Medicina tradizionale e terapie complementari: nell’incontro di Alomar si è parlato di agopuntura, osteopatia e yoga
Il reumatologo Marco Broggini ha indicato limiti e benefici delle terapie complementari che possono rientrare in un approccio condiviso e gestito sempre dal curante

Terapie alternative della medicina tradizionale. È l’argomento di cui si è discusso sabato scorso, 21 ottobre, nell’incontro promosso dall’associazione Alomar all’ospedale di Varese. Il dottor Marco Broggini, specialista in reumatologia all’ospedale di Circolo di Varese, ha introdotto l’argomento indicando le diverse alternative a disposizione ma chiarendo che non tutte sono equivalenti e che, in ogni caso, occorre lavorare in sinergia con il medico che rimane l’unico specialista titolato a fare diagnosi e a valutare i benefici della terapia, tradizionale o convenzionale.
In favore di altri approcci, però, come ha spiegato il dottor Broggini, ci sono delle caratteristiche che il medico tradizionale, soprattutto oggi nel SSN con tempi molto serrati nelle visite, non riesce ad assicurare. Come per esempio la profonda attenzione che le terapie alternative dedicano alla sintomatologia del paziente, alla sua storia personale e famigliare: « In queste discipline – ha fatto notare il reumatologo – si viene a creare un rapporto profondo fra medico e paziente che concorre indubbiamente a determinare l’effetto terapeutico. Effetto che, anche quando è garantito dalla somministrazione di terapie convenzionali, può senz’altro giovare del beneficio additivo proveniente dall’effetto placebo».
Come esempi sono stati indicati l’agopuntura, lo yoga e l’osteopatia.
La dottoressa Alessandra Irmici ha ripercorso la millenaria storia della cura con gli aghi propria del popolo orientale. Oggi, anche in Italia sono riconosciuti protocolli di cura specifici che vengono somministrati, però, solo da personale medico con specializzazione in agopuntura. La terapia, ha spiegato, può trovare applicazione anche senza aghi in pazienti giovanissimi o tra chi ha la fobia degli aghi. L’agopuntra viene applicata soprattutto negli stati dolorosi per malattie neurologiche e della sfera psichica: cefalea, emicrania, nevralgia del nervo faciale e del trigemino, ansia, attacchi di panico, depressione minore, insonnia, stress, vertigini. Si va a lavorare sull’energia vitale che fluisce lungo una rete di canali, chiamati ‘meridiani’ diversi a seconda della patologia.
La dottoressa Daniela Corda ha spiegato, invece, i benefici dello yoga, anche questa una pratica risalente nel tempo e che ci arriva dai popoli orientali. Lo yoga è un insieme di esercizi fisici ma anche di respirazione e di meditazione che puntano a ritrovare l’equilibrio tra le diverse strutture corporee.
Infine il dottor Simone Guidotti ha introdotto gli elementi dell’osteopatia, pratica clinica ideata nel 1874 da una medico statunitense, Andrew Taylor Still, che cercò di capire l’origine degli stati dolorosi dalla condizione muscoloscheletrica della persona, individuando manovre per ridare al corpo elementi di autorigenerazione e cura.
Usano un approccio olistico nei confronti della cura e della guarigione e si basano sull’idea che un essere umano rappresenti un’unità funzionale dinamica, nella quale tutte le parti sono interconnesse e possiedono propri meccanismi di autoregolazione e di autoguarigione.
Benchè lo Stato italiano abbia riconosciuto nel 2018 la professione sanitaria dell’osteopata, a oggi mancano ancora decreti attuativi che permettono di esercitarla all’interno del SSN. In alcune regioni, come la Toscana e l’Emilia Romagna, sono riconosciuti alcuni trattamenti osteopatici in diversi ambiti da quello pediatrico a quello neurologico, da quello ortopedico a quello
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