Città più care: Varese al 27esimo posto

La classifica stilata dall'Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati diffusi ieri dall'Istat. Tra le Regioni, la Lombardia si piazza all'ottavo posto

Palazzo Estense - Municipio generiche

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, sulla base dei dati diffusi ieri dall’Istat.

In testa alla classifica delle città più care d’Italia c’è Bolzano, dove l’inflazione tendenziale di gennaio pari a +6,2%, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 1972 euro, ma che schizza a 2783 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Piacenza, dove il rialzo dei prezzi del 6,6%, il record italiano, determina un incremento di spesa pari a 1763 euro per una famiglia media, 2467 euro per una di 4 persone, al terzo posto Bologna, dove il +5,8% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 1635 euro per una famiglia tipo e a 2255 euro annui per una di 4 componenti. Aosta, in settima posizione quanto a rincari per la famiglia tipo, 1449 euro, sale sul gradino più basso del podio per la famiglia di 4 persone con un aggravio pari a 2394 euro.

Varese si piazza invece al 27esimo posto, pari merito con Brescia, con un valore di rincaro annuo per la famiglia media di 1237 Euro e 4,5 di inflazione annua di gennaio.

La città più virtuosa è Potenza, con una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a “solo” 914 euro su base annua, seguita da Campobasso (918 euro) e, al terzo posto tra le risparmiose, Vercelli, +937 euro.

Bene Milano, con un’inflazione pari a +3,9%, sotto il 4,8% della media nazionale, e con una spesa aggiuntiva in linea con quella italiana, +1130 contro 1126 euro.

In testa alla classifica delle regioni con più rincari, con un’inflazione annua a +5,7%, la Valle d’Aosta che registra a famiglia un aggravio medio pari a 1449 euro su base annua, e che vince la classifica con 2394 euro per una famiglia di 4 persone. Segue il Trentino, dove la crescita dei prezzi del 6% (il record per le regioni) implica un’impennata del costo della vita pari in media a 1626 euro (primato nazionale) e a 2329 euro per una famiglia di 4 componenti. Al terzo posto la Liguria, +5,4%, con un rincaro annuo di 1211 e 1998 euro. Ottavo posto per la Lombardia.

Le regioni più convenienti: Campania (+4,9%, +982 euro in media), Basilicata (+4,6%, +918 euro) e Sardegna (+5,4% e 1066 euro).

“E’ da un quarto di secolo, dall’aprile del 1996 che non si registrava un’impennata dei prezzi del 4,8%. La colpa è dei beni energetici, ossia luce, gas e benzina, senza i quali l’inflazione sarebbe pari solo all’1,8%. Per questo il Governo deve fare molto di più, sia su luce e gas, spostando in questo trimestre invece che nel prossimo i 2,7 miliardi stanziati per le famiglie nell’ultimo decreto, sia facendo qualcosa per i carburanti, del tutto dimenticati dall’Esecutivo, ma che hanno lo stesso effetto moltiplicativo sull’inflazione dell’energia, quest’ultima incidendo sui costi di produzione, mentre benzina e gasolio sui costi di trasporto di tutti i beni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Febbraio 2022
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