ma il dato probabilmente più comprensibile è quello della riduzione “diretta” della CO2, quella legata al processo produttivo: le emissioni di anidride carbonica sono infatti calate del 46% in un decennio anche grazie all’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili (100% di quella utilizzata) e di una continua ottimizzazione e riduzione dei consumi energetici totali (-18,9%), dell’energia termica (-30,5%) e dei consumi di gas metano (-34,1%). Anche il consumo di acqua è diminuito in modo drastico: quello per la produzione della birra è calato del 36%, quello complessivo del 33%.

Tornando allo “zero” di cui parlavamo all’inizio, Carlsberg Italia ha come obiettivo questo parametro su quattro diverse aree che impattano la vita aziendale, come descritto dal programma di sostenibilità che fissa i target per il 2030 allineandoli a quelli dell’Agenda 2030 Onu.

Il primo ambito è quello della “Impronta aziendale” che nel 2020 ha permesso di risparmiare il 16,6% di energia elettrica, il 20% di consumo di gas metano e il 38,6% di emissioni specifiche di CO2 grazie all’utilizzo a pieno regime di un pastorizzatore flash (un macchinario che permette, appunto, di pastorizzare il prodotto con tempistiche inferiori a quelli tradizionali).
Su questo versante rientra l’impatto positivo sull’ambiente legato alla logistica: Carlsberg Italia dichiara che il proprio parco vetture aziendale è composto per il 78% da auto ibride o plug-in e che anche nella scelta dei fornitori questo è un parametro considerato. Infine, il progetto che porterà a usare il biogas prodotto dall’impianto di depurazione aziendale – quindi una fonte di energia “verde” e autoprodotta, contribuirà in futuro a perseguire questi obiettivi.

Il secondo ambito considerato, il cosiddetto “Zero sprechi idrici”, ha visto nel 2020 una riduzione complessiva nei consumi d’acqua di 116.518 metri cubi (-7,6% rispetto al ’19): in questo caso una delle chiavi è stata il riutilizzo di parte dell’acqua di lavaggio delle bottiglie per il raffreddamento degli impianti. Il consumo d’acqua per ettolitro di birra è stato di 2,9 hl/hl, un obiettivo (quello di scendere sotto quota 3) che era stato fissato per il 2022. Negli ultimi cinque anni Carlsberg Italia ha stimato un risparmio pari a 10.100 autocisterne a pieno carico. Infine, l’indipendenza del depuratore ha permesso di depurare la totalità delle acque reflue stimate in 209mila metri cubi.

Sul fronte del consumo responsabile nel 2020 non è stato possibile realizzare eventi di sensibilizzazione; sono state quindi le campagne online e quelle sul packaging a veicolare questo messaggio. In questa direzione va anche l’ampliamento della gamma di birre analcoliche e a basso contenuto d’alcol (light), un trend per altro comune ad altri birrifici sia industriali sia artigianali. Infine i veicoli ibridi in dotazione ai dipendenti sono dotati del dispositivo che impedisce l’accensione del motore in caso di assunzione di alcol da parte di chi si mette alla guida.

L’ultimo parametro – “Cultura ZERO incidenti” – riguarda la sicurezza interna dell’azienda: grazie alla formazione dei dipendenti sono aumentate in modo netto le segnalazioni di rischio (+35% rispetto al 2018) con un tasso infortuni sceso dal 3,8 all’1,4 nello stesso periodo. In più, nel 2020, si sono aggiunte le procedure per garantire la sicurezza in materia di Covid-19.

«Sono orgoglioso che anche in un momento così difficile Carlsberg Italia abbia continuato a perseguire gli obiettivi di sostenibilità prefissati per il 2030» ha commentato il managing director di Carlsberg Italia, il danese Kaare Jessen. «Abbiamo fatto scelte responsabili a riconferma dell’impegno verso il raggiungimento di un’economia a zero emissioni di CO2, senza mai perdere di vista il focus su innovazione e ricerca».

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 07 Luglio 2021
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