Pericoli del gas radon, se ne parla in consiglio regionale
Focus del consigliere varesino Roberto Cenci del Movimento Cinquestelle
In Consiglio Regionale è partita la discussione in aula sulla riforma sanitaria. Sono stati depositati numerosi ordini del giorno ed emendamenti. Il consigliere del M5S Roberto Cenci ha presentato ieri, 15 novembre, il suo intervento sulle Case della comunità e sui danni provocati dall’esposizione alle radiazioni prodotte dal gas radon in ambienti indoor.
“Oggi giorno, gli ospedali (non solo in epoca covid) assomigliano sempre più a lazzaretti, invece dovrebbero essere uno dei principali punti di riferimento della comunità, ove trovare accoglienza, assistenza, prevenzione, cure e amore”. Risulta di fondamentale importanza, prosegue Roberto Cenci, “una strutturazione del sistema sanitario in modo capillare sul territorio, con una medicina maggiormente aperta alle popolazioni, con la diffusione delle case della comunità, ovvero di un tassello che non rappresenti un’aggiunta al sistema ma la tessera centrale di completamento di un puzzle complesso. La casa della comunità non è un poliambulatorio ma una casa della SALUTE e del benessere, un hub di prossimità per le cure primarie e per i supporti sociali e assistenziali, luogo di offerta, ma anche luogo della relazione e dell’attenzione a tutte le dimensioni di vita della persona e della comunità”.
Il secondo tema trattato dal Consigliere varesino riguarda i danni alla salute provocati dal gas radon in ambienti indoor e l’importanza di garantire adeguate prestazioni del servizio sanitario regionale nel trattamento dei pazienti affetti da disturbi riconducibili all’esposizione alle radiazioni prodotte da questo gas.
“Il radon è un gas naturale incolore, insapore e inodore, che si trova in ridotte quantità nel suolo e nelle rocce, nelle falde acquifere e in alcuni materiali da costruzione -spiega Roberto Cenci- quando dal suolo fuoriesce e si disperde all’interno di un edificio, si concentra e può raggiungere valori di concentrazione molto pericolosi. Il suo potere cancerogeno, per il tumore al polmone, è noto da tempo, per questo la problematica del radon indoor è da anni ampiamente studiata e discussa a livello mondiale”.
In Lombardia, ARPA Lombardia, in collaborazione con la Direzione Generale Sanità, ha svolto, nel corso del 2004, una campagna di misura del gas radon indoor su tutto il territorio regionale e ha individuato le aree con più elevate concentrazioni di radon, principalmente nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio e Varese. Il radon costituisce oggi la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo di tabacco. Nonostante il Radon rappresenti uno dei maggiori rischi per la salute dei cittadini, l’informazione a riguardo è scarsa, in particolare da parte delle autorità.
“L’informazione, la conoscenza del fenomeno e la consapevolezza della sua pericolosità rappresentano un primo passo per la risoluzione del problema; nel frattempo, però, è necessario che Regione Lombardia garantisca le migliori cure e la più adeguata assistenza alle persone che hanno subito esposizione a questo gas e assicuri il più alto livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dall’esposizione dei cittadini alle radiazioni. Per questo, la Regione dovrebbe valorizzare e rafforzare le strutture esistenti, anche sperimentali, operanti nell’ambito del trattamento dei disturbi provocati dall’esposizione alle radiazioni del gas radon in ambiente indoor e dovrebbe promuovere l’attivazione di nuove strutture dedicate”.
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