I comitati contestano gli interventi di sostenibilità a Malpensa: “È tutto greenwashing”
L'UniCoMal critica sui nuovi progetti eMago e polemizza soprattutto con il previsto ampliamento di Malpensa oltre i suoi confini

L’Uni.Co.Mal, l’unione dei comitati di Malpensa, parla di «greenwashing» per definire le nuove mosse di sostenibilità attuate a Malpensa e Linate, il “progetto eMago” finanziato dall’Unione Europea. La parola Greenwashing identifica le pratiche di “ecologismo di facciata”, cui secondo UniCoMal si possono ricondurre le misure adottate nel programma eMago.
«Se veramente vogliamo salvaguardare l’ambiente, dobbiamo aumentare subito le fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) e contrastare in modo netto il consumo di suolo» dice l’UniCoMal, che polemizza soprattutto con il previsto ampliamento di Malpensa oltre i suoi confini, che chiede di «rinunciare all’espansione della cargo city e a cementificare 44 ettari di brughiera pregiata».
Qui di seguito il comunicato integrale:
MALPENSA, TUTTO GREENWASHING
SEA ha presentato il progetto “eMAGO” al Parlamento europeo di Bruxelles per l’elettrificazione dei movimenti aerei e degli autoveicoli di servizio degli aeroporti di Malpensa e Linate. Questo progetto dal costo di 14 milioni è finanziato per 4,4 milioni dall’UE. Ciò in vista di una decarbonizzazione con una riduzione di CO2, per tale scopo il progetto è definito “green”. Auguriamo a SEA che ciò vada per il meglio, perché se è vero che i carburanti SAF possono ridurre parzialmente la CO2, che non è il solo inquinante atmosferico, in realtà aumenta gli altri inquinanti come NOX, CO e HCO. Come abbiamo già segnalato in nostri precedenti comunicati il problema dell’inquinamento atmosferico non viene eliminato.
Abbiamo assistito a roboanti annunci, l’Hydrogen Valley e altri mega progetti che non sappiano se sono in vista di una riconversione energetica o e sono funzionali ad ottenere i finanziamenti europei e i fondi del PNRR, aspettiamo ancora la realizzazione dei treni ad idrogeno previsti nello stesso PNRR. Intanto dopo polemiche che riguardano la riconversione energetica nell’ Unione Europea si registra il primo caso di dimissioni di un Governo, quello portoghese, per scandali legati alla produzione di idrogeno e all’estrazione del litio, indispensabile per i motori elettrici. Molte di queste operazioni sembrano essere puro greenwashing (non è difficile capirlo) per poi magari finire nel dimenticatoio. Se veramente vogliono dimostrare di rispettare l’ambiente e concretizzare progetti veramente “green” SEA, ENAC, Regione Lombardia e le associazioni imprenditoriali dovrebbero rinunciare all’espansione della cargo city e a cementificare 44 ettari di brughiera pregiata, come dimostrato da numerosi studiosi, botanici e naturalisti.
Questa superficie ha un valore prezioso per la salvaguardia ambientale perché sappiamo che la Lombardia ha il triste primato del consumo di suolo in Italia e la Provincia di Varese è al terzo posto di questa maglia nera, secondo ISPRA in testa abbiamo i Comuni di Gallarate, Busto Arsizio e Saronno. In questo momento il trasporto cargo è in diminuzione e le industrie dell’alto milanese registrano un calo produttivo causato dall’aumento del costo delle materie prime, la crescita economica è in ribasso rispetto alle previsioni, dall’1% allo 0.7% e così sarà anche nel 2024.Ciò dimostra che non siamo in una fase congiunturalmente favorevole all’espansione dell’area cargo che tra l’altro, già oggi, è utilizzata al 70% delle sue capacità.
Se veramente vogliamo salvaguardare l’ambiente, dobbiamo aumentare subito le fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) e contrastare in modo netto il consumo di suolo, purtroppo visto più come fonte di speculazione che non come ricchezza per il benessere che può portare ad un territorio già stressato. La rinuncia al consumo di suolo è il vero contrasto al riscaldamento climatico che ogni anno miete sempre più vittime, soprattutto tra la popolazione a rischio (malati, bambini, anziani, donne incinte).
Riguardo alla firma del Presidente della Repubblica alla Legge 155, contenente il famoso emendamento art.1-ter, non si afferma che è strategico cementificare i 44 ettari di brughiera per ingrandire la cargo, si esprime la volontà di implementare il traffico merci ( con tutte le problematiche connesse) in quanto Malpensa è strategica, come altri 12 aeroporti italiani, come già scritto del PNA (piano nazionale aeroporti) del 2015. Da nessuna parte è scritto che bisogna ingrandire il sedime aeroportuale e ribadiamo che esistono alternative valide all’implementazione della cargo anche all’ interno della stessa Malpensa anche se ciò non è conveniente per SEA ed ENAC.
Gallarate, 16 novembre 2023
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