Il cliente chiama durante la perquisizione, 62enne di Busto Arsizio in manette per spaccio di cocaina
L'ordine della dose è stato ascoltato in diretta dagli agenti che da tempo tenevano sotto controllo l'uomo, una vecchia conoscenza di forze dell'ordine e procura

Nonostante i suoi 62 anni e una sfilza di precedenti tali da poterci scrivere un libro continuava imperterrito a spacciare cocaina. Per questo è finito in manette un uomo residente a Busto Arsizio, originario di Gela e vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e della Procura.
L’operazione portata a termine ieri sera, giovedì, degli uomini della Polizia di Stato di Busto Arsizio, diretti da Franco Novati, ha portato anche al sequestro di circa 100 grammi di cocaina.
Le notizie raccolte dagli agenti nell’ambiente dei consumatori di droga indicavano in un sessantaduenne italiano, noto per i numerosi precedenti anche specifici collezionati negli anni, un pusher particolarmente attivo nello spaccio di cocaina che consegnava raggiungendo i clienti previo ordine telefonico.
Ieri sera gli uomini del commissariato di via Ugo Foscolo si sono quindi appostati nei pressi della sua abitazione in centro a Busto Arsizio e poco prima delle 19:00 lo hanno visto rincasare, sotto la pioggia scrosciante, al volante della sua vettura.
Il pregiudicato ha avuto solo il tempo di scendere dal mezzo e varcare il portone di ingresso prima di essere bloccato, nonostante un breve tentativo di fuggire e di disfarsi di un sacchetto, che teneva in tasca e dal quale sono saltate fuori dodici dosi di cocaina singolarmente confezionate.
Ne è seguita la perquisizione domiciliare, dove sono state trovate altre cinque dosi già pronte, circa un etto di cocaina in “sassi”, sostanza da taglio, un bilancino, 700 euro in contanti e il cellulare, indispensabile strumento di “lavoro”. E proprio sul telefonino, mentre operavano la perquisizione, gli agenti hanno potuto ascoltare in diretta l’ordine di un uomo che chiedeva una dose. Per il sessantaduenne sono scattate le manette per spaccio e detenzione di sostanza stupefacente.
L’uomo è stato processato questa mattina con rito direttissimo. Difeso dall’avvocato Andrea Toscani, che ha chiesto per lui l’obbligo di firma o i domiciliari, ha cercato di scusarsi con una dichiarazione spontanea interrotta dal pianto. Il giudice del Tribunale di Busto Arsizio, vista la mole di precedenti e il rischio di reiterazione del reato, ha disposto la misura del carcere per lui.
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