Il viaggio di Roberto dopo la malattia: da Gorla Maggiore a Roma in bicicletta

Il 51enne, colpito da ictus l'anno scorso, si era ripromesso di intraprendere un viaggio con la sua amata due ruote non appena si fosse ripreso. Missione compiuta

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Dall’ictus al viaggio a Roma in bicicletta. La storia di Roberto Rigoli, 51enne di Gorla Maggiore, è un racconto di rinascita dopo le fatiche causate dalla malattia grave che lo ha colpito nel 2021. La corsa in ospedale, le settimane di degenza e la paura di non poter più praticare il suo sport preferito. Così il gorlese si è fatto una promessa che lui chiama «voto a nostro Signore. Un viaggio in bicicletta da casa mia a Roma».

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E così è stato anche se la prova si è dimostrata più dura del previsto «considerando che ho scelto la settimana più afosa del 2021 per intraprendere questo viaggio». Un viaggio che ha sancito di fatto il suoamore per la bici e il cicloturismo ma anche la prova fisica di aver superato un momento così difficile: «Questa è la mia particolare storia ed esperienza che voglio condividere coi lettori di Varesenews, in modo che sia da incitamento e motivazione a non mollare mai anche a seguito di episodi come il mio».

Di seguito le tappe del viaggio

Tappa #1 – Lunedì 9 Agosto 2021
Partito verso le 8:30 ho percorso la SS Varesina fino ad addentrarmi in Milano per poi prendere la Via Emilia passando da Melegnano e Lodi. Attraversata Lodi ho preso per la campagna del Pavese passando dal Castello di Chignolo Po (PV) per poi attraversare il Po in zona Pieve Porto Morone (PV). Essendo questo il mio primo vero cicloviaggio in bicicletta mi sono arrangiato circa la sistemazione del bagaglio ed il relativo contenuto. Mi è andata tutto sommato bene viste anche le temperature del periodo. Ovviamente ho affrontato questo viaggio con lo spirito giusto del cicloviaggiatore. Andatura morbida e senza perseguire la media finale sulla distanza. Arrivato verso le 14 presso il B&B che avevo prenotato mi sono fatto subito una doccia tonificante per poi riposarmi in attesa di andare a cena

Tappa #2 – Martedì 10 Agosto 2021
Alzatomi di buon mattino anche per catturare l’ alba, ho tirato le 7 (ora della partenza) tra un social e l’ altro per poi inforcare la bici e affrontare la tappa 2. Questa è stata la prima vera tappa seria del viaggio in quanto prevedeva l’ ascesa al Passo della Cisa però dal versante di Ghiare di Berceto (PR). Non prima però di aver affrontato da Varano de Melegari la salita che portava a Castello di Fosio. E così ad andatura morbida sono arrivato a Ghiare di Berceto pronto per affrontare le pendenze del Passo della Cisa. Salita bella lunga (21,3 Km) e a farmi compagnia c’ erano ben 42°C che ho affrontato con calma certosina dosando bene le energie e approfittando anche delle zone ombreggiate che ogni tanto su alcuni tratti della salita davano un po’ di respiro dalla calura. Dopo 3h e mezza di ascesa ho finalmente scollinato al Passo della Cisa e mi sono goduto il mio bel panino col salame. Da lì una bella discesa di quasi 20 Km per arrivare a Pontremoli dove poi ho soggiornato presso il locale Seminario Arcivescovile

Tappa #3 – Pontremoli – Pisa – Livorno
La tappa #3 è senza dubbio stata la più facile e abbordabile di tutte. Dalla Lunigiana mi sono spostato verso la valle del Magra per poi arrivare in Versilia. Le spiagge di Forte dei Marmi, Viareggio, Camaiore erano nel pieno del clima ferragostano e anche qui il caldo non dava scampo. Per fortuna non mi sono fatto mancare la mia dose di sali minerali. Ho fatto tappa a Pisa, non prima di aver rimediato una foratura subito sistemata appena fuori Viareggio. Ripartito da Pisa sono arrivato in quel di Livorno dopo un paio di orette. La sera ovviamente cena a base di caciucco.

Tappa #4 – Livorno – Volterra – Siena
La tappa #4 è stata senza ombra di dubbio la più massacrante. E non solo dal punto di vista del dislivello (il più alto di tutto il viaggio: 1594 METRI). Partito da Livorno con 19 gradi ho percorso tutto il litorale livornese fino a Cecina dove poi ho tagliato dentro verso l’ entroterra toscano toccando i comuni di Guardistallo e altri della Val di Cecina. Arrivato a Saline di Volterra la temperatura era già da forno. 38°C alle 11,30. Qui è iniziato il calvario. Lungo la salita avrò contato sì e no 3 abitazioni. Ero rimasto con poca acqua e sali minerali quando ad un certo punto mi è capitato uno di quei magazzini di stoccaggio delle bevande. Molto gentilmente mi hanno rifornito ben bene tant’è che sono riuscito ad arrivare in cima alla salita a Volterra ben idratato. Qui ho fatto una pausa pranzo con pane e cinta senese che ne valeva davvero la pena. Dopo 2 ore circa, ancora avvolto dall’ afa sono finalmente giunto al B&B a Siena dopo aver affrontato A PIEDI l’ ultimo strappo al 15%

Tappa #5 – Siena – Bagnoregio
Lasciata alle spalle la tappa più massacrante del viaggio, Roma si avvicinava sempre più. La tappa #5 è stata se non altro la più emozionante visto che attraversavo la Val d’ Orcia che paesaggisticamente è davvero TANTA ROBA. Anche qui il caldo non ha dato scampo e per mia fortuna mi ero preparato alla grande a livello idratazione. Dopo un continuo alternarsi di su e giù tra le colline della Val d’ Orcia sono giunto a S. Quirico dove ho pranzato abbondantemente per poi riprendere la marcia verso Bagnoregio. Ho anche avuto il piacere di conoscere diversi cicloturisti che percorrevano la Via Francigena ben “bagagliati” e tra questi pure un austriaco di Salisburgo che era partito la settimana prima della mia. Gran tenacia e spirito che aveva!!!!!!!. Superata anche l’ ultima asperità che mi ha portato ad Acquapendente (VT) sono giunto a Bolsena dove poi ho preso il Passo del Monte San Panaro che mi ha condotto a Bagnoregio. E qui non poteva mancare uno scorcio sul famoso borgo di Civita, patrimonio UNESCO.

Tappa #6 – Bagnoregio – Roma – Città del Vaticano
Finalmente la tappa finale del mio viaggio. La più corta di tutte. Mi son detto: “Oggi si arriva a Roma. Non importa a che ora, ma basta arrivare”. Fatta colazione verso le 8:00 mi sono messo in viaggio percorrendo la SS2 Cassia senza mai abbandonare la strada maestra nonostante Google Maps mi consigliasse percorsi alternativi. Attraversato il Parco della Tuscia Viterbese sono giunto nei pressi di Capranica e Sutri dove nel raggio di un km mi sono “giocato” 5 raggi della ruota posteriore. Poco male. Fascettatura assieme al raggio buono e si riparte. Passata Vetralla ho iniziato a vedere i primi cartelli recanti la scritta Provincia di Roma. Già lo stato d’ animo stava migliorando, e di molto. Intanto i km che mi separavano dalla caput mundi andavano via via diminuendo. Dopo l’ ennesima sosta per il cambio acqua nella borraccia e un panino per riempire lo stomaco sono giunto finalmente nella capitale, dove poi alle 15:30 il mio cicloviaggio si è di fatto concluso in Piazza San Pietro in Vaticano sotto un sole cocente.

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Pubblicato il 20 Gennaio 2022
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