Sette proposte per trasformare Busto Arsizio in una città a misura di bicicletta

Il giovane architetto Giovanni Mandelli propone alcune soluzioni viabilistiche per sette vie importanti della città in modo che pedoni, ciclisti e automobilisti possano convivere in sicurezza

proposte piste ciclabili busto arsizio

Busto Arsizio: una città con tanto potenziale per la mobilità dolce e il sito Strada per Tutti, che da tempo si occupa di promuovere la mobilità in bicicletta su tutto il territorio, lancia sette proposte per la città. Mentre in città infuria la campagna elettorale, questa realtà prova a mettere sul tavolo un argomento di discussione importante, quello della trasformazione di alcune vie in arterie anche ciclabili.

Busto Arsizio è una città pianeggiante, compatta (il suo diametro è di soli 5 km), ha due stazioni ferroviarie e un discreto trasporto pubblico. Sono tutte caratteristiche che, almeno sulla carta, farebbero pensare ad una città ideale per lo sviluppo della mobilità attiva, ovvero quella ciclabile e pedonale.

Tuttavia – prosegue l’architetto Giovanni Mandelli, promotore del sito – la maggior parte delle persone preferisce utilizzare l’auto privata anche per brevi tragitti nonostante gli effetti negativi che genera sulla collettività siano sotto gli occhi di tutti: inquinamento, traffico, incidenti e rumore.

Negli ultimi anni le grandi città europee hanno attuato politiche per ridurre il traffico motorizzato non solo per motivi economici (la mobilità basata sull’auto privata è molto costosa), ma anche per migliorare la vivibilità e bellezza dello spazio pubblico urbano.

Come mai a Busto ci sono tante automobili e poche biciclette? Uno dei problemi più importanti è la scarsa sicurezza dovuta alla mancanza di una rete di piste ciclabili continue, dirette e sicure che collegano la periferia al centro e tutti i poli attrattori (ospedale, scuole, stazioni ferroviarie, teatri, impianti sportivi, ecc.).

In aggiunta, la bicicletta spesso non viene considerata un vero e proprio mezzo di trasporto e quando si deve scegliere come spostarsi in città, spesso la bici non viene nemmeno presa in considerazione.

«In questi anni abbiamo percorso Busto Arsizio in bicicletta e a piedi e abbiamo provato a immaginare nuove infrastrutture ciclabili e pedonali per consentire alle persone di spostarsi a piedi e in bicicletta in sicurezza. Abbiamo collaborato con la designer bustocca Maria Boragno che ha disegnato il personaggio di Bea, la ciclista urbana che racconta le nostre proposte per Busto Arsizio» – spiega Mandelli.

Le sette proposte per una  Busto Arsizio a portata di bici

cane da soccorso in macerie

Via XX Settembre collega il centro di Busto con il Sempione. Nel tratto più periferico è una strada molto larga dove gli automobilisti difficilmente rispettano il limite di 50 km/h. Il marciapiede è presente solo da un lato della strada e non c’è nessuna infrastruttura ciclabile. La nostra proposta è quella di inserire due piste ciclabili monodirezionali e di completare il marciapiede anche sull’altro lato della strada. Le carreggiate veicolari saranno leggermente più strette portando ad una riduzione della velocità dei veicoli e ad un aumento della sicurezza per tutti.

Flashmob contro il femminicidio a Varese

Viale Alfieri. Su questa via ci sono la scuola elementare Bertacchi, la chiesa di Sant’Edoardo, numerosi negozi di vicinato, bar e ristornati. Viale Alfieri è vissuta da tante persone di diverse età che hanno bisogno di uno spazio sicuro dove muoversi. Per garantire maggiore sicurezza, proponiamo di realizzare due piste ciclabili monodirezionali sulla carreggiata. Sappiamo che si dovrà rinunciare a qualche posto auto: questa scelta è necessaria perché ad oggi le auto parcheggiate limitano la visibilità in corrispondenza degli incroci e degli attraversamenti pedonali rendendo pericolosa la via per pedoni, ciclisti e automobilisti.
L’auto si potrà parcheggiare nelle vie laterali meno trafficate oppure nei parcheggi in struttura presenti lungo la via. Dobbiamo cominciare ad pensare che non è sempre possibile parcheggiare a pochi metri dalla destinazione. Il problema si potrebbe risolvere accettando di fare un breve tratto a piedi per raggiungere la meta finale.

Flashmob contro il femminicidio a Varese

Viale Boccaccio al mattino si riempie di automobili in coda che procedono lentamente verso il centro. Perchè non dare una valida alternativa per permettere alle persone che percorrono brevi tragitti di utilizzare la bicicletta in comodità e sicurezza, consentendo loro di lasciare a casa l’auto e contribuendo così a ridurre il traffico?. Una persona in più in bicicletta significa un’auto in meno in coda al semaforo: i dati confermano che le nostre automobili trasportano praticamente solo il conducente, occupando molto spazio pubblico. La nostra proposta è realizzare due piste ciclabili sulla carreggiata, ciascuna per senso di marcia per permettere in particolare agli studenti di arrivare a scuola in bicicletta in sicurezza. Alcuni studi affermano che la pista ciclabile in carreggiata è molto più sicura della pista ciclopedonale sul marciapiede perché il ciclista è più visibile dall’automobilista e ci sono meno interferenze pericolose con le vie secondarie.

eventi bambini

Via Carducci. All’entrata e all’uscita da scuola, gli studenti del Liceo Daniele Crespi si trovano immersi nel traffico caotico delle auto in coda che si fanno spazio tra le vie del centro storico. I ragazzi sono costretti a camminare schiacciati sui marciapiedi. Sarebbe una buona idea pedonalizzare lo spazio antistante la scuola almeno negli orari di entrata e uscita della scuola, tenendo lontano il traffico. In questo caso la normativa italiana ci viene in aiuto: infatti la “Strada scolastica” è stata recentemente inserita all’interno del codice della strada.

Flashmob contro il femminicidio a Varese

Viale Diaz. Per consentire un percorso diretto e sicuro ai cittadini che si recano in centro in bicicletta proponiamo di realizzare due piste ciclabili monodirezionali in carreggiata, per gli stessi motivi che abbiamo elencato in precedenza (vedi Viale Alfieri). In corrispondenza dei controviali presenti nel tratto di Viale Duca d’Aosta si potrebbe copiare quanto già fatto nei mesi scorsi a Torino, dove è stato introdotto il limite di velocità a 20 km/h e le persone in bicicletta hanno la precedenza sugli altri veicoli.

cane da soccorso in macerie

Corso Italia. L’ospedale di Busto Arsizio è un punto di riferimento in tutta la Provincia e attrae moltissimi pazienti e visitatori ogni giorno. Spesso le persone che si recano all’ospedale sono anziane o hanno difficoltà motorie, dunque occorre garantire percorsi pedonali sicuri senza ostacoli. A questo proposito proponiamo di restringere la carreggiata veicolare riducendo così lo spazio di attraversamento pedonale e inserire due piste ciclabili monodirezionali. Infine, per spezzare in due fasi l’attraversamento, si potrebbe inserire uno spartitraffico al centro della carreggiata.

Flashmob contro il femminicidio a Varese

Via Deledda. Anche in questo caso, sottolineiamo l’importanza di realizzare delle piste ciclabili monodirezionali sulla carreggiata e non sui marciapiedi poiché si verificherebbe un palese conflitto tra pedoni e ciclisti, entrambi utenti deboli della strada.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 16 Settembre 2021
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