Dall’arrivo di Vertemati all’addio di Gentile: cronistoria di una Openjobmetis che non esiste più

L'incredibile sequenza di avvenimenti che hanno portato la Pallacanestro Varese a sostituire l'intero quintetto base pensato in estate, compresi l'allenatore e il general manager

È il 15 giugno il giorno in cui la Pallacanestro Varese – con decisione guidata dal general manager Andrea Conti – sceglie ufficialmente Adriano Vertemati nel ruolo di nuovo allenatore dopo aver deciso di non proseguire con Massimo Bulleri. Due giorni dopo Vertemati si presenta, fa da tramite per l’acquisto di Paulius Sorokas e soprattutto per quello di Alessandro Gentile, già suo giocatore nelle giovanili di Treviso. Siamo al 25 giugno e con un blitz improvviso in treno, Vertemati e Conti si assicurano l’ex azzurro. «Un giocatore molto più maturo» chiosa il gm il giorno della presentazione del giocatore casertano.

Nel frattempo ci sono anche gli altri ingaggi: confermato Jalen Jones dopo l’infortunio dell’anno precedente, presa la coppia di guardie dal campionato polacco, Trey Kell e Elijah Wilson. Infine l’ok di John Egbunu che ottiene la possibilità di disputare la Summer League prima di raggiungere la Openjobmetis in Valle d’Aosta.

Kell però salta le partite di Supercoppa per un problema di salute, Wilson non convince nessuno, Egbunu non convince Vertemati, Vertemati dichiara che la zona gli fa schifo e non la vuole usare. L’esordio in campionato è trionfale contro Brescia ma è anche un fuoco di paglia. Con la Virtus il primo sprofondo, con Reggio Emilia dell’ex Attilio Caja è un disastro totale: nel dopo gara arrivano le dimissioni di Andrea Conti, peraltro attaccato a parole dallo stesso Caja per non far mancare un tocco di trash al tutto.

Nel frattempo Guglielmo Caruso si rompe un dito e ci si mette anche il covid a colpire Vertemati, Egbunu e Wilson. Quest’ultimo è il primo giocatore a saltare dopo sole 5 partite con la miseria di 13 punti segnati e il 17,6% da 3. L’Openjobmetis vince incredibilmente due gare senza pivot e sembra risollevarsi, ma è un’altra illusione. Dal mercato, durante la pausa per la Nazionale, arriva Marcus Keene, che sa fare canestro ma che ha ruolo e trascorsi che non convincono. Nel frattempo Varese perde male lo scontro salvezza di Pesaro e fa ancora peggio nel primo tempo con Napoli: leggenda vuole che nell’intervallo Luis Scola si sia attaccato al telefono per cercare un altro allenatore. Quella partita sarà persa al supplementare e Vertemati dirà in sala stampa, candido: “Siamo a dicembre e non abbiamo ancora capito qual è il quintetto con cui vincere le partite”. Gentile nel frattempo si fa espellere.

Poi con Keene e Kell Varese sfiora la vittoria a Sassari quando però Egbunu si ammutina in campo e al successivo allenamento se ne va in malo modo litigando con il nuovo play e con l’allenatore. Tranquilli, non morirà di stenti: troverà subito posto a Gerusalemme; la società invece non ci guadagnerà nulla. Da quel momento in poi è un turbine di avvenimenti: Kell sfrutta una clausola del contratto e va a giocare l’Eurolega a Milano, ma almeno lì Varese incassa 70mila euro di buyout. Un’altra clausola malandrina permette anche a Jones di lasciare la compagnia per andare in Francia e la squadra si trova senza tre stranieri, assenze parzialmente coperte dal ritorno a Masnago di Siim-Sander Vene. Del quintetto base iniziale, a questo punto, è rimasto solo Gentile che peraltro non durerà a lungo.

Scola, rientrato dall’Argentina il Primo dell’anno, silura Vertemati dopo la sconfitta con la Fortitudo e prima di ingaggiare un allenatore inserisce un nuovo gm, l’italoamericano Michael Arcieri. Poi ecco il nome imprevisto per la panchina, Johan Roijakkers, olandese che dirige due sedute prima della partita con Venezia, vinta dalla squadra diretta dal campo da Alberto Seravalli perché anche l’allenatore in seconda, Vincenzo Cavazzana, è assente per motivi di salute. Dagli States intanto arriva un nuovo giocatore, Justin Reyes, ruolo simile a Gentile che nel frattempo si allena a parte per dolori ai tendini. E quando torna a disposizione, dopo pochi minuti, battibecca con Roijakkers e viene invitato a lasciare il campo. Lui prende in parola l’allenatore e lascia direttamente la città. Ultimo componente di un quintetto base “fisicato” nato in estate e completamente cancellato dalla faccia del pianeta Varese, insieme ai suoi architetti Conti e Vertemati. E forse la telenovela non è ancora finita qui.

Openjobmetis senza pace, è rottura tra Gentile e Roijakkers

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 25 Gennaio 2022
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