Giovani imprenditori del porno su Onlyfans: la storia dei varesini Teo e Vittoria

Matteo e Vittoria, varesini di 24 e 26 anni si sono inventati una attività che i genitori non propriamente si immaginano per i figli: eppure, li fa guadagnare abbastanza da pensare di comprare case, organizzare viaggi, pianificare il futuro

Teo e Noemi, le star varesine di Onlyfans

Due bei ragazzi dall’aspetto per nulla vistoso, vent’anni di semplicità e determinazione. Facce pulite, parole serie e concrete, una bella coppia di quelle che tutte le mamme sperano. Lei studia ancora, lui lavora da un po’. E ora hanno trovato la loro strada lavorativa, una attività in grande crescita che possono svolgere insieme con passione.

Questa potrebbe essere, in grande sintesi, la storia di Matteo e Vittoria, varesini di 24 e 26 anni: se non fosse che mancano i particolari della loro “nuova attività”, che fa parte, in effetti di quei “nuovi lavori” che i genitori non sognano o si immaginano per i figli: eppure, li fa guadagnare abbastanza da pensare di comprare case, organizzare viaggi, pianificare il futuro. Anche se è un attività davvero diversa dagli altri, «Ma è un lavoro, a tutti gli effetti, che ci impegna molto, e per il quale paghiamo le tasse».

Teo e Noemi, le star varesine di Onlyfans

Perchè Matteo e Vittoria, o più precisamente Teo e Noemi per i social  – o meglio ancora shinratensei98, il loro nickname di coppia nei social – creano contenuti porno per Onlyfans.

Su quella piattaforma hanno già raggiunto i 1900 abbonati (a 9,9 dollari al mese, ndr), mentre i loro followers su Instagram ora sono 108 mila, e su Pornhub hanno superato un milione e duecentomila visualizzazioni, con oltre 6000 iscritti.

Insomma, in coppia hanno formato una azienda di successo, anche se decisamente inaspettata e un po’ fuori dalle righe. Un lavoro di cui vanno orgogliosi: per questo ci hanno tenuto a raccontarcelo nei particolari, ora che anche amici e famiglia ne sono venuti al corrente. Questa è la loro storia.

CONOSCIUTI A SCUOLA, INNAMORATI POCO PRIMA DEL LOCKDOWN

«Io e lui ci siamo conosciuti a scuola, sette anni fa alle superiori, ma non siamo stati insieme subito – spiega Vittoria – Non ci siamo messi insieme finché non l’ho “beccato” al lavoro in un supermercato vicino al ristorante dove lavoravo io. Lui ha risposto alla mia storia su Instagram, poi io gli ho replicato, una storia tira l’altra e alla fine ci siamo messi insieme. Dopo un mese, era il 2019, abbiamo fatto il primo viaggio a Praga, ma poi è arrivata la pandemia. Lui ha continuato a lavorare, ma io ho perso il lavoro, che per me era importante: mi pagavo lo studio, mi ero comprata anche una macchina e la mantenevo con quello che guadagnavo. Così mi svegliavo alla mattina e piangevo. Non sapevo cosa fare, ma non me la sentivo di chiedere soldi ai genitori e così piangevo e lui mi consolava. In quell’estate in cui era difficilissimo viaggiare abbiamo deciso, per svagarci, di andare a Venezia e in quel periodo è iniziato tutto».

NATI DA UNA SCOMMESSA

“Ma alla fine come avete iniziato?” è la prima domanda che viene in mente: «In realtà, tutto è partito da una scommessa – precisa Teo – su Pornhub».

«In effetti è vero: noi vediamo spesso i video su porn hub insieme – incalza Vittoria – Un giorno lui mi dice: “scommettiamo che se mettiamo un video nostro non lo vede nessuno?” L’abbiamo caricato – un video bruttissimo, dove non ci si vedeva in faccia- come un gioco, senza impegno. Però questo video andava, faceva visualizzazioni piu di quello che ci aspettavamo. E cosi ci siamo detti “facciamone un altro”».

Pornhub funziona piu o meno come youtube: si crea un account, si carica il video e questo viene subito pubblicato. La piattaforma paga qualcosa in base alle visualizzazioni: «pochissimo, a dire il vero» precisano, ma abbastanza per far loro capire che i loro video hanno un valore economico. «In realtà al guadagno non pensavamo affatto quando siamo partiti, ma una cosa ha tirato l’altra. E man mano che caricavamo i video la gente ci chiedeva: “perché non avete Instagram? perché non siete su Onlyfans?” – continua Vittoria – Così, dopo aver passato l’estate a caricare video, Teo mi ha detto: “Apriamo un profilo Instagram, che è il social più usato di tutti” e l’abbiamo aperto, col nickname che ormai era famoso».

SHINRATENSEI_98, IL LORO MARCHIO “RUBATO” AL MANGA DI NARUTO

Il loro nome di coppia è parecchio complicato: Shinratensei98. Ma a qualche appassionato questo termine non sembrerà nuovo: «Il nome è nato  quando abbiamo aperto il profilo su pornhub: dovevamo darci un nickname e, visto che avevamo fatto tutto per scherzo, non ci abbiamo pensato molto su. Non immaginavamo di arrivare a 100mila followers… Durante il lockdown ci siamo riguardati tutta la serie di Naruto, un famoso manga giapponese, perché abbiamo in comune la passione per anime e manga. In una particolare scena, uno dei cattivi ad un certo punto distrugge il villaggio con una tecnica che ha un nome, shinratensei. E’ una delle scene iconiche di Naruto e con il nostro profilo abbiamo voluto ricordarla. Per quanto riguarda il numero, è semplicemente un anno a caso tra i nostri due anni di nascita».

L’amore per i manga, oltre nel nome, si è poi trasferito nel logo, realizzato quest’estate: «Su Instagram siamo venuti in contatto con un ragazzo che realizzava immagini bellissime – continua a spiegare Vittoria – Per noi cominciava ad essere fondamentale mettere il logo su ogni video, così che anche se fosse stato scaricato era possibile riconoscere che era nostro. Lo volevamo a tema anime, magari però prendendo ispirazione dai nostri ritratti. E così ha fatto. Trovo che abbia fatto un lavoro splendido». 

Teo e Noemi, le star varesine di Onlyfans

DA INSTAGRAM A ONLYFANS, SU RICHIESTA DEI FOLLOWERS

«Dopo avere aperto l’account Instagram, chi ci seguiva lì ha cominciato a chiederci se avevamo Onlyfans, o addirittura perché non l’avevamo ancora»  continua il racconto Matteo.

Onlyfans è un social network che ha una caratteristica diversa dagli altri: quella di saper gestire anche contenuti a pagamento, principalmente su abbonamento. «Più precisamente, è un social dove chi vuole offrire contenuti a pagamento può farlo. E non si tratta solo di porno: è usato da cuochi, ballerine, allenatori fitness… Si possono mettere anche contenuti gratuiti, ma ti dà la possibilità di fare contenuti anche a pagamento – Spiega Vittoria – Quando abbiamo deciso di iscriverci, ci abbiamo impiegato due mesi. Onlyfans è molto rigido con le identità: chiede i documenti e sono molto scrupolosi nella verifica, soprattutto sull’età. Così, nell’attesa ci eravamo iscritti in un sito simile ma meno famoso che si chiama Myfans, dove abbiamo iniziato a lavorare e a fare un po’ di soldi: nel primo mese avevamo guadagnato qualcosa come 600 euro, che era poi lo stipendio che prendevo io al bar del centro dove mi avevano assunto dopo il primo lockdown… Alla fine però anche Onlyfans ha accettato la nostra iscrizione. Siamo stati fin da subito molto costanti nel produrre contenuti e tutti i giorni rispondevamo alle persone che ci contattavano: abbiamo fin da subito preso la cosa sul serio anche quando non era il nostro “lavoro”. Nel frattempo il lockdown continuava, io continuavo a non lavorare, così cominciavo a intravedere questa strada come una soluzione, almeno temporanea, per guadagnare i soldi necessari per rimanere almeno un po’ indipendente».

PRIMO INVESTIMENTO PER CRESCERE: VIAGGIARE

Vittoria continuava a studiare mediazione linguistica, Teo continuava a lavorare come magazziniere al supermercato ma ogni mese la coppia guadagnava sempre di più da questa nuova attività, che per loro era piacevole e perdipiù remunerativa:  «A questo punto stavamo cominciando a capire come funzionava il meccanismo, e quindi anche a riflettere come investire i soldi per crescere nel settore» spiega Matteo.

Nell’estate 2021 era ancora difficile andare in vacanza, tra un lockdown e l’altro: ma per loro le spese aggiuntive che il viaggio comportava – tamponi, quarantene – non erano più un problema economico, e nemmeno scegliere dei buoni hotel: perciò decidono di prendere due piccioni con una fava: «Vedevamo che i posti piu suggestivi e di lusso funzionavano nei video e piacevano anche a noi – spiega infatti Vittoria – Noi qualche soldo cominciavamo ad averlo da parte così ci siamo pagati tampone, aereo e alloggi e siamo andati in Grecia per un tour delle Cicladi in hotel, se non di lusso, almeno belli: di sicuro posti che non ci saremmo potuti permettere prima. Abbiamo capito in quella vacanza che avremmo potuto creare i nostri contenuti in posti belli, che ci piacevano, e che questo avrebbe portato un video di maggiore qualità rispetto a quello fatto in casa. È stata una vacanza che ci ha cambiato: una volta tornati abbiamo deciso di cambiare strategia».

Vittoria e Teo puntano quindi sugli “investimenti professionali”: «Noi ci siamo sempre impegnati per migliorare i nostri video, anche tecnicamente – spiega ancora Vittoria – Per esempio: noi li abbiamo sempre realizzati con i nostri smartphone, e a un certo punto abbiamo deciso di comprare l’Iphone 12 come investimento, perché la telecamera era più bella delle altre. Poi, abbiamo cominciato a pubblicare due video alla settimana, fornendo a chi sottoscriveva l’abbonamento la disponibilità di tutto il nostro archivio. Abbiamo iniziato a fare collaborazioni con altri ragazzi e ragazze, una scelta che ci ha dato un’altra spinta: farci conoscere con persone che avevano piu abbonati di noi era fondamentale per ingrandirci. Il vero “salto di qualità” è stato infatti con la nostra prima collaborazione con dei ragazzi molto piu conosciuti di noi. Ora noi siamo intorno ai 1500-1900 abbonati, dipende dal periodo, mentre i followers su Instagram ora sono 108 mila».

Un ulteriore salto in avanti negli ultimi mesi è stato quando Vittoria, alias Noemi, ha cominciato a mostrare il viso su Instagram: «Inizialmente su Onlyfans non facevamo vedere il viso – spiega – Man mano che la cosa proseguiva però abbiamo cominciato a pensarci, anche perché ce lo chiedevano. La nostra idea iniziale era che su Instagram non facevamo vedere viso perchè chi vuole vedere il viso deve pagare, con una sorta di strategia di marketing, anche se non proprio voluta. Quando però abbiamo cominciato ad avere tanti follower, anche su Instagram abbiamo pensato che non associare la faccia a un nome sembrasse un po’ strano, dispersivo, poco efficace. E, in effetti, da quando ho cominciato a fare stories con il viso sono arrivate anche le sponsorizzazioni di siti e negozi».

A quel punto Vittoria e Teo si rendono conto che forse è il caso di dirlo almeno ai parenti. «In fondo non avevamo niente da nascondere, anche se non lo sapeva ancora nessuno: nè i nostri amici nè i nostri famigliari – spiega Teo – In compenso avevamo uno stile di vita diverso da quello che dichiaravamo: lei risultava disoccupata, io avevo una situazione al lavoro che non era delle migliori e invece eravamo sempre in giro, facevamo viaggi… » Era arrivato il tempo di rivelarsi.

IL COMING OUT CON AMICI E PARENTI

«Il primo a dire cosa stavamo facendo sono stato io, perchè non mi faccio troppi problemi, non mi preoccupo del parere della gente – Spiega Matteo – Non dico che devono accettare per forza le mie scelte, ma non è niente di male quel che faccio: non ammazzo, non spaccio, ci pago pure le tasse, quindi per me il problema non c’è».

Un po’ diversa la situazione per Vittoria: «In realtà anche a me degli altri in generale non interessa – spiega – Spiegarlo ai genitori però è un altra cosa: pensare che i miei genitori pensavano un futuro diverso per me mi dispiaceva, ho un bel rapporto con loro. Così ho deciso di dirlo per primo a mio fratello piu piccolo, che ha due anni meno di me. Quando gliel’ho detto mi ha risposto: “ah bene… sembrava che non stessi facendo niente in questi ultimi due anni, mi preoccupavo… e invece stavi guadagnando”. Insomma era quasi sollevato. Lui però mi ha avvertito di non dirlo alla mamma perché non avrebbe capito: io invece ero abbastanza certa che avrei potuto spiegarglielo. Non è una mamma propriamente “moderna”, ma è sul pezzo».

Intanto, gli amici ci arrivano da soli: «Qualcuno di loro ha visto una foto dove non mi si vedeva in viso ma mi si riconosceva lo stesso e la mette sul gruppo whatsapp di tutti i miei amici chiedendo: “Vicky, ma questa sei tu?”. Davanti all’evidenza, abbiamo confermato e abbiamo spiegato, e alla fine i miei amici erano supercontenti: mi hanno detto tutti “chi non l’avrebbe fatto?”, e mi hanno considerato come “l’amica famosa”».

Per ultimo Vittoria l’ha detto anche ai suoi: «Mia mamma non l’ho vista nè contenta nè contrariata. Mi ha detto solo “Beh, ma non lo puoi fare tutta la vita”. Io gli ho risposto che infatti avremmo approfittato dei guadagni per fare investimenti, pensando magari al mercato immobiliare, per costruirci una rendita per il futuro. E a quel punto gli ho ammesso anche che non so se vivrò ancora qua. Aggiungendo: “Mal che vada vado a vivere alle Canarie e vieni con me”».

Alla fine mamma non ha bisogno di sapere altro: «Mi ha detto solo: “Io avevo capito che stavi bene, però pensavo che guadagnassi con le traduzioni.. “ che era una scusa che le avevo inventato io per giustificare il mio tenore di vita». L’ultimo ad essere avvertito è stato infine il papà: «Ma secondo me mio papà aveva capito più di mia mamma, e prima».

DALLA DIFFICILE RICERCA DI UNA CASA AL PROBLEMA DI NON GUADAGNARE TROPPO

Ora Vittoria e Matteo stanno pensando di andare a convivere in una casa tutta loro, dopo avere fatto avanti e indietro dalla casa di lui. La ricerca però non è facile: malgrado i sempre maggiori guadagni, per Varese sono ancora dei “giovani precari”: «Stiamo cercando di trovare una casa per noi due, ma non è facile con una partita Iva…Siamo due ventenni, anche se guadagnassimo 100mila euro al giorno saremmo sempre dei bambini nullatenenti per i padroni di casa – Lamenta Vittoria – Difficile ottenere credibilità. Ci chiedono “Quanti anni hai? 24? Hai partita Iva? Ah, ti faremo sapere…» .

E’ talmente difficile che: «Tra una cosa e l’altra abbiamo pensato anche di andare a vivere alle Canarie, a Tenerife, in un altro paese – ammette Teo – Un discorso che non vale solo per la casa, ma anche per le tasse. Ci abbiamo cominciato a pensare quando le cifre guadagnate, che noi scarichiamo regolarmente perché abbiamo aperto la partita Iva, hanno cominciato a essere consistenti. In questo momento per esempio siamo frenati dal guadagnare di più, se non vogliamo suicidarci fiscalmente: ultimamente guadagnamo circa 18mila dollari al mese solo con Onlyfans».

«Noi abbiamo pagato le tasse fin da subito – conferma Vittoria – Dopo i primi due mesi in cui abbiamo avuto guadagni seri, mi sono precipitata a regolarizzare: ho detto “Apriamo una partita iva, sentiamo un commercialista, perché voglio dormire la notte e non avere preoccupazioni”. Ma anche spiegare il nostro lavoro al commercialista non è stato facile. Lui fortunatamente è un ragazzo, è super smart, però la sua prima domanda è stata “Ma dove vi metto? in che categoria?” lo chiedeva lui a noi, ma noi non ne sapevamo niente…Anche la Camera di Commercio ci ha chiamato, chiedendoci particolari sui tipi di video che facevamo, per inquadrarci più precisamente. Quando l’ha capito non sapevano più dove metterci… alla fine ci hanno messo nella casella degli youtuber».

Teo e Noemi, le star varesine di Onlyfans

UN LAVORO IMPEGNATIVO

L’ultimo anno il lavoro è stato impegnativo per la coppia: «Quando non creiamo video, siamo sempre attaccati al telefono per rispondere ai fan, 24 ore su 24. Arrivano una montagna di messaggi e commenti. Io devo ritagliarmi apposta dei momenti per studiare, perché sennò non ci riesco. E al diploma in mediazione linguistica ci voglio arrivare» spiega Vittoria.

«Ci teniamo a far sapere che questo è un lavoro a tutti gli effetti e non un divertimento. E anche che per noi è un lavoro normale, non c’è niente di male – sottolinea Matteo – Diversi si sono accaniti sul fatto che questo non lo si possa chiamare davvero lavoro. E invece ci sono giorni che non mi stacco mai dal telefono, lavoro h24. Se penso che al supermercato ho cominciato da tirocinante, 400 euro al mese per farmi 10 ore al giorno… questa per me è solo un’opportunità».

Al di là della realizzazione dei video, dove Vittoria/Noemi è la protagonista e Teo il regista nonché figura maschile, Vittoria durante il giorno gestisce soprattutto commenti di Instagram («Ma lo facciamo anche un po’ insieme perché da soli in certi casi è assolutamente impossibile”) e poi la parte burocratico-amministrativa dell’attività. Teo invece gestisce la maggior parte degli altri social (Oltre a instagram hanno tiktok, twitter, un canale telegram, onlyfans, myfans e pornhub) e le richieste di sponsorship. Un impegno ormai a tempo pieno ma che dà un importante riconoscimento ad entrambi, cosa che ha convinto Teo a lasciare il lavoro.

«Forse il segreto è che abbiamo fatto le cose per bene fin da subito. Ci ha aiutato il fatto che noi abbiamo sempre lavorato, e a contatto con il pubblico. Lavorare, quando sei giovane, ti insegna tanto: a stare sotto un capo, a seguire le regole, a stare zitto quando devi stare zitto, a pulirti casa – commenta Vittoria – Tutto questo ha fatto si che prendessimo entrambi seriamente la cosa, anche quando avevamo rapporti con chi interagiva con noi: è meglio rispondere gentilmente e mantenere l’abbonato, o fare lo stupido e non solo perdere l’abbonato ma ottenere anche una cattiva reputazione? Abbiamo scelto la gentilezza, anche se è un impegno. Perché, impegnandosi, tutto diventa un lavoro».

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 09 Maggio 2022
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Commenti

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  1. carlo_colombo
    Scritto da carlo_colombo

    Se questi sono i lavori del futuro… Povera Italia e, soprattutto poveri italiani.

  2. Scritto da FastBeppe

    Il genere di società che si fa avanti è intessante, li si chiama “giovani imprenditori” adesso. Quindi porterete sulla strada del benessere altri insegnando come si fa?
    Queste cose hanno un costo nascosto per il futuro di questi ragazzi, ma loro ancora non lo sanno, lo scopriranno nei prossimi anni.

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